Solidarietà nell'area ex Nato con il muro della gentilezza: «Qui si aiuta chi ha bisogno»

Sabato 27 Novembre 2021 di Giuliana Covella
Solidarietà nell'area ex Nato con il muro della gentilezza: «Qui si aiuta chi ha bisogno»

Da parete grigia e senz'anima a puzzle colorato con abiti appesi ai pomelli, scatole con giocattoli e buste per raccogliere tutto ciò che può essere utile a chi ne ha bisogno. Il muro della gentilezza è stato inaugurato ieri pomeriggio all'ingresso del Parco San Laise nell'ex area Nato di Bagnoli. Un luogo dove chi ha potrà donare e chi non ha potrà prendere, rispettando privacy e dignità delle persone. Al simbolico taglio del nastro sono intervenute Bruna Manfredonia, fondatrice dello spazio di coworking Nato Lavoratorio e ideatrice del progetto e Patrizia Stasi, presidente della Fondazione Campania Welfare. «Quest'iniziativa è il nostro modo di essere vicini alla comunità e a chi sta vivendo un momento difficile - spiegano - non sarà un semplice muro ma un augurio di rinascita, un abbraccio caloroso, una parola dolce e di conforto, insomma un punto di riferimento per il quartiere e la città di Napoli». Mentre bambini e organizzatori tagliano il nastro verde del Muro della Gentilezza davanti all'ex base militare di via della Liberazione, un papà osserva in silenzio senza avvicinarsi cappotti, maglioni, scarpe, giocattoli e libri. Un papà che è uno dei tanti che, a causa della pandemia, ha perso il lavoro e si è trovato ad affrontare un'emergenza nell'emergenza, con una moglie e tre figli da sfamare. 

«Sono disoccupato, perciò sono qui» - si limita a rispondere con un filo di voce, lasciando intendere con un cenno del capo che non vuole aggiungere altro. L'uomo, sulla cinquantina, non è l'unico che è venuto qui per l'iniziativa promossa dalle associazioni che operano all'interno dell'ex area Nato. «Li chiamiamo i nuovi poveri - spiega una delle operatrici - ma non per questo non vanno rispettate e tutelate la loro dignità e la loro privacy». Un modello virtuoso di solidarietà che vince sul sostegno sommerso e illegale di quel cosiddetto Stato parallelo che è la camorra. Un'idea che parte dalla zona occidentale della città in contrasto con quanto sta avvenendo al Pallonetto, dove si assiste al fenomeno delle occupazioni abusive. Ma come funziona il muro della gentilezza per chi è in difficoltà da mesi? Chiunque può donare e chiunque può prendere, com'è scritto sulla parete. Ad ogni ora e da qualsiasi zona della città. «Insieme alla Fondazione Campania Welfare - fanno sapere da Nato Lavoratorio - lo abbiamo fortemente voluto, mentre l'associazione Bereshit che gestisce i laboratori di street art si è occupata della realizzazione. A dimostrazione che, quando si coopera e si fa squadra, si realizzano cose belle». 

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In barba al maltempo di ieri pomeriggio, le associazioni hanno inaugurato il muro che - si spera - donerà una speranza di rinascita alle famiglie indigenti. «Abbiamo accolto le richieste di numerose persone del quartiere, perché il Covid ha ridotto in povertà molte famiglie che non erano abituate a rivolgersi alle istituzioni per chiedere aiuto sia per dignità sia per vergogna - afferma Patrizia Stasi, presidente Fondazione Campania Welfare - Così abbiamo deciso di realizzare il muro, dove i benefattori sono stati in tanti, tra cittadini, associazioni, scuole che hanno donato abiti, coperte, giochi, scarpe, prodotti alimentari. In realtà dunque è uno scambio, un abbraccio di calore e solidarietà verso il prossimo e non solo per i residenti di Bagnoli, ma per chiunque ne abbia bisogno. Sapevamo che le difficoltà maggiori ci sarebbero state dopo il Covid - aggiunge - perché tutti coloro che avevano lavori precari, a nero o occasionali sono rimasti senza un'occupazione e le famiglie sono passate da una situazione di normalità ad una di indigenza». Le fa eco Bruna Manfredonia, di Nato Lavoratorio: «Abbiamo voluto allestire il muro proprio in questo luogo che è stato restituito alla comunità da quando la Nato l'ha abbandonato. Qui ci sono 18 laboratori per i bambini dalla street art alla scultura, il doposcuola, un incubatore di imprese, i ragazzi di Prima Pagina che si occupano di comunicazione e tante altre realtà. Quindi il puzzle del muro della gentilezza simboleggia - come tassello dopo tassello - si stia cercando di riconsegnare la struttura alla collettività».

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