Metro, a Napoli è sprint dopo il rogo per i nuovi treni spagnoli: ripartono i test sui binari

Martedì 18 Gennaio 2022 di Paolo Barbuto
Metro, a Napoli è sprint dopo il rogo per i nuovi treni spagnoli: ripartono i test sui binari

I nuovi treni della metropolitana hanno ricominciato a macinare chilometri lungo le rotaie di Napoli. La prima uscita ufficiale, dopo l’incidente della scorsa estate, c’è stata ieri notte. 

Le corse della Linea 1 sono state sospese in anticipo per consentire alle locomotive e ai fiammanti vagoni prodotti in Spagna dalla Caf, di ricominciare a prendere confidenza con la strada ferrata ipogea napoletana.
L’evento può sembrare minuscolo, una semplice prova di percorso sui binari, così come ce ne sono state molte altre nella scorsa primavera; invece è un momento di importante svolta per il futuro della metropolitana di Napoli. Le prove di quei treni erano state bloccate alla metà del luglio 2021 proprio quando sembravano arrivate al traguardo: un principio di incendio nel giorno del test decisivo, mentre a bordo c’erano anche i tecnici del Ministero dei trasporti (che avrebbero dovuto concedere il placet definitivo), impose lo stop ad ogni operazione. Vietato proseguire con le prove, vietato pensare di far salire i passeggeri a bordo. Tutto bloccato fino a nuovo ordine. E quel “nuovo ordine” non è ancora arrivato.


Da quel giorno, il treno che andò in fiamme è rimasto fermo in attesa di verifiche, gli altri quattro che erano già stati consegnati sono rimasti fermi e, nel frattempo, si sta facendo spazio per ospitarne un sesto in arrivo. Dalla Spagna, intanto, fanno pressione perché ci sono già altri sette convogli pronti ad essere spediti, ma l’Anm non può riceverli perché non c’è spazio nei depositi. Bisogna prima liberarsi dei vagoni malconci e non funzionanti che attualmente occupano una larga parte del deposito di Piscinola, poi bisogna anche accelerare le procedure di “sfratto” per i reperti archeologici (navi romane comprese) che occupano due immensi capannoni all’interno del deposito della metropolitana.

Prima d’ogni atra cosa, però, è necessario eseguire nuovi test per riavviare le procedure di messa in esercizio della nuova flotta. Quei test dovranno essere “validati” dal Ministero e non sono ancora iniziati. La prova su binari di ieri sera, invece, è stata chiesta dalla società costruttrice per le ultime verifiche e non sarà inserita nel computo dei 5mila chilometri che il primo dei nuovi treni dovrà percorrere prima di ottenere il permesso ad entrare in servizio per poi trascinarsi dietro l’intera flotta da venti treni, costata 198 milioni di euro.

Per restituire il permesso di circolazione ai treni spagnoli, il Ministero, in seguito al principio d’incendio dello scorso 14 luglio, ha chiesto una relazione all’Anm e una alla società costruttrice, la Caf Ferrocarrilles: la conclusione delle valutazioni è stata presentata in autunno a Roma e conteneva un’unica spiegazione all’incendio: «...quanto accaduto è da ascrivere ad evento accidentale, esterno al treno...».

A Roma hanno letto con attenzione i documenti e poi hanno convocato i vertici della Metropolitana di Napoli: non è questione di sfiducia, ma i vostri documenti e le vostre conclusioni devono essere confermati da un esperto che sia esterno al Comune e all’azienda che ha costruito i treni.

Insomma, secondo il Ministero dei Trasporti è necessario che qualcuno confermi le conclusioni alle quali sono giunti gli esperti dell’Azienda dei trasporti di Napoli.

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Ecco, dunque, che arriviamo ai giorni attuali. Il Comune ha individuato l’esperto al quale chiedere conferme sulla relazione presentata al Ministero per confermare che i nuovi treni non c’entrano col principio d’incendio di luglio: si tratta di Giovanni Betta, ordinario di Misure Elettriche ed Elettroniche dell’università di Cassino e del Lazio meridionale. Al professore viene chiesto ufficialmente dal Ministero di «avallare o meno le conclusioni del Comune circa quanto accaduto in data 14 luglio 2021 nel corso delle prove in linea sul nuovo treno» e la sua analisi costerà al Comune 31mila euro, oneri compresi. 
L’affidamento risale allo scorso 3 dicembre, la consegna della relazione del professor Betta è alle porte. Da quel documento dipenderà il futuro dei trasporti napoletani.

 

Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 11:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA