International Swimming League 2021, sette giovani detenuti da Nisida alla Scandone: «Lo sport, il nostro faro»

Domenica 26 Settembre 2021 di Bruno Majorano
International Swimming League 2021, sette giovani detenuti da Nisida alla Scandone: «Lo sport, il nostro faro»

Il sole sta quasi per tramontare proprio lì, a due bracciate dal promontorio di Nisida. Ma la giornata di sette ragazzi dell'istituto penitenziario minorile è solamente all'alba. Sono lì che aspettano impazienti la partenza delle due vetture che li porteranno alla volta della piscina Scandone. Ad attenderli c'è il penultimo match della Isl, la International Swimming League. Ma non solo. Li aspettano anche i tre campioni del nuoto che qualche settimana fa sono stati proprio a Nisida per incontrare i giovani detenuti. I sette ragazzi sono prontissimi. Si guardano l'un l'altro e si interrogano sul look. «Sto bene con questa maglietta?», «Il jeans è abbastanza alla moda?»: si chiedono. Ma non è solo la forma ad tenerli in apprensione. «Ma dopo le gare li incontriamo di nuovo?». Se lo ripetono come il ritornello di un tormentone estivo. Durante tutto il tragitto da Nisida alla Scandone provano a parlare d'altro, di calcio, del buon momento di classifica del Napoli, ma sotto sotto il pensiero è solo quello: incontrare i loro «nuovi amici». Perché ai loro occhi sono Nicolò, Alessandro e Simone, non Martinenghi, Miressi e Sabbioni. Stop. Per loro non sono (solo) dei campioni del nuoto, ma sono i loro amici, quelli con cui hanno passato delle ore parlando di vita, di sport e mangiando spaghetti. 

Quando si aprono le porte della Scandone gli occhi dei sette ragazzi si illuminano di immenso. «Siamo in una discoteca?», si chiedono storditi. E d'altra parte è difficile dargli torto. La scenografia della Isl ha le sembianze di un night club americano all'ultimissima moda. Musica sparata a tutto volume, giochi di luci alla Guerre Stellari e un ambiente che trasuda sport e spettacolo. I loro posti sono nell'area Vip, a due passi dalla vasca dove di lì a pochissimo si esibiranno i nuotatori. Inutile dirlo: i ragazzi fanno il tifo per gli Aqua Centurions, la squadra di Miressi, Sabbioni e Martinenghi. Pardon: Alessandro, Simone e Nicolò. Il tifo è da stadio. Più che sulla gradinata della Scandone, sembra di essere in curva B. Si canta, si urla e si fischia (sportivamente) chiunque vada più forte dei loro amici. Ovviamente c'è tanta curiosità per Federica Pellegrini, che della squadra è la capitana. Ma ogni qual volta inizia una nuova gara, gli occhi sono rivolti al maxi schermo. «Eccolo: c'è Simone», grida uno dei ragazzi non appena compare il suo nome nella starting list. A quel punto inizia la festa. Tra una gara e l'altra, aspettando che si avvicendino i loro amici, i ragazzi si informano sugli stili, sulle regole della staffetta, sulle modalità di assegnazione del punteggio. Insomma, per un giorno il pallone può finire in soffitta. 

 

Finisce in gloria. Perché per la prima volta dall'inizio della Isl gli Aqua Centurions sono primi in classifica e l'ultima gara è il trionfo di Sabbioni, Martinenghi e Miressi protagonisti nella staffetta maschile. La gioia è troppa per potersi contenere, e Sabbioni scatta fuori dalla piscina per salire in gradinata. Li ha riconosciuti e non può aspettare il dopo gara: deve abbracciarli subito, uno per uno. D'altra parte sono amici. Amici veri. A quel punto non ci sono più dubbi, è arrivata la risposta alla domanda che tormenta i sette ragazzi. «Ma li incontriamo dopo?»: «Sì». Ci si sposta tutti insieme alle spalle della piscina dove alla spicciolata arrivano anche Miressi e Martinenghi. Abbracci, abbracci e poi ancora abbracci. Incuriosita si affaccia anche Elena Di Liddo. «Ma io vi conosco», esordisce. «Da quando i miei compagni sono tornati da Nisida non fanno altro che parlare di voi», spiega. Passano pochi minuti e compare anche Federica Pellegrini: un saluto, una stretta di mano e l'immancabile foto di rito. Intanto sembra di essere al bar, per un aperitivo tra amici che si conoscono da sempre. I ragazzi di Nisida provano anche a lanciarsi in qualche piccola lezione di napoletano. Risate generali dei nuotatori che apprezzano e ricambiano con una promessa. «Ci vedremo ancora. Torneremo a trovarvi. Promesso. Anche perché ci avete portato fortuna: abbiamo vinto». Anzi rilanciano: «Dovreste venire ad Eindhoven per le semifinali», dicono rivolgendosi al direttore dell'istituto Gianluca Guida. Le curiosità dei ragazzi sono infinite: dai segni lasciati dal cupping (terapia antidolorifica con le ampolle), alla quantità di acqua contenuta nella piscina. Il tempo vola alla velocità della luce. Il tramonto è oramai finito e sta finendo anche la giornata di gloria per i 7 ragazzi che dopo gli ultimi saluti con i loro tre amici sono pronti a rientrare: con la promessa di ritrovarsi ancora. 

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