Mattarella premia Alfieri della Repubblica 30 ragazzi impegnati nel sociale: quattro sono della Campania

Sabato 27 Novembre 2021
Mattarella premia Alfieri della Repubblica 30 ragazzi impegnati nel sociale: quattro sono della Campania

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito 30 Attestati d'onore di Alfiere della Repubblica a giovani che nel 2021 si sono distinti per l'uso consapevole e virtuoso degli strumenti tecnologici e dei social network, anche in relazione ai problemi posti dalla pandemia. I casi scelti sono emblematici di comportamenti da incoraggiare, componendo un mosaico di virtù civiche espresse dai giovani durante questo lungo e difficile periodo.

Assegnate anche tre targhe per azioni collettive in ambito di agricoltura sostenibile, di comunicazione digitale e di impegno in un'impresa sociale in un carcere minorile.

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Tra i 30 ragazzi premiati, quattro sono campani. Si tratta di Daniele De Angelis, Gennaro Dragone, Miriam El Ouazani, Francesco Tortora. Ecco le motivazioni.

Daniele De Angelis, 14 anni, residente a Marano di Napoli, «per l'aiuto offerto nella scuola e anche all'interno della famiglia nei momenti più duri della pandemia». Grazie al suo impegno, i cugini più piccoli sono riusciti a seguire la didattica a distanza nonostante l'assenza da casa dei genitori che, da infermieri, erano impegnati in turni estenuanti nel reparto Covid dell'ospedale. Gli zii di Daniele sono due infermieri, costretti nella fase più dura della pandemia a turni estenuanti nel reparto Covid dell'ospedale. Molto spesso sono stati costretti a lasciare i figli con gli anziani nonni in un Comune diverso dalla loro residenza. Daniele studia con profitto, segue le diverse attività promosse dalla scuola e svolge anche il compito di rappresentante di classe. Mostra spirito di solidarietà verso i compagni, aiutandoli quando hanno problemi nello studio, e non si è sottratto a dare una mano in famiglia ai cugini più piccoli, quando si sono trovati in difficoltà. Li ha seguiti telefonicamente e da remoto sul Pc, sostenendoli nei compiti, risolvendo problematiche tecniche di connessione e caricando i documenti dei bambini sui vari portali scolastici. La pandemia ha posto in evidenza il valore del sostegno interno alle famiglie. Il senso di responsabilità di Davide verso i più piccoli è stato per gli zii di grande conforto. La zia ha raccontato che Davide una sera le disse al telefono: «Ci penso io a Sara, tu stai tranquilla e salva quante più vite umane puoi».

Gennaro Dragone, 11 anni, residente a Napoli, «per la tenacia e l'impegno civico con i quali si fa portavoce, nel suo quartiere, del progetto di «comunità energetica e solidale», finalizzato a produrre e condividere energia pulita». Nonostante la giovanissima età è diventato un motivatore ascoltato dagli adulti, e quindi uno degli artefici del progetto. Gennaro frequenta la prima media. È un ragazzo curioso, sensibile, attento alle tematiche sociali. Partecipa attivamente al progetto della Fondazione Famiglia di Maria e di Legambiente, volto a creare «la prima comunità energetica e solidale del Centro Sud». Sul tetto della sede della Fondazione è stato installato un impianto solare, e per la prima volta in Italia l'energia prodotta sarà condivisa tra quaranta famiglie del quartiere. Il quartiere è San Giovanni a Teduccio, e Gennaro, pur con la sua giovane età, ha svolto un ruolo di motivatore per la costituzione della comunità energetica: porta a porta, ha spiegato ai vicini adulti il senso e i vantaggi dell'iniziativa. Si è reso protagonista, insieme agli educatori, di percorsi di pedagogia ambientale e di cittadinanza attiva, monitorando i consumi elettrici e le dispersioni di calore. L'altruismo e il senso di comunità sono diventati per Gennaro strumenti per migliorare la vita del suo quartiere.

Miriam El Ouazani, 19 anni, residente a Cava dei Tirreni, «per l'impegno con cui si dedica alla crescita dei ragazzi fuori famiglia». È diventata maggiorenne in una comunità di care leavers, dove è stata esempio di generosità e attenzione per i piccoli, e ora affronta pubblicamente il tema dell'affido, così problematico, quando questi ragazzi giungono alla maggiore età. Miriam è cresciuta a Salerno, in una comunità in cui era la più grande tra i bambini ospitati. Ha aiutato i più piccoli, e anche gli operatori, comportandosi come una sorella maggiore e divenendo un modello per la sua affidabilità, per la cordialità e la compostezza. Compiuti 18 anni, il Servizio sociale non le ha concesso altro tempo in struttura e così lei è tornata dai nonni (che contribuisce ad accudire). Presso la comunità in cui è cresciuta, però, ha deciso di formarsi come operatore sociale e di svolgere il tirocinio per conseguire il titolo di «assistente educativo all'infanzia». Miriam è partecipe del «Care Leavers network» di «Agevolando», una rete di giovani che, come lei, sono cresciuti «fuori famiglia», e nel corso di conferenze regionali ha svolto il ruolo di relatrice, sollevando in particolare il tema dell'affido dei ragazzi maggiorenni, ai quali spesso è preclusa questa opportunità perché non ci sono famiglie o persone disponibili.

Francesco Tortora, 17 anni, residente a Roccapiemonte, «per l'impegno ed il sostegno alla popolazione nel periodo di pandemia, e in particolare per l'aiuto fornito alle persone anziane nelle prenotazioni dei vaccini anti Covid e nelle procedure per il rilascio del Green pass». Francesco è entrato a far parte del «Nucleo Protezione Civile Roccapiemonte» fin dall'età adolescenziale, dimostrando un interesse duraturo nel tempo per le azioni di volontariato e distinguendosi per l'impegno nelle sue attività e per lo spirito organizzativo. Durante la pandemia da Covid-19 si è particolarmente distinto nelle attività di sostegno alla popolazione con la raccolta e la distribuzione di beni alimentari, e ha assistito i cittadini, in particolare gli anziani, nell'iscrizione sulla piattaforma regionale per accedere al vaccino e nelle procedure per il rilascio del Green pass.

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«Il riconoscimento di Alfiere della Repubblica conferito dal Capo dello Stato Sergio Mattarella al giovanissimo Gennaro Dragone della Fondazione Famiglia di Maria testimonia la straordinaria voglia di riscatto sociale e partecipazione civica che vede la maggioranza dei napoletani impegnarsi attivamente a costruire un futuro migliore. L'impegno di Gennaro a favore del progetto di comunità energetica e solidale, finalizzato a produrre e condividere energia pulita, ottiene infatti un doppio effetto: contribuisce ad innalzare la qualità della vita nonché a gettare i semi nel proprio quartiere San Giovanni a Teduccio per alimentare un senso di comunità, solidarietà ed appartenenza. Sostenibilità ed inclusione sociale devono camminare di pari passo e Gennaro lo ha dimostrato». Così il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Ultimo aggiornamento: 23:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA