Metropolitana di Napoli: pochi treni, code infinite

Napoli, la metro della vergogna

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Paolo Barbuto
Metropolitana di Napoli: pochi treni, code infinite

La ragazza è sconvolta, è partita da Torre del Greco alle sei del mattino, è riuscita a raggiungere l'aula universitaria al nuovo Policlinico dopo le nove: al telefono con la famiglia si sfoga «basta, da domani vengo con l'automobile, non posso passare la mia vita in coda ad aspettare una metropolitana che non passa mai».

Ancora una giornata nera per la metropolitana di Napoli, l'ennesima, una delle tante che si susseguono per colpa di un servizio di trasporto pubblico che è nel caos, paralizzato dalle difficoltà, bloccato dai mezzi scadenti, schiacciato dalle sue stesse mancanze. 

Ieri mattina la situazione alla stazione Garibaldi era paradossale. La coda per l'accesso alla stazione si snodava per più di quaranta metri, centinaia le persone in coda e a quelle centinaia se ne aggiungevano decine d'altre ad ogni minuto.

Abitualmente le code si formavano per via delle biglietterie automatiche che non funzionano o procedono a una lentezza disarmante. Stavolta, però, la questione è differente, è legata alla capienza massima della stazione che impone limitazioni sul numero di passeggeri.

Possono arrivare ai binari al massimo 250 persone contemporaneamente: gli addetti contano i passeggeri e bloccano l'accesso quando il numero massimo viene raggiunto. Al passaggio del treno, quando i binari si liberano, viene consentito il passaggio ad altre 250 persone. E si prosegue così finché la coda non diminuisce.

Il fatto è che di primo mattino la gente che s'accalca è tantissima mentre gli scalcagnati convogli della metropolitana restano sempre gli stessi, pochi e malandati.

In media un passaggio avviene ogni venti minuti, significa che chi si trova sul fondo della fila può essere costretto ad aspettare anche due passaggi, cioè viene ammesso al binario dopo quaranta minuti d'attesa e aspetterà lì altri venti minuti: in totale un'ora per salire su un treno della metropolitana, quello che dovrebbe essere il collegamento più rapido all'interno della città. 

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La giornata di ieri, è bene segnalarlo, non ha vissuto particolari momenti di difficoltà: incredibilmente il parco dei treni a disposizione non è stato falcidiato da guasti improvvisi. Insomma, la questione dei passaggi tremendamente lenti è endemica e le code si generano solo per colpa dei cittadini che insistono a voler utilizzare il trasporto pubblico per andare a scuola o al lavoro: il paradosso (tutto napoletano) è servito.

E sappiate che ieri, almeno fino alla sera, è stata anche una giornata fortunata per la metropolitana di Napoli che, incredibilmente, non ha avuto difficoltà nè problemi improvvisi. La questione è da sottolineare perché nei primi 14 giorni di ottobre il servizio è stato regolare solo otto volte. Il giorno 5 la circolazione è stata inizialmente limitata alla tratta Piscinola-Dante, poi nel pomeriggio, dalle 16 alle 17.30, i treni si sono definitivamente fermati. Il sette ottobre mattina d'inferno con treni bloccati fino alle sette. Poi l'11 c'è stato lo sciopero che ha prodotto uno stop alla circolazione nel pomeriggio mentre il giorno seguente una paralisi del servizio s'è registrata dalle 17 alle 18. Intanto si susseguono le chiusure anticipate: è accaduto anche ieri quando le stazioni sono state serrate alle 20,30. 

Tuona il sindacato Usb che, da sempre, chiede un servizio più degno per la città di Napoli. Marco Sansone del coordinamento regionale del sindacato ieri ha diffuso un durissimo comunicato: «Scene di ordinaria follia anche stamattina a Napoli presso la stazione Garibaldi della metropolitana Linea 1 - ha scritto Sansone allegando drammatici video - Assembramenti legati allo scarso servizio offerto ed agenti di stazione costretti a subire aggressioni verbali (e non solo) da parte della gente esasperata, in quanto obbligati a permettere l'ingresso in stazione a non più di 250 persone per volta. In più, il nuovo sistema di lettura Qr dei biglietti rallenta ulteriormente le operazioni di ingresso in stazione, cosa particolarmente indicativa, considerando che da oggi i lavoratori Giraservice, che fino a qualche mese fa si occupavano della distribuzione e vendita dei titoli di viaggio, non potranno usufruire più nemmeno degli ammortizzatori sociali».

E alle viste c'è anche la questione dell'avvio dell'obbligo di Green Pass che potrebbe generare ulteriori problemi.

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 12:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA