Riapertura scuole a Napoli, il primo giorno alle medie tra paure e sorrisi

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Elvira Iadanza
Riapertura scuole a Napoli, il primo giorno alle medie tra paure e sorrisi

«Anche la città sembra più viva con la riapertura delle scuole» così la dirigente dell'Istituto Ristori di Napoli, Stefania Colicelli commenta la riapertura dei cancelli della sua scuola e, infatti, da poco si è conclusa questa giornata di festa per gli alunni delle primarie di secondo grado che dopo tanti mesi sono tornati in aula.

«I ragazzi sono ancora un po' spaventati, ma vivaci, felici di tornare in aula. Ora dobbiamo sperare che questa situazione duri. I bambini non ce la facevano più a stare a casa e le aule oggi sono quasi piene. La voglia di tornare in presenza dei ragazzi ha convinto anche i genitori più reticenti» spiega la dirigente della scuola di via Lucrezia D'Alagno. «Noi mettiamo in atto tutto il protocollo - continua - se un bambino ha temperatura che supera i 37.5 il bambino viene ospitato in un'aula apposita e lì si attendono i genitori che riporteranno il bambino a casa. I problemi potrebbero subentrare quando, al di fuori della scuola, non si tengono comportamenti adeguati».

I genitori sono, però, perplessi per l'assenza della mensa: «L'ordinanza del presidente della Regione De Luca vieta la refezione, ma per riuscire a soddisfare il monte ore, per tre giorni a settimana i ragazzi usciranno alle 15 e abbiamo consigliato ai genitori di far portare una merenda un po' più sostanziosa» dice la preside, con buona pace di mamme e papà che devono adattarsi.

«Il ritorno ci voleva, anche se un po' di timore c'è. Ho una figlia con disabilità e per mesi le sono stata a fianco prendendo un po' il posto dell'insegnante di sostegno. I professori in tutto questo tempo si sono comportati da eroi silenziosi, riuscendo a tenere insieme la classe. Ora, però, con tutti gli accorgimenti era il momento di tornare in aula» dice una madre all'uscita della scuola.

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Ma le porte dei vari istituti non si sono aperte per tutti. C'è ancora chi partecipa alle lezioni con la didattica a distanza: «Nel nostro istituto ci sono solo un paio di casi di bambini che vivono in situazioni di fragilità. Per questo l'ultimo decreto che riguarda anche la scuola, prevede la didattica a distanza. La classe si collega con l'alunno per permettergli di seguire le lezioni, ovviamente con un piano strutturato appositamente e diviso fra lezioni in diretta e non» conclude la preside Colicelli.

«Ora dobbiamo solo riabituarci di nuovo alla routine, che fino all'anno scorso era normale. Dobbiamo, in qualche modo, riabilitarci» commenta una madre.

Ultimo aggiornamento: 21:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA