Napoli, l'area del cani del Vomero tra riqualificazione e chiusura definitiva

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Emiliano Caliendo
Napoli, l'area del cani del Vomero tra riqualificazione e chiusura definitiva

Quale destino per l’area cani di piazza Quattro Giornate? È la domanda che si pongono tanti cittadini, residenti al Vomero, proprietari degli amici a quattro zampe. L’area, delimitata da una recinzione, si trova all’interno del cosiddetto “parco Quattro Giornate”, situato tra il traffico di via Gemito e il passaggio pedonalizzato antistante lo stadio Collana. Ebbene, presto partiranno i lavori di recupero e riqualificazione dei giardinetti nell’ambito delle risorse Poc 2014/2020 della Regione Campania. I lavori, i cui costi dovrebbero attestarsi sui 100mila euro circa, dovrebbero partire entro la fine mese. Ciò significa che l’area cani verrà sicuramente interdetta per un periodo di tempo ancora indefinito.

Ma il luogo in questione già da tempo si trova in un limbo frutto di anomalie ed errori, anche della politica. Lo spazio, infatti, dopo essere stato dato in affidamento all’associazione animalista Anpana Fmc dall’ottobre 2018 fino al maggio del 2021 (pagando a sue spese la recinzione), attualmente non ha gestori ufficiali se non un gruppo di volontari, guidati da Antonella Piedimonte, che con impegno e dedizione cercano di preservare l’area cani. «In estate – commenta Piedimonte - è stato fatto un avviso pubblico per l’affidamento dell’area da parte della Municipalità a cui abbiamo partecipato senza ricevere nessuna comunicazione. Abbiamo presentato un’istanza chiedendo più volte soltanto la possibilità di darci quest’area e poterla gestire in maniera semplice: pulendola e innaffiandola. L’area viene utilizzata da più di 120 padroni di cani e serve a far sgambettare i nostri cuccioli. Questa parte del quartiere è priva di strutture simili».

Dunque, i volontari che si sono resi disponibili ad occuparsi dell’area cani - «senza fini di lucro» ci tengono a sottolineare - a causa degli imminenti lavori di riqualificazione dei giardinetti si chiedono dove potranno portare a passeggio i loro cani. «Nel caso venisse chiusa noi proprietari di cani, comunque verremo in quest’area a portare i nostri cuccioli. Ci siamo sobbarcati i costi per la recinzione. Siamo pronti a gestire l’area senza chiedere nulla in cambio. Per cui vorremmo l’autorizzazione della municipalità» è la richiesta di Piedimonte. Negli anni di gestione di Anpana Fmc si tenevano gare di agility e corsi di educazione cinofila. Iniziative che rendevano l’area frequentatissima e un punto di riferimento per chiunque desiderasse portare a spasso il proprio cane. «L’associazione però si è trovata nel tempo ad affrontare una serie di problematiche fino a che non si è fatta la scelta di rinunciare alla gestione dell’area» racconta Vincenzo Desidery, presidente di Anpana Fmc.

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Le problematiche sono legate alle segnalazioni da parte di un altro gruppo di cittadini, guidato dall’avvocato Annapaola Orsini dell’associazione Acmé, che effettivamente attestano alcune carenze strutturali dello spazio dedicato al divertimento degli amici pelosi. Su tutti l’assenza di un beverino per gli animali oltre che di una fonte idrica per la pulizia dell’area, elemento richiesto alla Municipalità anche dai volontari proprietari dei pelosi a quattro zampe. Gli esposti alla Polizia Municipale e all’Asl dell’avvocato Orsini segnalano però anche altre criticità: «Non si rispettano le dovute distanze dagli edifici così come previsto dalla normativa vigente derivante da una direttiva europea. Il Comune, dal momento in cui con una disposizione del 2019 ha recepito le linee guida sul verde urbano, avrebbe dovuto dotarsi di un regolamento del verde pubblico perché quest’ultimo normerebbe anche le aree cani» tuona Orsini. «L’area – aggiunge l'avvocato - è stata installata senza nessun atto autorizzativo amministrativo. Come associazione abbiamo inoltrato un esposto a firma dei residenti che vivono questo disagio, depositato e protocollato alla polizia municipale, affinché facciano un sopralluogo e si rendano conto che si tratta di un’occupazione abusiva di suolo pubblico. Si tratta di un semplice affido deliberato con un consiglio di municipalità a cui non è seguito nessun atto amministrativo». In pratica, la disciplina delle misure necessaria alle aree di sgambamento – ad esempio lo sbocco idrico - dovrebbe essere contenuta in un regolamento comunale sul verde che al momento non c’è. In virtù di ciò gli uffici tecnici del Comune, che ha competenza sull’area, non hanno obiettato nulla in contrario alla proposta da parte della Quinta Municipalità, risalente al 2018, di costituzione di un’area cani, della quale invece gli uffici tecnici del parlamentino di via Morghen sono stati solo informati. «Non vi sono riferimenti che prescrivono le misure delle aree di sgambamento e la definizione delle caratteristiche viene lasciata alla autoregolazione degli Enti Locali» scriveva in una nota il Servizio Promozione e Tutela della Salute e degli Animali di Palazzo San Giacomo nel marzo 2018. Per cui si è venuta a creare una situazione di vuoto regolamentare confermata dalla neopresidente di municipalità, Clementina Cozzolino: «Il nuovo bando di affidamento è stato pubblicato nel 2021 dalla precedente amministrazione municipale: mi è stato comunicato che l’ex direttore generale non ne era a conoscenza. Né è stato concertato con l’ufficio tecnico territoriale. Deve esserci il supporto degli atti amministrativi. La volontà politica della precedente amministrazione municipale sull’area cani non è stata convalidata da un atto amministrativo del servizio centrale a cui compete la piazza. Mettiamo a posto la documentazione e facciamo un’area cani con tutti i crismi». Resta, quindi, la volontà politica di dotare il parco Quattro Giornate di uno spazio per lo sgambamento cani: «C’è la volontà della Municipalità – precisa Cozzolino - di dedicare spazi idonei agli animali. Ho chiesto agli uffici tecnici di farmi pervenire la conformazione attuale degli spazi rispetto agli utilizzi presenti in piazza Quattro Giornate al fine di consentire al meglio la realizzazione degli interventi di riqualificazione di quelle aiuole. Inizieremo i lavori, poi attenderemo il responso degli uffici tecnici sull’area. Dobbiamo trovare uno strumento per renderla idonea: attualmente si alza molta polvere, quindi, bisogna apporre un terreno compatto idoneo allo sgambamento dei cani. Ci teniamo agli animali, ai bambini, agli anziani – conclude la presidente Cozzolino- dobbiamo solo contemperare i vari interessi».

Una volta partiti i lavori di recinzione delle aiuole entro fine mese, per metà febbraio è atteso il sopralluogo degli uffici tecnici del Comune che dovrà dare un responso anche in merito alla sussistenza dell’area cani. «Questo è un quartiere con il rapporto cani/popolazione tra i più alti tra le municipalità. Quest’area prima era frequentata da tossicodipendenti. I cittadini non la frequentavano essendo un’area abbandonata. Da quando c’è l’area cani è frequentata da giovani, anziani e bambini. Questo per dire che se l’area sarà ben gestita e ben regolamentata con un’organizzazione di volontari, realizzeremo un fiore all’occhiello per la città di Napoli» è l'opinione di Francesco Tenuta, altro volontario del gruppo che ha fatto richiesta di affidamento dell’area in base all’avviso pubblico dell’estate del 2021. Il futuro dei cani padronali del cuore del Vomero passerà dal lavoro - questa volta si spera certosino - della nuova amministrazione ex circoscrizionale e di quella comunale.

 

Ultimo aggiornamento: 14:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA