Maradona, i cimeli di Napoli in un deposito: «Presto nascerà il museo allo stadio San Paolo»

Domenica 29 Novembre 2020 di Valerio Esca

Il sacrario di cimeli, ricordi e doni d'amore di Napoli per Maradona verrà allestito nella pancia dello stadio San Paolo. Una vera e propria «stanza dei ricordi», nell'impianto di Fuorigrotta, che a breve, dopo sessant'anni, cambierà nome in «Stadio comunale Diego Armando Maradona». Per il momento sono state raccolte tutte le offerte, come si fa in favore di un Santo, e stipate negli scatoloni in un vecchio deposito di cancelleria del Comune, tra il settore C e D della Tribuna Posillipo, accanto all'ufficio marketing del Calcio Napoli. Il secondo passo, dopo aver inventariato e catalogato tutto, sarà quello di poter un giorno aprire le porte ad un vero e proprio «museo» dei ricordi dell'indimenticabile numero dieci. 

L'amministrazione comunale, come richiesto da tantissime associazioni, club e gruppi di tifosi ha «subito attrezzato - come si legge in una nota di Palazzo San Giacomo - un grande locale all'interno dello stadio per conservare tutte le dimostrazioni di amore per il nostro immenso Diego». Sul posto, ieri mattina, sono intervenuti diversi operai della Napoli Servizi, coordinati dal direttore generale Ciro Turiello, che hanno trascorso la giornata a catalogare, sistemare e mettere insieme tutti gli oggetti raccolti all'esterno della Curva B, all'interno del deposito. Ci sarà un inventario per far sì che nulla vada perduto. «Siamo contenti di aver dato un contributo alla richiesta di messa in sicurezza dei cimeli di Maradona - scrive sulla sua pagina Facebook l'associazione Ciro Vive - e ringraziamo l'amministrazione di aver accolto le tante richieste come la nostra, cosi come di tanti altri Club e tifosi».

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«Il primo obiettivo - evidenzia l'assessore allo Sport del Comune, Ciro Borriello - era quello di mettere in sicurezza gli oggetti, considerando la pioggia prevista in queste ore. Poi ci attiveremo insieme anche all'assessorato alla Cultura per creare in un secondo momento una stanza dei ricordi, sempre all'interno dell'impianto, così da poter rendere visitabile lo stadio. Non avendo oggetti di Maradona non può essere considerato un museo in senso stretto, ma si può sempre aprire un discorso con chi è in possesso di cimeli di Diego». Tra i collezionisti dei cimeli di Diego c'è sicuramente Massimo Vignati, figlio della ex governante di Maradona, nei sette anni trascorsi dall'argentino in maglia azzurra. Lo stesso Vignati nei giorni scorsi non ha nascosto il suo sogno: portare al San Paolo il museo di Maradona con gli oggetti oggi da lui conservati a Miano. «Quell'incredibile muro di amore, cimeli, affetto, passione, venga trasformato in un luogo di pellegrinaggio di tutti i tifosi del mondo» propone invece il consigliere comunale Nino Simeone. 

 

Diverso è il discorso per il museo del Napoli, del quale si parla da tempo. «Come Associazione Momenti azzurri siamo in possesso di circa 30mila cimeli tra maglie, abbonamenti, gagliardetti, biglietti, figurine e altri tantissimi ricordi della storia del Napoli - rimarcano Giuseppe Montanino e Dino Alinei, fondatori di Momenti Azzurri - Abbiamo tra l'altro tantissime maglie indossate da Maradona. Il Comune fa certamente bene a raccogliere e conservare tutto ciò che la città ha voluto offrire come doni all'esterno del San Paolo per ricordare Maradona. Discorso diverso e necessariamente più ampio deve essere quello del Museo della storia del Napoli. Siamo anche noi in attesa della realizzazione di questo progetto, con un luogo nel quale conservare e mettere in mostra centoventi anni di storia azzurra da quando è sbarcato, perché da una nave arrivò il pallone a Napoli, parliamo del 1906. Abbiamo avuto la magnifica esperienza con la Ssc Napoli dell'esposizione per quattro mesi al Museo Archeologico di una piccola parte di ciò che possediamo come associazione - ricordano i due - All'interno del Museo abbiamo certamente l'idea, già definita, di realizzare una grande stanza per Diego con il suo trono e tutte le meraviglie ed i cimeli dei sette anni che trascorse nella nostra città, ma sempre collegata al prima e al dopo, in un percorso che dovrà abbracciare tutta la storia centenaria del calcio Napoli». Con la consapevolezza che non si potrà mai circoscrivere il sentimento di amore infinito del popolo napoletano per Maradona nelle quattro mura di un museo. 

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