Napoli, la rotta di New York United apre il mercato Usa

Venerdì 24 Maggio 2019 di Gianni Molinari

È arrivato accolto dai «water cannon», il battesimo dell'aviazione, i getti d'acqua dei vigili del fuoco, il Boeing 767 che ha inaugurato il volo diretto della United, New York-Napoli. Ogni giorno fino 26 ottobre: partenza da Napoli alle 9.55 e arrivo all'aeroporto di Newark, hub della United, alle 14.05 (ora locale), ritorno da Newark alle 17.15 e arrivo a Napoli una manciata di minuti prima delle nove della mattina successiva.

Non una novità in assoluto per Capodichino che ha avuto voli settimanali di Eurofly e Air Italy, ma una novità strutturale perchè il volo United integra la tratta napoletana nelle 402 che partono da New York/Newark. Come ha sottolineato, con orgoglio, il vicepresidente vendite internazionali della compagnia americana, Marcel Fuchs, che ha rilevato come già al primo volo in partenza da Napoli ieri «la metà dei passeggeri ha avuto come destinazione finale non quella di Newark ma un'altra delle 402 destinazioni in partenza da quell'aeroporto».
 
E ha ribadito anche Roberto Barbieri, amministratore delegato della Gesac, società di gestione dello scalo partenopeo rilevando che «il volo Napoli-New York è motivo di grande orgoglio perché per la prima volta avvicina la Campania non solo a New York ma a tutto il Nord America, grazie all'ampio network di collegamenti United dal suo hub di Newark. Questo agevolerà gli scambi commerciali con gli USA e renderà la Campania una destinazione ancora più appetibile per i turisti americani e per le comunità di emigrati che conservano forte il rapporto con la loro terra d'origine».

Tutto ciò fa ulteriormente intravedere un'altra delle linee della strategia di sviluppo dello scalo partenopeo che, andando verso l'integrazione con Salerno, si qualificherà con i voli internazionali e intercontinentali di una fascia più alta.

Come appunto quello della United che si è presentato a Napoli (tra l'altro accolto da una schiera di autorità capitanata dal console Usa, Mary Ellen Countryman, dagli assessori regionali al turismo, Corrado Matera, e muncipale, Nino Daniele oltre che ai management di United e Gesac) con un Boeing 767-300 con 214 posti, di cui 30 poltrone flat-bed in business class «United Polaris» contraddistinta dalla qualità superiore dei pasti e delle bevande serviti durante il volo, ma anche da biancheria da letto personalizzata «Saks Fifth Avenue» e un esclusivo kit di cortesia con prodotti «Sunday Riley», 49 in United Economy Plus con più spazione per le gambe e 135 in United Economy con sistemi di intrattenimento individuali on-demand.

United apre Napoli al suo network di 60 destinazioni: ci si imbarca a Napoli e si arriva, tra l'altro, nei Caraibi. Così come dalle principali città Usa si arriva a Napoli. Una sorta di effetto moltiplicatore dell'integrazione nella rete domestica e internazionale del vettore americano, al quale si aggiungono le destinazioni di Star Alliance, la partnership globale che United ha fondato insieme a Lufthansa e Air Canada.

Un volo che evoca anche rapporti tra Napoli e gli States che vanno molto al di là del pure intenso flusso turistico e delle robuste parnership economiche: le migrazioni degli inizi del 900 hanno costruito un ponte tra le due sponde dell'Atlantico che ha continuamente e reciprocamente alimentato le due culture. Fattori che rendono solido il rapporto e che fanno ritenere che il volo diventerà stabile per l'intero anno, dopo questo avvio estivo.

Con United da ieri, Flydubai, Turkish, British Airway, Lufthansa, Air France, Klm e Tap, Napoli è pienamente integrata nei più importanti hub mondiali: non c'è destinazione che non può essere raggiunta imbarcando i bagagli a Napoli e prelevandoli nei posti più lontani. Una strategia perseguita con determinazione che porterà lo scalo verso gli 11 milioni di passeggeri e che con l'integrazione di Salerno nei prossimi anni permetterà di ampliare il bacino del trasporto aereo campano intorno ale 16 milioni.

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