Incurabili, l'ira delle famiglie sfollate: «Nel progetto nessun alloggio per noi»

Giovedì 30 Gennaio 2020 di Valerio Esca
Niente abitazioni nel progetto di rilancio dell'Ospedale degli Incurabili. Una notizia già diffusa nei giorni scorsi e che fa riesplodere le polemiche con i vecchi residenti. «Nel piano di recupero dell'antico sito degli Incurabili di Napoli - denuncia in una nota il Comitato di solidarietà delle famiglie - non è prevista la sistemazione abitativa per le 21 famiglie attualmente residenti». Nuclei familiari che al momento non vivono più all'interno delle abitazioni, che circondano l'ospedale, a causa dello sgombero dell'aprile scorso.

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Nove mesi dopo i crolli che hanno portato solo abbandono e degrado è stato lanciato il bando per la progettazione degli interventi di recupero: 470mila euro a disposizione per ridisegnare quel luogo storico. È Invitalia, centrale di committenza, a gestire il percorso di un progetto della Asl per il quale la Regione ha individuato cento milioni di finanziamenti per restituire gli Incurabili alla città. Nel progetto però non esistono abitazioni, bensì attività commerciali. «Dopo il dissesto dell'importante sito - scrive il comitato - abbiamo letto con ansia e stupore i resoconti sul bando per la ristrutturazione del complesso con la scomparsa delle abitazioni in cui viviamo da generazioni. Durante gli incontri svoltisi presso il Comune di Napoli, con Regione e assessorati preposti e il commissario dell'Asl Na1 - raccontano i residenti - ci avevano garantito il loro l'impegno sul diritto al rientro di queste 21 famiglie nelle storiche abitazioni ed anche che nella ristrutturazione si sarebbe data cronologicamente la priorità al ripristino dell'abitabilità degli appartamenti». «In un centro storico sempre più svuotato di residenti per gli effetti collaterali dell'industria turistica - conclude la nota del comitato - era comunque un segnale importante l'impegno a garantire il diritto ad abitare nel complesso degli Incurabili alle famiglie storicamente presenti».
 

Le richieste ai progettisti, previste dal bando, sono stringenti. La metà del complesso resterà a disposizione dei malati con cento posti letto in totale, l'altra metà sarà trasformata e aperta alla città: musei, spazi espositivi, sale per convegni e concerti, un bistrot, un ristorante e un po' di spazi alla zona direzionale per gli uffici. Al migliore dei progettisti che vorranno misurarsi con il progetto di fattibilità tecnica ed economica, è garantito un premio da 470mila euro e, in una seconda fase, al vincitore verranno affidate anche l'elaborazione dei successivi livelli di progettazione, le indagini integrative e la direzione dei lavori. Una struttura che qualche mese fa è stata costretta a chiudere, a causa del pericolo di crolli. Furono spostati all'Ospedale del Mare i reparti di Chirurgia, Urologia, Medicina e Rianimazione con tutti i 23 pazienti ricoverati all'epoca dei fatti.  Ultimo aggiornamento: 11:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA