Ischia contro Procida, scoppia la disfida della Zingara

Venerdì 14 Gennaio 2022 di Massimo Zivelli
Ischia contro Procida, scoppia la disfida della Zingara

Acque di nuovo assai agitate fra Procida e Ischia. E questa volta il meteo c'entra ben poco, perché la disfida è scoppiata per un panino farcito. Anzi, per il panino per eccellenza: la famosa Zingara sulla titolarità della quale si riaccende a sorpresa il campanilismo sulle opposte sponde del canale marino. È bastato infatti che dall'isola capitale della cultura i titolari di un ristorante annunciassero a gran voce sui social di aver ufficialmente registrato il marchio laZingara, e immediatamente dall'isola verde si sono levati cori di protesta contro lo scippo consumato dai vicini procidani, che hanno finito per coinvolgere con una valanga di accuse perfino i sindaci ischitani, additati per la loro inerzia sul caso. Perché a Ischia la Zingara è un simbolo di quelli considerati come intoccabili: è dagli anni 60' che evoca l'idea e la sostanza del panino farcito più richiesto, apprezzato e sponsorizzato anche ben oltre i confini regionali e nazionali. Due fette di pane del tipo cafone, prosciutto crudo, fiordilatte, pomodoro a fette e insalata verde, con leggero strato di maionese. Il tutto passato poi per cinque minuti circa al calore di una piastra arroventata, per il piacere di gustarlo al pub, al bar e spesso anche al ristorante e in pizzeria. 

Una eccellenza tipica dello street food isolano. Ma di quale isola? Il dubbio serpeggia dopo che i titolari del ristorante Il gazebo affacciato sul porto di Procida hanno dichiarato testualmente sui social che «dopo trent'anni (sic!) abbiamo deciso di registrare il marchio: laZingara. E per celebrarla in tutto e per tutto, stiamo lavorando anche a delle nuove tipologie del nostro iconico panino. Dal 1992 - continuano i ristoratori - offriamo il meglio della cucina tradizionale e gourmet, con le materie prime migliori e fresche. La Zingara: l'originale, è nata qui». Fatto l'affondo, immediata è scoppiata la rivolta a Ischia: dai gestori di pub e ristoranti, agli internauti, fino a persone anziane che tengono a ricordare come «a'zingara ce la preparavamo negli anni '60 qui a Ischia come alternativa povera allo sciccoso toast di importazione anglo-americana». Gli ischitani non ci stanno dunque e sui social si sprecano oramai le narrazioni circa le origini prettamente locali di questa che nei fatti si colloca a metà strada fra il classico toast e le bruschette, ricordando soprattutto come sarebbe nata dal genio creativo dell'ischitano Nello Massa, che lo aveva elaborato dopo uno stimolante viaggio a Londra e poi realizzato presso il pub la Virgola in una calda serata di agosto del 1977. Stando alle cronache locali, fu infatti nel borgo di Ischia Ponte, che ebbe origine il veloce e gustoso snack. 

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A stretto giro è arrivata la controreplica social dei procidani. «Lo staff del Gazebo, per evitare spiacevoli equivoci si legge in un post successivo - ha rimosso la frase la zingara nasce qui, precisando che la registrazione del marchio, avvenuta tramite studio legale, è stata pensata per tutelare un prodotto che produciamo ormai da trent'anni. Lungi da noi la volontà di attribuirci la paternità della Zingara e creare attriti non solo con il popolo ischitano, tra i quali annoveriamo stimati colleghi, clienti e amici». La precisazione non ha però sortito l'effetto di placare le acque. Sempre più arrabbiati, i custodi della ischitanità della Zingara se lo sono presa addirittura con i loro stessi amministratori e sindaci, tacciati di lassismo e incapacità a gestire prodotti e tradizioni dichiaratamente made in Ischia. E si teme che adesso dopo il cornetto di Calise e la Zingara anche il famoso coniglio all'ischitana possa cambiare nome e paternità. 

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