Musica più alta nei locali, a Bagnoli mobilitazione dei residenti: «Umiliati»

Lunedì 7 Gennaio 2019 di Mariagiovanna Capone
Lo sconforto ha preso il sopravvento. Annamaria D'Urso, presidente del Comitato civico Bagnoli per la Vivibilità, non nasconde l'avvilimento per la norma della legge di Bilancio che cambia i riferimenti sulla tollerabilità del rumore che adesso applicherà parametri meno severi. Il passaggio dal criterio della «tollerabilità» a quello della «accettabilità» confonde i cittadini ma su un punto sono tutti d'accordo: «Sono tutelate le lobby dei gestori dei locali, dei cittadini non frega niente a nessuno». C'è poi un motivo politico che scuote i comitati, poiché i militanti del M5S del quartiere sono sempre stati al loro fianco nelle battaglie più aspre contro la movida molesta chiedendo a gran voce più controlli nei locali notturni. «Mi piacerebbe che si esponessero pubblicamente contro questa legge che è per noi tutti un affronto». E non a caso all'ordine del giorno della riunione settimanale del MeetUp di Bagnoli-Fuorigrotta prevista per mercoledì c'è l'adesione alla manifestazione del 26 gennaio «La marea azzurra per Napoli», cui hanno già aderito oltre venti comitati cittadini.
 
Il rumore d'ora in poi cambia criterio di misurazione per il governo giallo-verde. Il passaggio dal criterio della «tollerabilità» a quello della «accettabilità» tutela i gestori dei locali, e a nulla vale la soglia di riferimento. Le sorgenti di rumore non potranno superare i 55 Leq in decibel A dalle 6 alle 22, e i 45 dalle 22 alle 6 del mattino, ma secondo i comitati civici ovunque in città questo valore è abbondantemente superato. A Bagnoli, poi, c'è il caso limite. Nella zona più urbanizzata con i baretti e il traffico impazzito classificata III secondo il Piano di zonizzazione del Comune di Napoli, dove i valori limite di emissione massima dovrebbero essere rispettivamente 60 diurni e 50 notturni - cioè lievemente più alti rispetto a quanto fissa la nuova legge - da misure fonometriche si va ben più su. Nella zona di Coroglio va anche molto peggio, poiché per il piano comunale ha limiti più bassi, ossia 50 diurni e 40 notturni, perché considerata classe I, cioè Aree particolarmente protette. Quest'ultima lingua di terra però è quella con più alta concentrazione di discoteche all'aperto, con emissioni sonore e rumore antropico inaccettabili anche con la nuova normativa sui Leq in decibel A.

«È abbastanza chiaro a chiunque che i valori limite delle sorgenti sonore a Bagnoli e Coroglio non sono rispettate» ammette D'Urso. «La situazione è già ben oltre le regole, le nostre case, per il frastuono, vibrano. Non c'è infisso che tenga fuori il rumore continuo della musica sparata a volume altissimo, senza contare poi che tutto questo accade nelle fasce orarie 22-6, cioè quelle in cui noi lavoratori dovremmo riposare. Questa nuova legge ci umilia e favorisce palesemente le lobby dei locali notturni».

Le discoteche del Nord sono vessate da controlli continui con conseguenti sanzioni. «Qui i controlli li fanno raramente. I rilievi fonometrici sono stati fatti alcuni mesi fa dopo che abbiamo citato in giudizio Comune e Autorità portuale». Un atto con cui 24 nuclei familiari della zona compresa tra piazza Bagnoli e via Coroglio hanno chiesto l'intervento del tribunale a fronte di quello che definiscono «il disturbo intollerabile dovuto alle emissioni delle discoteche». Ultimo aggiornamento: 12:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA