Tumori diferenziati della tiroide
esperti a confronto a Napoli

Tumori diferenziati della tiroide esperti a confronto a Napoli
Giovedì 18 Maggio 2017, 13:53
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Si terrà domani 19 maggio con inizio alle ore 8.30 il sesto corso di aggiornamento monotematico: "update nella terapia dei tumori differenziati della tiroide: cosa e' cambiato" presso Palazzo San Teodoro alla Riviera di Chiaia a Napoli. Presidenti del Convegno Giovanni Docimo, Responsabile dell'Unita' Dipartimentale di Chirurgia Tiroidea presso l'Università Vanvitelli di Napoli e Maurizio De Palma, Direttore del Dipartimento di Chirurgia dell'AORN cardarelli di Napoli. Daranno inizio ai lavori scientifici assieme ai presidenti del Convegno Giuseppe Paolisso, Rettore dell'Universita' della Campania L. Vanvitelli, il pro-Rettore Gianfranco Nicoletti, il Direttore Generale dell'Azienda Policlinico Vanvitelli Maurizio Di Mauro, il Direttore Generale del Cardarelli Ciro Verdoliva, l'Avv. Antonio Postiglione Direttore Generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema regionale della Campania.


Prestigiosi i relatori che si confronteranno sui metodi di cura più recenti, sulla diagnostica in particolare quella precoce, sulla terapia, sui risultati della chirurgia tradizionale e mini invasiva. Tra gli esperti chirurghi che interverranno oltre a  Giovanni Docimo e Maurizio De Palma,. Rocco Bellantone e Celestino Lombardi del Policlinico Gemelli di Roma,  Paolo del Rio dell'Università di Parma, Nicola Avenia dell'Università di Perugia, tra gli endocrinologi  Furio Pacini dell'Università di Siena, Giuseppe e Antonio Bellastella e Dario Giugliano, Annamaria Colao, Katerine Esposito e Bernadette Biondi.

Spiega Docimo:
«L'incidenza dei tumori tiroidei e' aumentata parallelamente all'incidenza dei noduli tiroidei e delle malattie della tiroide in Italia e nel mondo con notevoli variazioni regionali e territoriali. La frequenza dei tumori della tiroide e' tre volte superiore nelle donne rispetto agli uomini. Nelle donne l'età più colpita e' tra i 45 ed i 49 anni, passando negli ultimi anni dal nono al quinto posto tra tutti i tumori. Stabile invece negli uomini con la maggiore incidenza tra i 65 ed i 69 anni, anche se potenzialmente più aggressivi.


«Le cause sono molteplici anche se non è' possibile stabilirlo con certezza. Di sicuro mezzi diagnostici sempre più sofisticati, l'attuazione di programmi di screening sul territorio, fattori ambientali (esposizione a radiazioni ionizzanti, aeee vulcaniche, inquinamento) e familiarità possono incidere. Importante e' affrontare questi tumori in maniera tempestiva e corretta dal punto di vista terapeutico. Ad ogni modo il tasso di guarigione e' particolarmente elevato e degli oltre 160.000 pazienti affetti da tumore della tiroide oltre il 75% risultano guariti e liberi da malattia in caso di forme localizzate e non aggressive. Discorso differente invece nei tumori più aggressivi la cui percentuale e'in aumento ed i risultati in termini prognostici peggiori» precisa ancora Docimo. «Cosa devono fare i pazienti affetti da un tumore della tiroide? Nei pazienti affetti da tumore della tiroide l'intervento chirurgico ed una eventuale successiva terapia radiometabolica danno buoni risultati nella gran parte dei casi. Il ricorso alla chirurgia mini invasiva, quando indicata e possibile, da la possibilità con incisioni chirurgiche minime e dolore post operatorio ridotto di una rapida ripresa di una vita normale sia personale che lavorativa».

Conclude Docimo: «Per molti anni per questa patologia i pazienti hanno intrapreso viaggi della speranza, non sempre giustificati e giustificabili. Da qualche anno finalmente stiamo assistendo ad una inversione di tendenza in Campania ed a Napoli in particolare si sono affermati dei centri di eccellenza riconosciuti nella cura di queste patologie anche a livello nazionale. Finalmente stiamo riuscendo ad invertire i dati sulla migrazione sanitaria. Fondamentale quindi fare riferimento a questi Centri in cui sia dimostrata esperienza specifica ed in cui sia possibile un approccio multi disciplinare fondamentale nella lotta al tumore tiroideo».


 
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