Napoli: ex Corte d'Appello in rovina, ​migliaia di faldoni fantasma

Mercoledì 26 Gennaio 2022 di Paolo Barbuto
Napoli: ex Corte d'Appello in rovina, migliaia di faldoni fantasma

Il calendario alla parete è del 2008, l’anno in cui questo luogo, in un solo giorno, è passato dalla vita frenetica alla morte immediata. Ospedale della Pace, via Tribunali, ex sede della Corte d’Appello, simbolo dell’abbandono e del degrado.

Un anno dopo la chiusura, nel 2009, il Mattino venne a raccontare che negli uffici s’erano acquartierati i clochard che usavano i faldoni abbandonati per tenere vivo il fuoco e mantenersi caldi. L’anno successivo il nostro giornale tornò all’Ospedale della Pace: tra le carte abbandonate c’erano anche i progetti delle nuove torri di giustizia: qualcuno aveva individuato quei documenti e ne aveva trafugato una parte, chissà per farci cosa.

Da quel giorno si decise di chiudere in maniera più tenace gli uffici. Così lì dentro sono rimasti imprigionati i documenti (anche sensibili) assieme a sedie, scrivanie, fotocopiatrici, ascensori. La vita della Corte d’Appello del 2008 bloccata per sempre tra le mura di un antico edificio del centro storico napoletano.

Il fatto è che blindare un luogo per evitare che ci entrino i malintenzionati, significa anche consegnarlo a un inesorabile degrado, ed è esattamente quel che sta accadendo in via dei Tribunali. L’esterno della struttura ha assunto un aspetto spettrale: muri scrostati, finestre sfondate dal vento, tende penzolanti. L’interno degli uffici è impressionante, alcune parti appaiono pericolose, forse sono anche pericolanti, ma non siamo esperti al punto da poterlo accertare.

L’interno è quello che avevamo visto e raccontato all’indomani della chiusura, solo che ogni cosa adesso è ricoperta da escrementi di animali, polvere, calcinacci. 

In un corridoio sono accatastate decine di sedie, in un altro c’è un mucchio di materiale appartenuto alla polizia municipale, pettorine, un cappello da vigile, una cartellina con numero di matricola e unità operativa d’appartenenza dell’agente che la custodiva; poco più in là, sparpagliate dentro quel che resta di un bagno, buste con materiale sequestrato ad ambulanti, migliaia di cd falsi, centinaia di occhiali con griffe taroccata

Video

Cento metri più avanti c’è Castel Capuano, ex sede del tribunale di Napoli, anche quella abbandonata; due giorni fa il ministro Cartabia, in visita in città, ha annunciato che quel luogo avrà una nuova vita, diventerà sede dell’alta scuola di magistratura. Così fa ancora più rabbia la situazione: Castel Capuano è pronto a rinascere, l’Ospedale della Pace è destinato a rimanere nel degrado.

Anzi, non tutta la struttura è destinata all’oblìo perché in una porzione, quella anteriore, più vicina alla strada, c’è una sede della quarta municipalità che è rimasta chiusa per due anni ma oggi ha ripreso a vivere. È stato un dei primi atti ufficiali del nuovo presidente della municipalità, Maria Caniglia che considera la questione dell’Ospedale della Pace una priorità: «Si tratta di una struttura meravigliosa ma per troppi anni abbandonata a se stessa - ha scritto Caniglia in una nota - Dopo oltre due anni di chiusura, appena eletta presidente, ho sollecitato la riapertura degli uffici anagrafici. Dopo un grande lavoro con il vicesindaco su input del sindaco, alcuni uffici sono tornati operativi restituendo un servizio indispensabile per la cittadinanza. L’amministrazione tutta sta continuando a lavorare per restituire dignità e fruibilità dell’ex Ospedale della Pace. È necessaria, ovviamente, una collaborazione istituzionale a tutti i livelli per recuperare in tempi brevi l’intera struttura, sia per il suo alto valore storico e culturale ma anche perché il centro storico ha bisogno di servizi che diano risposte in tempi brevi ai cittadini. Quello che è nelle nostre possibilità è, e sarà fatto. Stiamo già lavorando per un intervento radicale».
Insomma, una fiammella di speranza c’è, è ancora accesa. Forse l’Ospedale della Pace non è destinato ancora all’abbandono. Forse. Dipende dalla capacità di mantenere le promesse.

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 16:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA