Napoli, 13enne cacciato dalla scuola: «Le treccine blu non sono ammesse»

Lino mandato via da scuola per le treccine
di Gennaro Morra

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L’anno scolastico è iniziato già da tre giorni, ma a Lino per ora è stato impedito di entrare in classe. Il 13enne, iscritto regolarmente all’Istituto Comprensivo Ilaria Alpi – Carlo Levi di Scampia, quest’anno dovrebbe frequentare la seconda media, ma ad oggi è riuscito a mettere piede nella scuola solo il primo giorno, quello dedicato all’accoglienza e alla presentazione degli studenti. E già in quell’occasione il ragazzino, presente all’incontro insieme alla madre, aveva capito che c’era qualcosa nel suo look che la dirigente scolastica non approvava.
 
«Mia figlia e mio nipote hanno ascoltato la preside dire al microfono che gli studenti invece di farsi le treccine dovevano pensare a comprarsi i libri – racconta nonna Concetta –. Ed è chiaro che si riferisse a Lino, l’unico in tutta la scuola a portare quel tipo di acconciatura». Infatti, il ragazzino lo scorso 6 settembre per il suo compleanno si è fatto regalare una visita dal parrucchiere, che gli ha raccolto i capelli in tante treccine decorate con del filo blu. Un vezzo che accomuna molti ragazzi, soprattutto nel periodo estivo, ma evidentemente alla Alpi-Levi di Scampia è considerato troppo trasgressivo: «Oggi doveva essere il primo giorno di scuola, ma mio nipote non è stato fatto entrare perché le treccine non sono ammesse dal regolamento. Noi le regole della scuola riguardo l’abbigliamento decoroso le abbiamo sempre rispettate, ma su come tenere i capelli nel regolamento non c’è scritto niente – protesta Concetta –. Si tratta solo di una decisione discriminatoria presa dalla preside e che non ci è stata motivata. E per fortuna che mia figlia era ancora quando il ragazzo è stato mandato via, altrimenti si sarebbe trovato solo in mezzo alla strada».
 
Infatti, sono stati vani i tentativi della madre di Lino di parlare con la dirigente o con qualche altro insegnante: «Niente, non c’è possibilità di dialogo – denuncia ancora Concetta –. Abbiamo chiamato perfino le forze dell’ordine, ma nemmeno loro sono riusciti a mettere a posto la situazione. Allora siamo corsi a sporgere denuncia in commissariato e lunedì vedremo come andrà a finire».
 
 

Del caso si è occupato anche il famoso programma radiofonico “La Radiazza”, che ne ha sottolineato l’effetto discriminatorio: «Qualora quanto raccontato dalla signora dovesse essere confermato dalle evidenze – affermano il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e il conduttore, Gianni Simioli – saremmo di fronte ad un fatto di una gravità senza precedenti, una vicenda ai limiti dell’assurdo». E continuano: «L’atto di escludere uno studente a causa delle treccine è discriminatorio e ingiustificabile. Tra l’altro stiamo parlando di un minorenne, un ragazzo di 13 anni, lasciato in strada mentre i genitori pensano che si trovi a scuola». Poi concludono: «Abbiamo inviato una nota all’ufficio scolastico regionale e al Miur evidenziando quanto raccontato dalla signora. Occorre appurare le responsabilità della dirigente scolastica in questa stucchevole vicenda».
Venerdì 13 Settembre 2019, 17:48 - Ultimo aggiornamento: 13-09-2019 17:52
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5 di 15 commenti presenti
2019-09-14 09:01:28
I tempi ora sono cambiati e se era un Rasta Boy? La cultura Jamaican e' di avere capelli lunghi ed intrecciati, e se era un ragazzo dalle Indie? La cultura dice che dovrebbe mettere un panno arrotolato in testa, e se era un Ragazzo pelle rossa? La cultura vuole che si mette una corona in testa di ali di uccello e se era un ragazzo ebreo? la cutura vuole che si metta quell affare in testa che adesso non ricordo come si chiama, Ricordo una foto di mia sorella degli Anni 70 alle scuole medie con le minigonne e questi gilettini di lanatutti fatti a mano all uncinetto fatti come un kaleidoscope arcobaleno... Il ragazzo della foto con le treccine blue l' ho trovato ben pettinato e pulito per me poteva entrare in classe e far uscire il maestro con teorie obsolete grazie per aver letto .
2019-09-14 05:54:13
Ha fatto bejissimo la Preside ad impedire l'ingresso ad un ragazzo con i capelli blu. Cosa pensava di fare o di essre il ragazzo, piu' bello o trasgressivo degli altri per far divertire le ragazzine e stare in classe per fare i selfie? E' una scuola non un villaggio vacanze.
2019-09-13 23:58:26
Purtroppo non aveva scelta, se ci sono delle regole vanno rispettate, ed è giusto insegnarlo da subito. Se si crea un precedente tutto il lavoro di educazione sarà buttato al vento.
2019-09-13 23:17:21
Ma chi l'ha detto che il ragazzo è stato cacciato e mandato in mezzo alla strada? Simioli e Borrelli? Si informassero prima di stracciarsi le vesti: la mamma dell'alunno aveva già tentato di aggredire la preside il giorno prima, tanto che è dovuta intervenire la Polizia. Era stata avvisata che al ragazzo non sarebbe stato consentito di entrare a scuola con quella acconciatura, ma la mamma aveva risposto che treccine e capelli blu erano espressione della sua 'personalità ". Oggi lo hanno mandato a scuola, dopo la violenza fisica del giorno prima, evidentemente per sfidare l'istituzione. Andassero Simioli è Borrelli a insegnare a Scampia, poi ne riparliamo.
2019-09-13 22:57:55
La scuola è un luogo di formazione e richiede un aspetto decoroso e non stravagante, le sttravaganze sono appannaggio solo di pseudoartisti, i genitori hanno l'obbligo di far capire a figli in cosa consiste il decoro, purtroppo allorché essi genitori per primi non sono in grado di comprendere cosa il decoro sia, non sanno fare altro che aggredire i docenti non solo verbalmente, talvolta anche fisicamente. Una vecchia locuzione recita: Analfabeti si nasce, ignoranti si diventa. Tengo a chiarire che la cultura non vuol dire solo essere a conoscenza di chi sia stato Manzoni , Carducci, Omero, Torquato Tasso ecc. La cultura consiste innanzitutto nel saper vivere avendo rispetto del proprio ruolo e di queli altrui.

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