Napoli città abbandonata: la giungla dei cartelli stradali sbiaditi, errati o divelti

Giovedì 25 Marzo 2021 di Paolo Barbuto
Napoli città abbandonata: la giungla dei cartelli stradali sbiaditi, errati o divelti

C'è un segnale stradale sul lungomare di Napoli, a via Caracciolo, che indica la necessità di prestare attenzione a qualcosa che si presenterà dopo 50 metri: quel qualcosa, però, è ignoto. Il segnale stradale è monco, non c'è la parte più importante del messaggio, perché dal palo che lo reggeva è stato strappato via il cartello; e nessuno ci ha fatto caso, nessuno l'ha rimesso a posto. A dire la verità alla segnaletica stradale napoletana da anni non bada più nessuno, soprattutto chi dovrebbe farne la manutenzione e chi dovrebbe accertarsi della correttezza dei messaggi. Così in giro per la città, ai margini dei marciapiedi, giacciono abbandonati segnali sbiaditi, arrugginiti, spezzati, piegati, inutili.

Dopo l'incontro fortuito con il segnale dei 50 metri che portano al nulla abbiamo provato ad osservare con maggiore attenzione quel che si presenta ai bordi delle strade napoletane. Abbiamo trovato tante sorprese (e molte altre ce ne saranno fuggite, segnalateci le nostre omissioni), abbiamo cercato di catalogarle, di metterle in fila; ma la fila è talmente lunga che, alla fine, in questa pagina, siamo riusciti a mostrarvi solo il fior da fiore dei segnali stradali assurdi della città di Napoli. 

Per motivi che ci sfuggono, i teppisti da strada hanno una particolare predilezione nei confronti dei segnali di attraversamento stradale, quei triangoli blu con la raffigurazione di una persona sulle strisce zebrate.

Nel nostro breve sopralluogo sul territorio cittadino ne abbiamo individuati almeno otto sradicati e lasciati a terra. Uno lo vedete in questa pagina e si trova a via Manzoni, altri ne abbiamo individuati al Vomero in via San Domenico, a Soccavo, a Scampia, nel cuore della City.

Si tratta delle situazioni più impressionanti perché in questo caso i pali di sostegno sono stati estirpati con violenza dal suolo. Ne abbiamo individuati anche altri di segnali abbattuti, ma la numerosità di quelli riservati all'attraversamento pedonale è realmente significativa.

Sono innumerevoli i segnali stradali piazzati laddove un tempo erano utili e oggi non lo sono più. In questa pagina vedete un esemplare, nemmeno troppo raro, di segnale di stop piazzato alle spalle di un cordolo di cemento che impedisce l'accesso a un'area che è stata completamente invasa dalla vegetazione spontanea.

A proposito di vegetazione sono centinaia i segnali totalmente avvolti da foglie e rami che li nascondono completamente alla vista degli automobilisti. La questione andrebbe approfondita con un'indagine realmente capillare sul territorio perché si tratta, spesso, di segnali posti in concomitanza con incroci o svincoli dei quali, un automobilista che non frequenta abitualmente quello specifico territorio, potrebbe non essere a conoscenza: e siccome i segnali sono nascosti dalla vegetazione, non riuscirà a saperlo nemmeno percorrendo la strada e andando incontro al pericolo

Nel nostro lungo book fotografico abbiamo individuato decine di segnali travolti dal verde e illeggibili. In particolare siamo rimasti colpiti da quelli che si trovano ai margini del sottopassaggio del Centro Direzionale: per trovarli bisogna parcheggiare l'auto e andare spostare il fogliame per cercarli.

Ci sono strade ai margini delle quali resistono segnali stradali talmente antichi da essere quasi completamente aggrediti dalla ruggine e dalle intemperie. Eppure, ne parleremo in seguito, quei segnali in qualche modo risultano ancora leggibili, al contrario di quelli piazzati nell'ultimo decennio che sono già praticamente scomparsi.

Un paio di esempi di antiquariato della segnaletica potete facilmente incrociarli su discesa Coroglio. A metà della strada resiste un segnale di lavori in corso (che ormai non ci sono più da tempo immemorabile) preceduto da un segnale che s'intuisce come avviso di restringimento della carreggiata: quest'ultimo cartello è quasi interamente roso dalla ruggine e si presenta come un unico triangolo marroncino nel quale resiste un brandello della vecchia segnaletica. 

Un capitolo a parte meritano i segnali destinati alle piste ciclabili vanto dell'attuale amministrazione comunale. I simboli dipinti sulla pavimentazione stradale sono cancellati ormai da anni, praticamente qualche mese dopo la realizzazione già non esistevano più.

Quel che colpisce, invece, è il fatto che anche la segnaletica verticale, i cartelli, praticamente non sono più leggibili. Sono quasi completamente sbiaditi, probabilmente per vie delle intemperie. Ne abbiamo contati molti in quello stesso stato e ci siamo chiesti: ma è normale che una segnale stradale sbiadisca per via del sole e delle intemperie? Come mai alcuni cartelli che hanno trent'anni di vita sono al loro posto con i loro bei colori vividi e altri piazzati poco più di un lustro fa sono già quasi scomparsi?

Sul tema dello sbiadimento va segnalato un cartello posto all'inizio della ciclabile in zona Mergellina: non vi diciamo cosa rappresenta, semplicemente perché non si riesce a capire.

Il record in tema di annullamento del messaggio, però, va a via Boccaccio: alla base della strada la lastra di marmo con il toponimo è sparita chissà quando, giusto di fianco c'è un'indicazione per raggiungere i carabinieri che è totalmente piegata e quasi illeggibile per via della ruggine.

Ultimo aggiornamento: 20:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA