Napoli, bimbo malato di cuore si aggrava: raccolta fondi per i genitori disoccupati

Martedì 9 Febbraio 2021 di Paola Marano
Napoli, bimbo malato di cuore si aggrava: raccolta fondi per i genitori disoccupati

E’ di nuovo in sala operatoria il piccolo Massimiliano, il bambino di 7 mesi affetto dalla sindrome di Barth ricoverato al Monaldi di Napoli, dove pochi giorni fa ha subìto una delicata operazione durante la quale gli è stato impiantato un cuore artificiale. Dispositivo che però non ha risolto i problemi di salute del neonato, inserito nelle liste d'attesa internazionali per poter ricevere al più presto un cuore vero. Un’attesa scandita da tanti ostacoli: le condizioni sempre più critiche del bambino richiedono un monitoraggio costante e continui interventi per cercare di tenerlo in vita fino all’arrivo di un organo compatibile. Tempo che scorre e che richiede l’impiego continuo di trasfusioni di sangue, motivo per cui i genitori di Massimiliano, Lia e Gianpaolo Di Caprio, avevano lanciato un appello per cercare donatori di sangue B positivo, gruppo sanguigno del neonato.  

«Soffre di continue aritmie anche con il nuovo cuoricino che gli hanno impiantato, e da quando è stato operato i medici sono ricorsi al defibrillatore diverse volte – dice mamma Lia – ci hanno detto che dobbiamo aspettarci anche il peggio. E intanto Massimo dovrà rimanere in ospedale probabilmente anche per anni». Uno scenario tragico per la famiglia Di Caprio, che già due anni fa aveva affrontato il lutto della perdita di una bambina. E a dare il colpo di grazia ai due genitori ci si è messa anche la pandemia: Gianpaolo, pizzaiolo specializzato nella lavorazione dell’impasto senza glutine, lavorava nella pizzeria Il Presidente in via dei Tribunali. Ma la crisi che ha colpito il mondo della ristorazione lo costringe alla cassa integrazione, che non ha ancora ricevuto. Lia, invece, si prende cura dell’altro figlio - anche lui colpito dalla stessa sindrome del fratello, anche se in maniera più lieve – e fino a qualche mese fa percepiva il reddito di cittadinanza, unica misura su cui poteva contare e che adesso le è stata momentaneamente negata per via di una truffa online di cui è rimasta vittima.  

«Adesso se mio figlio Massimo dovesse morire all’improvviso non avrei nemmeno i soldi per pagargli il funerale», ammette Lia con dolore. Nello scongiurare questa infausta ipotesi, un gruppo di cittadini ha lanciato una petizione online sulla piattaforma GoFundMe con l’obiettivo di alleviare la famiglia, se non dal peso del dolore, almeno da quello delle spese economiche. La donazione si può effettuare tramite il link https://www.gofundme.com/f/aiutiamo-il-piccolo-massimiliano?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=p_cf%20share-flow-1&fbclid=IwAR3hVWV_4XQ4K2okJkEsIbxjrAGDHTXruoaalAh29I1fvT36Lzplr9BLO3Y. «Confidiamo nel cuore del popolo napoletano - è l'appello dei due genitori - ringraziamo tutti coloro che vorranno sostenerci ed esserci accanto in questo difficile momento». 

Ultimo aggiornamento: 20:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA