Auto di lusso e sussidi, a Napoli 16 mila no al Reddito di cittadinanza

Venerdì 26 Aprile 2019 di Daniela De Crescenzo
I più sfortunati sono quelli che hanno guadagnato nel 2017 e poi hanno smesso di incassare: non hanno avuto diritto al reddito di cittadinanza, proprio come quelli che hanno in banca più di seimila euro o immobili che valgono più di trentamila euro. Tutti insieme formano l'esercito dei sedicimila napoletani che si sono visti respingere la richiesta di sussidio. «Ma presto, sottolinea Roberto Bafundi, direttore della sede Inps di Napoli, qualcosa dovrebbe cambiare». È stata già stilata la bozza di un decreto che introduce l'Isee precompilato con l'opzione di considerare la situazione reddituale corrente. A quel punto anche chi si è visto restituire al mittente la domanda, avrà qualche speranza di ricevere l'accredito.
 
Spiega Bafundi: «Ci sono ancora incartamenti non elaborati anche se la prima erogazione è partita il 17 aprile. Sono arrivate più di 100mila domande, ma al netto dei duplicati ne sono rimaste 80mila, 52mila sono state accolte, 12 mila non sono state ancora elaborate e 16 mila sono state respinte».

Chi sono quelli che si sono visti rifiutare il sussidio? «Si sta lavorando a campione per analizzare le pratiche spiega Bafundi da un primo screening sembra che il motivo fondamentale sia la mancata corrispondenza dei modelli Isee ai requisiti richiesti, poi c'è chi ha comprato un'auto troppo grande, o chi ha goduto delle cosiddette prestazioni aggiuntive, ad esempio il sussidio di invalidità».

Nessuno, invece, ha chiesto lo sblocco della posizione collegata all'esistenza di una condanna penale passata in giudicato: gli ex detenuti, che non hanno diritto all'assegno finché restano in cella, dopo aver scontato la pena possono chiedere di rivedere la situazione, ma finora nessuno lo ha fatto.

Sedicimila pratiche respinte su 80mila inviate rappresentano una percentuale del 20 per cento, inferiore al 30 per cento delle media nazionale. Ha funzionato, probabilmente, il filtro offerto dai Caf. Spiega Domenico Lopresto che gestisce uno sportello a Scampia: «Noi abbiamo inviato solo le domande che rispondevano ai requisiti richiesti, a chi ha mostrato modelli Isee non rispondenti abbiamo spiegato che non è il caso di avanzare richieste che sarebbero state comunque rinviate al mittente. Non vogliamo perdere tempo e non vogliamo farlo perdere agli altri». Naturalmente non è detto che la situazione reale sia identica a quella attestata dai documenti. Proprio a Scampia, ad esempio, c'è stata la carica degli ambulanti, che formalmente sono nullatenenti, ma in realtà guadagnano a nero. Lo stesso discorso vale per tutte le attività non dichiarate e soprattutto per quelle illecite: in questo caso dovrebbero essere i controlli a chiarire le situazioni e a punire gli abusivi del reddito. E le pene previste arrivano a sei anni di galera.

Sonia Genioso gestisce il Caf della Cisl alla Sanità e anche nel suo caso tutto è filato liscio: «Noi abbiamo inoltrato solo le richieste di chi aveva effettivamente diritto all'assegno spiega - e vi assicuro che in questo rione sono veramente tanti».

Anche al Vomero nessuna difficoltà. Spiega Maurizio Martone che gestisce un Caf di Tutelaziende in via Puccini: «Le domande che abbiamo presentato sono state fino ad oggi tutte accettate. Molti quesiti strani sono arrivati prima dell'approvazione della legge, quando poi sono stati chiariti i requisiti necessari sono arrivate tutte persone ben informate. Noi, dal canto nostro, abbiamo provveduto a chiarire ogni possibile dubbio».

Ed allora chi sono i sedicimila respinti? Spiega Salvatore Esposito, responsabile Cisl di settore: «Probabilmente i rifiuti sono arrivati per le richieste presentate attraverso le Poste dove non c'è stato alcun filtro».

Molte dubbi vengono chiariti anche dalla pagina gestita dall'Inps su Facebook. In questi giorni le domande riguardno soprattutto i settori di spesa. Chiede Paola Catalano «Salve, si può comprare scarpe vestiti padelle pentole se si rompe il manico come purtroppo succede ? Si può fare un bonifico per l assicurazione auto?». E Rossella Lia chiede: «Scusate ma se la carta e a nome di mio marito e le bollette a nome mio si possono pagare». E alle 13,44 del 20 aprile compare un post: «Buongiorno, non continuate a chiederlo, le schedine non le potete giocare col reddito ricevuto». Quindi niente Totocalcio. E sappiatelo: è escluso anche il lotto. Ultimo aggiornamento: 15:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA