Rifiuti a Napoli, vertici Asìa in bilico. De Luca: cattiva gestione

Giovedì 27 Giugno 2019 di Luigi Roano
Lancia l'affondo sul tema rifiuti il presidente della Regione Vincenzo De Luca mettendo nel mirino Napoli: «In città ci sono grandi problemi sull'ordinaria amministrazione». Nella sostanza Asìa - l'azienda per la raccolta rifiuti - non funziona come dovrebbe. Non una novità i malumori verso il management di quell'azienda tanto da venire fuori chiaramente anche dal Consiglio comunale di 48 ore fa. Gli fa eco il sindaco Luigi de Magistris che non teme l'emergenza a cavallo delle Universiadi e nemmeno dopo ma lancia un allarme serio: «Non penso ci sarà emergenza sempre che non ci siano mani criminali che operano».
 
Prima di approfondire le sciabolate di De Luca e di de Magistris vale la pena fare una riflessione su Asìa: personale anziano e stanco e pochi mezzi meccanici per sopperire alle carenze di operatori sono un buon motivo per essere in difficoltà. Ma non basta per giustificare le ordinarie carenze sullo spazzamento e l'ordinaria spazzatura che c'è sempre - al netto dell'emergenza e degli impianti di smaltimento - nelle zone periferiche. Il tema è caldo, l'amministratore unico Francesco Iacotucci e il direttore generale Francesco Mascolo fanno del oro meglio, ma non basta. E questo è un problema serio. Asìa ingoia per intero la Tari e porta a casa ogni anno un contratto di servizio da 230 milioni, è la muncipalizzata più ricca del reame arancione. Inevitabilmente l'accoppiata direttore generale e amministratore unico devono dare risposte che non siano il classico scaricabarile. Sono al vertice da 4 anni e se per una settimana gli Stir non funzionano non si può vedere Napoli ricoperta dai rifiuti. Stando a quello che trapela da Palazzo San Giacomo lo stesso sindaco sprona quotidianamente Asìa nel dare qualcosa in più. La riflessione sul futuro è in atto. Settembre sarà caldissimo con lo stop dell'inceneritore di Acerra fermo: qual è il piano per mantenere almeno l'ordinario in maniera decente? Ieri mattina alle 8,20 Piazza Bellini era una discarica a cielo aperto, lo spazzamento nel 70 per cento delle strade del centro storico a zero. Non può essere sempre colpa di cittadina incivili Se la città è sporca se si hanno a disposizione 230 milioni e circa 2000 dipendenti. E poi ci sono licenziamenti troppo facili che provocano contenziosi logoranti e costosi.

Il governatore a Radio Crc inquadra così la questione: «Sul tema dei rifiuti c'è un problema di ordinaria amministrazione, che è la gestione quotidiana dei Comuni che sono competenti per la raccolta. Abbiamo una situazione molto differente tra Comuni che fanno una raccolta eccellente, con livelli di differenziata straordinari, e ci sono Comuni in grande difficoltà: il più importante è Napoli, dove registriamo una grande, grande, grande difficoltà a gestire l'ordinaria amministrazione, parliamo di pulizia ordinaria dei quartieri, e abbiamo situazioni di emergenza». De Luca parla di ordinario perché sa bene che lo smaltimento è una questione che attiene al piano regionale. E sullo stop di Acerra spiega: «Ho avvertito per tempo tutti che a settembre avremo un'emergenza che non dipende da noi, quindi rischiamo un problema che si ingigantisce nei territori dove già oggi il problema è grave. Ho anche mandato, due giorni fa, una lettera al ministro Costa per chiedere un'attivazione del Governo per il trasferimento fuori regione dei rifiuti e per il trasferimento dell'umido. Mi aspetto che anche il Governo dia cenni di disponibilità». Il sindaco è preoccupato: «Non è normale che in un paio di mesi siano stati bruciati 100 cassonetti, non può essere l'opera di un balordo o di un ubriaco. Mi auguro che ci sia la dovuta attenzione anche delle forze investigative». Sulle criticità di questi giorni l'ex Pm annuncia che entro «un paio di giorni si tornerà alla normalità, alle Universiadi faremo una bellissima figura». Quanto allo stop di Acerra il sindaco è fiducioso: «Affronteremo una situazione di grande criticità ma ci stiamo preparando molto bene, sia per la parte di mia competenza sia nella cooperazione con altre istituzioni locali e regionali per fare in modo che la città non abbia alcuna sofferenza».
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