Metropolitana di Napoli, caos scale mobili: una su due è fuori uso

Venerdì 29 Novembre 2019 di Valerio Esca

Otto scale mobili fuori uso, più quella intermodale del Vomero (ferma per manutenzione), su un totale di 18 stazioni. Facendo due calcoli quasi una stazione su due ha una scala mobile fuori servizio, ma nei fatti non è così. Le scale mobili ferme si trovano infatti tutte nelle principali stazioni, quelle del centro.

A Dante sono due le scale fuori uso, a Municipio altrettante (ad una delle due è andata in tilt la scheda madre), a Garibaldi ne risulta fuori servizio una (alla quale bisognerà sostituire i rulli dei gradini), a questa si aggiunge il fermo di un ascensore. La causa per quest'ultimo è riconducibile ad un atto vandalico. Una scala mobile è ferma alla stazione di Quattro giornate, a causa dell'asse di trascinamento del corrimano; a Salvator Rosa una scala risulta ferma per la rottura dell'ingranaggio di accensione; a Toledo per la rottura del convertitore. Insomma i guasti sono all'ordine del giorno, ma dall'Anm provano a gettare acqua sul fuoco: «Le scale mobili subiscono dei guasti a causa del carico di lavoro e della mole giornaliera di utenti che trasportano. Sugli impianti bisogna anche dire che le manutenzioni sono immediate. In alcuni casi ci sono dei fermi obbligati, per le prove tecniche che ci vengono richieste, talvolta dal ministero. Se si fa un rapporto percentuale tra i passeggeri trasportati e la mole di lavoro alla quale sono chiamati gli impianti, i fermi è come se fossero pari a zero. Per esempio spiega l'esperto dell'Azienda napoletana mobilità un ascensore trasporta 30 mila passeggeri al giorno ed effettua una corsa ogni 30 secondi. Così è normale che possa andare in sofferenza l'ingranaggio. Abbiamo il record di impianti in perfetta efficienza rispetto a tutte le stazioni italiane e sono tutte statistiche dimostrabili». Al netto di ciò, nell'ultimo mese i guasti sono raddoppiati. A fine ottobre ed inizio novembre erano soltanto 4 o 5 le scale mobili fuori uso: due a Dante, una a Municipio, una a Quattro Giornate ed una a Salvator Rosa. In quest'ultima stazione era stato previsto il ripristino dell'impianto entro il 30 novembre (la causa del fermo è da ricondurre ad un intervento straordinario dei locali tecnologici). A tutto questo si aggiunge la prima delle due rampe del sistema di scala mobile intermodale del Vomero, denominata Morghen, quella in direzione San Martino, che resterà ferma (dal 25 novembre) fino al 5 dicembre, per lavori di manutenzione straordinaria programmata. La scala riaprirà al pubblico il 6 dicembre.

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«Il servizio delle scale mobili cittadine, la manutenzione e la gestione delle stesse è in capo ad Anm tuona il presidente della commissione mobilità del Comune Nino Simeone - ed è un servizio che il Comune di Napoli paga all'azienda. Non è certamente un regalo o un optional che l'amministratore Pascale fa ai cittadini napoletani. Quindi tutti i disservizi, in termini di responsabilità, sono da imputare ad Anm e a nessun altro». Il presidente della commissione Mobilità chiude con una battuta: «Chissà , forse perché il libretto d'istruzioni sarà scritto in napoletano?».
 


Quello 2018 è il primo esercizio finanziario dopo anni che l'Anm (in concordato preventivo da dicembre 2017) chiude in attivo: con un utile di 8 milioni di euro. Il trend per il 2019 è pressoché identico: al 30 giungo 2019 i conti segnano un più 4 milioni, che vanno poi a sommarsi ad una cifra quasi identica per il secondo semestre di quest'anno. Perfettamente in linea con il 2018. Per ricercare i motivi di questo segno più, basti pensare ai pensionamenti anticipati e alla mobilità degli ultimi due anni. In sostanza si sono ridotti i costi del valore del personale, che al 31 dicembre 2018 toccava quota 108 milioni di euro. Cifra che si riduce di circa 8 milioni nel 2019. Al 30 giugno 2019 il personale è costato all'azienda 50 milioni di euro, ai quali si aggiungono i 50 milioni da luglio a dicembre 2019. Una riduzione di costi si registra anche per le figure apicali dell'Anm, operazione messa in campo dall'ex amministratore unico, Ciro Maglione, alla guida dell'azienda per dieci mesi, fino al marzo 2018. Prima di Maglione nessuno si era posto in maniera decisa rispetto ad una ristrutturazione dell'organigramma aziendale. Minore anche le spese per le consulenze sulle perizie e per le manutenzioni, per le quali l'azienda spende oggi 14 milioni all'anno.

Ultimo aggiornamento: 09:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA