Napoli, il crollo dell'arco borbonico indigna tutti: «Oltraggio alla storia, subito una denuncia in Procura»

Domenica 3 Gennaio 2021 di Oscar De Simone

Sembrava essersi salvato dalla mareggiata che ha investito il lungomare lo scorso 28 dicembre ma alla fine, l’arco borbonico ha ceduto sotto il peso del tempo e dell’incuria. Un crollo che viene letto – soprattutto dai cittadini – come un nuovo “schiaffo” alla città ed alla sua storia. Ad una testimonianza, ritratta in decine di dipinti da tre secoli a questa parte, che ricordava il vecchio approdo settecentesco per i pescatori del borgo Santa Lucia. Un'opera in pietra, diventata poi il cosiddetto “chiavicone”, puntellata di recente ma mai restaurata in maniera definitiva. 

«Ci troviamo di fronte all'ennesima tragedia annunciata – afferma Carlo Leggieri dell'associazione Celanapoli – e che nessuno è riuscito a contrastare. Saranno state prodotte carte in questi anni dal comune, dalla soprintendenza o dall'autorità portuale e noi proprio quelle dovremmo andare a vedere. Bisognerebbe capire chi poteva muoversi e non l'ha fatto. Chi aveva il dovere di restaurare prima che l'arco cedesse. Oggi fa tristezza vederlo così e speriamo che sia l'ultimo episodio increscioso a cui siamo costretti ad assistere». 

 

Sdegno e delusione viene espressa anche dal Movimento Neoborbonico napoletano che in questi anni e più volte, ha denunciato lo stato di abbandono del monumento. Un evento contro cui adesso proprio i rappresentanti del gruppo, stanno valutando azioni legali. «Nonostante gli appelli e le denunce – fanno sapere dal movimento – sono crollati quei resti che rappresentano un pezzo della nostra memoria storica. Un manufatto che, attraverso questa spiacevole vicenda, rende anche l'idea dell'incuria e dell'assenza di consapevolezza delle nostre classi dirigenti. Se è crollato quel piccolo molo, che faranno, per tutelare altri edifici del periodo borbonico come l'albergo dei poveri o la stazione della prima ferrovia italiana? Questi – ad esempio – sono altri "monumenti" fatiscenti di cui più volte abbiamo sottolineato l'importanza. Da troppo tempo abbiamo amministratori locali e nazionali che non riescono a valorizzare le testimonianze della storia dei nostri territori. Il nostro ufficio legale, dopo quest'ultima sciagura, sta valutando l'ipotesi di un esposto in procura per accertare responsabilità e colpe». 

 

Appelli inascoltati insomma, lanciati a decine anche da privati, esperti ed appassionati dei beni culturali come il consigliere della I Municipalità Francesco Carignani. In un suo esposto infatti, dello scorso 13 ottobre, chiede interventi rapidi da parte dell'autorità portuale in seguito alle numerose denunce ricevute dai cittadini. 

«Sono molto amareggiato dell'accaduto – afferma oggi – e sebbene abbia personalmente sollecitato già da mesi l'autorità portuale, che aveva avuto dalla soprintendenza l'obbligo di eseguire i lavori in tempi rapidi, siamo arrivati lo stesso ad un crollo che poteva davvero evitarsi. E' incredibile quanto sia accaduto ma proprio per questo è giusto che i cittadini sappiano come stanno le cose. Dopo mesi e mesi, questo ente non ha fatto nulla per mettere definitivamente in sicurezza una importante testimonianza della storia della nostra città».

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Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio, 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA