Napoli, pizze e drink in piazza: ipotesi casette mobili al Plebiscito

Sabato 30 Maggio 2020 di Paolo Barbuto

Stavolta la questione è complessa e va affrontata con metodo perché la posta in palio è troppo alta. Il sindaco s’è esposto, ha detto che troverà spazio alla ristorazione che è in grave crisi, ha sostenuto pure che sposterà la movida lontano dai luoghi abituali, solo che per convincere il popolo della movida a cambiare abitudini bisogna offrire alternative allettanti.

Per adesso l’idea è quella di portare i ragazzi lontani dal centro, in aree possibilmente molto vaste in modo da evitare pericolosi e contagiosi momenti di sovraffollamento, poi bisogna anche cercare ogni possibile spazio in città per dare respiro alla ristorazione.

Un primo passo concreto è stata l’ordinanza di ieri con la quale si semplifica al massimo la concessione di utilizzo di suolo pubblico che viene anche ceduto in forma gratuita. Ma quale può essere l’impatto sulla città?

Potrebbero moltiplicarsi le zone di ristorazione all’aperto e potrebbe trovare nuove strade anche il percorso di delocalizzazione ipotizzato dal sindaco che ha immaginato di spostare ristorazione e baretti al Plebiscito e al Centro Direzionale. 

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Due luoghi in cima alla lista delle ipotesi, dunque, ma con quale progetto di trasformazione alle porte? «Per quello che ho compreso, ritengo che l’intenzione sia quella di sistemare dei chioschi con dei tavolini da dare in gestione», Francesco de Giovanni, presidente della prima municipalità nella quale rientra piazza del Plebiscito, spiega di aver avuto una semplice chiacchierata con gli uffici preposti, nessun documento ufficiale ancora. «Io non dico che sia un’idea da rigettare con forza, però credo che occorra verificare con cura quanto spazio occupare e con che tipo di strutture. Anche perché c’è la Soprintendenza che osserva e giudica con attenzione».

Sembra, insomma, che il progetto preveda l’allestimento di “casette” all’interno delle quali prevedere il confezionamento di cibo o la preparazione delle bevande, e davanti alle quali sistemare un numero adeguato di tavolini. Progetto identico sia per il Plebiscito che per il Centro Direzionale anche se le finalità sarebbero differenti perché nella piazza simbolo della città si intenderebbe dare spazio alla ristorazione mentre nell’area Est si starebbe tentando di spostare il popolo del divertimento notturno. 

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Il sondaggio con il presidente della prima municipalità c’è stato, quello con Giampiero Perrella, il presidente della quarta municipalità nella quale rientra il Centro Direzionale potrebbe arrivare nelle prossime ore, anche se in quella zona l’organizzazione per la creazione di una nuova movida è già in movimento da giorni, a prescindere dalle proposte del sindaco. 

La neonata associazione di esercenti dell’area sta allestendo un progetto a base di eventi e accoglienza notturna proprio per convogliare nella zona dei grattacieli di Napoli i ragazzi che stanno troppo stretti al centro.

«Entro dieci giorni saremo pronti a partire - spiega Alessandro Soria che presiede il gruppo dei commercianti - siamo certi che la movida del Centro Direzionale riuscirà a richiamare tanti giovani, anche perché metteremo sul piatto eventi unici e possibilità di trascorrere serate in serenità, in spazi ampi e senza pericolo di assembramenti».

Soria spiega che il Centro Direzionale è da sempre nel cuore del sindaco: «L’anno scorso fui proprio io ad accompagnarlo in un tour fra questi viali e mi sembrò attento alle nostre necessità». Poi lo stesso Soria racconta un dettaglio che gli regala buone sensazioni: «Qualche giorno fa ho incrociato qui al centro direzionale anche Claudio de Magistris, il fratello del sindaco. Magari è davvero interessante per loro questo posto». Il fatto che il fratello del sindaco vada in uno specifico luogo, però, non implica automaticamente l’interessamento del primo cittadino e non dimostra nemmeno un’attenzione specifica dello stesso Claudio de Magistris che, probabilmente, si trovava lì per motivi personali.
 


L’avvio del progetto di trasformazione di Plebiscito e centro Direzionale potrebbe anche avvenire sulla scorta della semplice ordinanza sull’assegnazione del suolo pubblico.

Potrebbe non essere necessario un documento ufficiale di Palazzo San Giacomo, basterebbe una richiesta degli interessati per far scattare il meccanismo dell’assegnazione. Anche se è necessario comprendere quali sono gli spazi disponibili per la concessione del suolo pubblico e se occorrono caratteristiche specifiche per consentire a un’azienda, piuttosto che a un’altra, di ottenere la concessione gratuita.

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