Napoli 2019, dalla meraviglia delle Universiadi la voglia di riscatto della città

Martedì 31 Dicembre 2019 di Antonio Menna
Le buone notizie non fanno notizia, si diceva una volta. Ma quando la regola diventa il disservizio, la grande novità può arrivare dalla ruota che gira. Una cosa che funziona. A volte accade. Ci vuole il lanternino, però. Bisogna cercarla bene, la buona notizia, in questo 2019, resistendo alla tentazione dei se e dei ma. Da dove cominciamo? La salute è la prima cosa, recita un detto popolare. E allora negli archivi dell'ottimismo del 2019 si inizia dalle incredibili eccellenze che all'improvviso, come fiori sull'asfalto, spuntano nella sanità napoletana.

Quando il 4 maggio, da piazza Nazionale, dove ci fu un agguato di camorra e piombarono proiettili a caso sui passanti, arrivò al Santobono l'ambulanza con a bordo la piccola Noemi, si mise in moto quasi in automatico la collaborazione tra i chirurghi di Santobono, Monaldi e Cotugno. Un team che entrò in sala operatoria alle 21 e uscì a mezzanotte. «Era la prima volta - hanno poi ricordato i medici - che vedevamo una lesione così da colpo di pistola su un bambino». «Una ferita di guerra», fu definita da Giovanni Gaglione, chirurgo del Santobono. Due centimetri di taglio sul torace di una piccola di quattro anni. La situazione era disperata. Grande la soddisfazione quando arrivò la notizia che la bambina stava recuperando. Un piccolo miracolo scientifico, fu definito. Per una volta bisogna dire grazie a Napoli.


Come grazie a Napoli dovrà dire chi, affetto da cecità conseguente a forme particolari di distrofia retinica ereditaria, potrà tornare a vedere. A due bimbi è già successo, grazie all'équipe della Clinica oculistica della Vanvitelli. Una tecnica innovativa eseguita per la prima volta in Italia. A fare quest'altro miracolo scientifico il gruppo di lavoro della professoressa Francesca Simonelli. In gergo tecnico si chiama terapia genica.

Restituire la vista ai ciechi non è una cosa da niente. Ma anche togliere 4 tumori in un solo intervento non è una passeggiata. È accaduto al Pascale. Un uomo di 70 anni scopre di avere un tumore alla prostata. Fa una tac e una scintigrafia e ne ha, in realtà, altri tre. Il gruppo di lavoro di Sisto Perdonà, direttore dell'Urologia del Pascale, apre la sala operatoria e in meno di due ore, con un solo intervento, grazie al robot da Vinci Xi, rimuove tutto. Il paziente, dopo tre giorni, torna a casa. «In Europa e negli Stati Uniti - dicono orgogliosi dal Pascale - non si registrano casi di chirurgia robotica con un solo intervento su quattro tumori». A Napoli, sì.


Ma non c'è solo la salute. Tra le buone notizie del 2019, arriva il boom dei musei: Napoli è al terzo posto in Italia, dopo Roma e Firenze, prima di Venezia, Milano e Torino. Il museo di Capodimonte è più gettonato (70mila presenze in più), con il Mann (673mila visitatori a ieri). Numeri importanti anche per la Cappella Sansevero, che supera quota 700mila. 200mila le presenze al Museo di Pietrarsa. 150mila al Madre. E Napoli si conferma anche location preferita dall'industria cinematografica. Circa 200 le produzioni. Sono tornati i set dei Bastardi di Pizzofalcone e dell'Amica geniale, ancora Gomorra, poi nuove serie come Mina Settembre, nei Quartieri Spagnoli.


Nessuno ci avrebbe scommesso. A un certo punto sembrava di dover saltare. E invece è stata la sorpresa dell'anno. Le Universiadi, con un investimento di 270 milioni della Regione, hanno messo insieme seimila atleti, 118 Paesi, 18 discipline sportive. Sono stati rimessi a nuovo 70 impianti per 127 milioni; e con 23 milioni è stato rifatto anche il look del San Paolo. Il tutto nel tempo record di 10 mesi. Ovviamente, ora si fanno i conti con alcune scorie: il destino di impianti e attrezzature. Ma il successo è stato essere riusciti a farle. Non è poco. Come non è poca, in una città a volte distratta, a volte addormentata, la forza solidale e il coraggio civico che associazioni e comitati in certi momenti riescono a tirare fuori.

Un caso nazionale è quello del Registro donatori midollo osseo. La Campania è la prima in Italia. Nel 2016 c'erano 384 iscritti, nel 2019 sono 6mila. Il tutto anche grazie all'appello della famiglia del piccolo Alex, che cercava un donatore e trovò code infinite per iscriversi. E alla voce coraggio va anche la piccola battaglia delle mamme del Rione Villa, nel cuore di San Giovanni a Teduccio. Dopo un omicidio di un uomo, ucciso all'esterno della scuola del quartiere mentre teneva per mano il nipote di 3 anni, scrissero una lettera al Presidente della Repubblica. «Ci rivolgiamo a lei perché ci siamo sentiti abbandonati dallo Stato». Una richiesta d'aiuto subito raccolta da Mattarella, che le volle incontrare. Il gruppo fui capitanato da Anna Riccardi, presidente della Fondazione Famiglia di Maria. La stessa dove, qualche mese dopo, fu ritrovato un proiettile conficcato nel portone e nel muro. Tanta paura ma poi anche lì, coraggio e reazione. Sul foro è stato disegnato un fiore. Volevano spaventarci, ci hanno fatto fiorire. Forse è così che funziona la buona notizia a Napoli: dal male nasce il bene. © RIPRODUZIONE RISERVATA