Napoli, storico cimitero di Barra dimenticato: appello di attivisti e studiosi al sindaco

Lì sono conservate le spoglie di migliaia di vittime tra cui quelle del fisico Melloni

Napoli, storico cimitero di Barra dimenticato: appello di attivisti e studiosi al sindaco
di Alessandro Bottone
Venerdì 25 Novembre 2022, 19:23
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Il cimitero dei colerosi di Barra, quartiere nella zona orientale di Napoli, versa in difficili condizioni e da anni si attende la valorizzazione del bene storico di proprietà del Comune di Napoli. In una lettera attivisti, studiosi, associazioni e amministratori locali chiedono al sindaco Gaetano Manfredi di porre attenzione sul camposanto.

Nel cimitero in Cupa Sant’Aniello - allestito in seguito dell’epidemia di colera del 1836 che sconvolse Napoli e i Comuni limitrofi - sono conservate le spoglie di migliaia di vittime tra cui quelle del fisico Macedonio Melloni, primo direttore dell’Osservatorio Vesuviano ricordato da un cippo funerario, e dell'artista tedesco Theodor Martens. Il camposanto di Barra è ordinariamente chiuso e in difficili condizioni per la crescita rigogliosa di erbacce. Difatti, alla pulizia e alla bonifica di rifiuti messe in campo negli anni scorsi non sono seguiti ulteriori interventi per riaprire il luogo nel quale si immaginava di realizzare un "giardino della memoria".

Eppure non è mancata attenzione pubblica sul bene comunale di Napoli Est come dimostrato per il caso dei rifiuti speciali sversati per anni a ridosso o quello scoppiato per i ponteggi installati nell'area o, ancora, per la presenza di capre che passeggiavano tra le tombe, poi portate via. L'ultima circostanza denunciata dagli attivisti risale al 4 novembre scorso quando all’interno del cimitero è stato notato all'opera un trattore.

L'intervento - noto ai competenti uffici comunali e autorizzato - è stato prontamente bloccato come chiesto dai residenti che lo considerano «non idoneo data la presenza di diverse lastre marmoree affioranti di pochi centimetri dal suolo», si legge nella nota rivolta al primo cittadino di Napoli.

Ulteriore elemento, di non poco conto, è la necessità di ottenere un apposito progetto d'intervento visto l’elevato valore storico e culturale del cimitero che deve essere sottoposto alla competente Soprintendenza. In ogni caso dagli uffici è stato specificato che si trattava di un'attività di sfalcio consentita a un privato che ha operato a proprie spese.

Nella lettera - promossa da Vincenzo Morreale del comitato civico San Giovanni a Teduccio e da Marco Sacco dell'associazione Voce nel deserto insieme ad altri attivisti - è stato chiesto un incontro urgente al sindaco e all'assessore ai cimiteri di Napoli affinché si faccia chiarezza su quanto accaduto nei giorni scorsi. Inoltre, gli attivisti intendono conoscere tutta la documentazione relativa al progetto d’intervento cui fanno riferimento gli uffici e ottenere delucidazioni sul destino del bene monumentale di Barra che non compare nemmeno nell'elenco dei cimiteri cittadini sul sito web istituzionale.

La denuncia pubblica - che sollecita provvedimenti da Palazzo San Giacomo e richieste di partecipazione in favore della cittadinanza - è stata sottoscritta da un centinaio di persone. Tra questi esponenti di significative realtà dell'associazionismo, del mondo della cultura, del mondo cattolico e istituzionale dell’area napoletana. Non mancano i nomi di alcuni amministratori locali come presidente e consiglieri della Municipalità di Napoli Est.

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