Napoli, chiesa del Seicento trasformata in discoteca: il caso accende la politica

Sabato 8 Gennaio 2022 di Emiliano Caliendo
Napoli, chiesa del Seicento trasformata in discoteca: il caso accende la politica

Il luogo è la Chiesa dismessa di San Giuseppe delle Scalze, risalente al 1600, con rifacimento dello stesso secolo dell’architetto Cosimo Fanzago. L’evento che dovrà ospitare domenica 9 gennaio dalle 9:00 alle 23:00 si chiama “Itinera: Arte in Musica” organizzato dalla rete di associazioni “Le Scalze - Laboratori di cittadinanza attiva” che ha in gestione dal 2009 l’edificio di culto attualmente in proprietà al Comune.

Fino alla mattina dell’8 gennaio sulla pagina Facebook dell’evento - a cui è stato concesso il patrocinio del Comune di Napoli e dell’Assessorato alle Politiche giovanili dalla precedente amministrazione comunale - era possibile leggere in diversi post della partecipazione «sull’altare e in console» di diversi dj della scena house e techno napoletana. Nomi come Jo SattaTony FedericoMassimo TroianoDario Giuliano e per la musica hip-hop il rapper Ekspo, pronti a esibirsi per una session di “vynil dj-set”.

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Un parterre che farebbe pensare ad un evento prettamente musicale e che ha fatto insorgere i residenti del Comitato Porto Salvo presieduto da Antonio Pariante: «Desta preoccupazione – dichiara Pariante - che una serie di disc-jokey si esibiranno con musica techno ed house, che notoriamente fa molto rumore, in un edificio del '600 così fragile».

Il portavoce del Comitato ne fa anche una questione di sacralità e sicurezza anti-covid in quanto si tratta di «un edificio ancora consacrato» per cui «un evento del genere distrugge la sacralità di questi luoghi tutelati da un regolamento Cei sulla destinazione d’uso delle chiese dismesse che prevede un utilizzo appropriato al significato originario». In più, secondo Pariante, bisogna tener conto che «ci troviamo in piena pandemia e l’idea di riunire persone per una serata danzante o non so cosa potrebbe essere doppiamente pericoloso».

Il direttore artistico dell’evento Roberto Biccari replica chiarendo che si tratta, come indicato anche sulla locandina dell’evento, di «una fiera con mercatini del vinile, del vintage e dell’abbigliamento con un accompagnamento musicale per tutta la giornata» per cui, essendo le fiere e gli eventi non vietati da nessun decreto al momento, l’evento - a cui è possibile accedere con green pass base e mascherina - è perfettamente in regola. «Nessun rave party quindi. All’interno della Chiesa, che ha una capienza di 400-500 posti, potranno entrare al massimo 80 persone. Non vedo perché non si possa tenere un evento del genere» precisa Biccari. «Se abbiamo pubblicizzato i djs è solo per una questione di collaborazioni. Non faremo nulla di nuovo rispetto a ciò che accade spesso nella splendida Chiesa delle Scalze», aggiunge in un commento sui social Noemi Tavassi, tra gli organizzatori della giornata che tra i suoi scopi ha proprio quello del rilancio «dell' Arte e della Musica in un unico format per condividere/diffondere un pensiero positivo».

L’evento risulta autorizzato dal Comune ma sul rispetto delle norme anti-covid e di eventuali permessi mancanti vuole fare luce il presidente della Seconda Municipalità Roberto Marino di Europa Verde. «Ho fatto richiesta al comando di Polizia Locale su eventuali permessi e sul rispetto dei divieti collegati al decreto legge 221 del 24 dicembre» informa Marino. 

Mentre il capo della minoranza di centrodestra in Consiglio Comunale Catello Maresca pur plaudendo alle «iniziative di valorizzazione della cultura, attraverso l’arte e la musica, dell'enorme patrimonio napoletano» chiama l’attenzione sui controlli: «È necessario che tutto avvenga, soprattutto in questo periodo delicato, nel rispetto assoluto delle prescrizioni delle autorità e delle regole. È chiaro – aggiunge l’ex pm - che un luogo che è stato di culto e che conserva ancora tali caratteristiche estetiche, mal si adatterebbe a forme smodate e irrispettose che sicuramente gli organizzatori non intendono promuovere. Sono comprensibili i timori di molti residenti e vanno prese in debito conto le loro preoccupazioni. Spetta, però, alle Autorità controllare che tutto vada nel senso giusto ed auspicabile. Invito pubblicamente il comandante dei vigili Ciro Esposito a prevedere, se non lo ha già fatto, apposito presidio perché tutto avvenga nel rispetto delle regole. Sarò io stesso a vigilare se necessario». Mostra qualche perplessità in più la consigliera regionale Maria Muscarà, recentemente fuoriuscita dal M5S: «Se si tratta di un mercatino dell’usato l’avrei organizzato all’aperto nel vicino Largo Tarsia, rendendolo continuativo».

Muscarà avanza poi una proposta sulla gestione dei beni culturali: «Si sta continuando sulla scia degli affidamenti come con l'ex sindaco de Magistris. Serve l'armonizzazione degli eventi: in assenza di un assessore alla cultura è necessaria l'istituzione di un Garante dei Beni Culturali, inteso come ente che sappia programmare e verificare, considerando l’immenso patrimonio culturale di Napoli».

Il consigliere comunale Gennaro Esposito del gruppo Manfredi Sindaco, da sempre noto per le sue posizioni forti nei confronti della movida selvaggia, auspica invece un ripensamento sull’house music: «Sia il professor Sergio Bizzarro che Ezio Esposito del Forum Tarsia che si occupa della Chiesa delle Scalze, sono persone sensibili e culturalmente apprezzate. Non credo che domani consentiranno una disco music all’interno della chiesa perché non è mai stato nelle loro corde. Siamo ad una riedizione della vicenda che riguardò la chiesa di San Gennaro dell’Olmo che venne utilizzata qualche anno fa per un party di Halloween. La Procura aprì un fascicolo perché c’è una norma del codice dei beni culturali che vieta e sanziona l’uso disfunzionale del bene artistico e monumentale. Le chiese – sottolinea Esposito - non sono idonee all’house music e ai dj-set perché il contesto non lo permette». Dal Comando di Polizia Municipale rassicurano che nel corso della giornata di domani sicuramente saranno effettuati dei controlli per assicurarsi che tutto si svolga secondo le regole, tenendo conto anche dell’ordinanza regionale del 7 gennaio che vieta «affollamenti o assembramenti per il consumo di qualsiasi genere alimentare in luoghi pubblici o aperti al pubblico».

Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 08:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA