Napoli, il cimitero di Poggioreale senza pace: c’è ancora pericolo e resta sotto sequestro

Martedì 18 Gennaio 2022 di Paolo Barbuto
Napoli, il cimitero di Poggioreale senza pace: c’è ancora pericolo e resta sotto sequestro

Quando avvenne il crollo all’arciconfraternita dei Dottori nel cimitero monumentale, il Comune si prese venti giorni di tempo per le verifiche all’intera area prima di permettere la riapertura. Quel tempo scadrà domani ma il Comune non potrà riaprire i cancelli del cimitero antico perché l’area è ancora sotto sequestro da parte della Procura che pretende di avere aritmetiche certezze sulla sicurezza prima di consentirne l’utilizzo.

La notte del 5 gennaio, un allagamento all’interno della galleria della metropolitana in costruzione sotto al cimitero, provocò dissesti nella collina sovrastante. Crollò la palazzina di una congregazione, circa duecento loculi finirono fra le macerie e trascinarono giù anche le spoglie che contenevano. Da quel giorno tutto è fermo per consentire le indagini, i resti mortali dei defunti sono esposti, la situazione è bloccata perché bisogna fare chiarezza sulle cause dei cedimenti e sui possibili rischi per altre aree della struttura. Cimitero sotto sequestro perché la Procura ha rispetto dei defunti ma ha l’obbligo di tutelare i vivi e non può permettere l’accesso finché non sarà cancellata anche l’ultima ombra di dubbio sulla solidità degli altri edifici cimiteriali.

Il sindaco Manfredi manifesta solidarietà e rispetto per il lavoro della Procura ma, al contempo, lancia un appello affinché la situazione trovi una soluzione in tempi rapidi. Ne ha parlato ieri spiegando «adesso è tutto nelle mani della magistratura, speriamo che la questione si risolva in tempi rapidi perché è importante mettere in sicurezza il sito ma, soprattutto, recuperare le salme e dare loro una degna sepoltura».

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Il sindaco ha spiegato ai cittadini che l’Amministrazione sta facendo il massimo per andare incontro alle esigenze dei parenti di quei poveri defunti che sono stati travolti dal crollo e sono finiti fra le macerie, anche l’assessore ai cimiteri, Vincenzo Santagada, segue costantemente l’evoluzione della vicenda e il Comune ha messo a disposizione dei parenti dei defunti un numero di telefono al quale rivolgersi per chiedere consulenza e ascolto.

Però l’Amministrazione ha le mani legate: «Al momento la vicenda è fuori dal nostro perimetro di intervento perché tutta l’area cimiteriale è stata sequestrata. C’è un impegno della magistratura di poter operare in tempi molto rapidi, e questo perché credo che sia molto importante mettere subito in sicurezza il sito ma soprattutto recuperare le salme e dargli una degna sepoltura, aspetto su cui c’è sicuramente una grande attenzione da parte dell’amministrazione, ma non siamo gli unici attori in campo. È un tema che abbiamo seguito ora per ora, prima con l’assessore Cosenza poi con l’assessore Santagada, adesso è nelle mani della magistratura e speriamo che la questione si risolva in tempi rapidi».

Non esiste ancora una data certa nella quale si potrà accedere al cimitero. Sarà necessario innanzitutto eseguire tutti i rilievi necessari ad accertare le colpe del crollo, ma queste operazioni sono già in corso da giorni e potrebbero essere concluse in tempi stretti; poi verrà il momento delle verifiche strutturali su tutti gli edifici cimiteriali, e su questo punto i tempi potrebbero allungarsi a dismisura, perché il cimitero monumentale di Napoli è estremamente vasto e custodisce strutture antiche sulle quali potrebbero essere necessari esami estremamente approfonditi.

Nel frettempo, se da un lato c’è la pressione dei parenti dei defunti crollati assieme ai loculi, dall’altra c’è la richiesta accorata dei parenti delle persone che sono morte negli ultimi giorni e dovrebbero essere seppellite proprio nel cimitero che attualmente è vietato. Di giorno in giorno le bare si accumulano nel deposito del “nuovo”, cresce a dismisura anche il numero delle urne cinerarie che dovrebbero essere deposte nelle cappelle che si trovano in area sequestrata.

In tanti scelgono di trovare altre possibilità per la tumulazione dei loro morti, in attesa di poterli poi trasferire nelle cappelle o nei loculi di famiglia; ma la scelta prevede un ulteriore importante onere economico perché per lo spostamento di un defunto il Comune chiede una salata tassa.

In attesa di sviluppi, il vescovo Battaglia ha già invitato in Duomo domenica prossima le famiglie dei defunti travolti dal crollo: dirà una messa per confortare i parenti e una preghiera per i poveri morti che da venti giorni sono immersi fra le macerie.

 

Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 07:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA