Napoli, c'è un fiumiciattolo tra i basoli del Ponte della Maddalena: il giallo dell'antico fiume Sebeto

Misteriosa perdita d'acqua a via Ponte della Maddalena
ARTICOLI CORRELATI
di Antonio Folle

  • 485
L'antico fiume Sebeto torna a scorrere in città? È l'interrogativo che da alcuni giorni si pongono i residenti della zona del Ponte della Maddalena, l'area dove, secondo le fonti storiche, sfociava una delle due ramificazioni del fiume che nasceva - o nasce - dalle sorgenti del Monte Somma. A suscitare interesse è l'apparizione di un misterioso rigagnolo d'acqua che, dopo essersi fatto largo tra alcuni basoli divelti, scorre per qualche decina di metri fino a raggiungere un'altra fenditura tra il basolame per poi sparire nuovamente. 

Tutta la zona orientale della città, come testimoniano anche i continui allagamenti del vicino Centro direzionale, tenuto a galla solo dal continuo lavoro delle pompe idrovore, è estremamente ricca d'acqua. Decine di sorgenti che, in alcuni periodi dell'anno, arrivano a invadere i piani terranei delle abitazioni. Al momento non si esclude alcuna ipotesi circa l'origine del mini fiumiciattolo comparso a due passi dall'isola ecologica del Ponte della Maddalena. Nelle prossime ore, infatti, una squadra di Abc si metterà al lavoro per cercare di individuare le cause della via d'acqua. Non si esclude che potrebbe trattarsi di una semplice perdita provocata dalla rottura di una conduttura sotterranea anche se per i più romantici l'idea di un fiume che “spezza” le catene dell'urbanizzazione selvaggia e torna a vedere la luce dopo secoli di oblio ha un potente potere attrattivo.
 
 

«Nelle prossime ore invierò una richiesta formale d'intervento ad Abc per verificare se ci sia o meno una perdita da una delle loro condutture - spiega il presidente della commissione Ambiente della IV Municipalità Carmine Meloro - al momento non si può escludere alcuna ipotesi. Non bisogna dimenticare che qui anticamente sfociava proprio uno dei due rami del fiume Sebeto, quindi potrebbe trattarsi di un pezzo dell'antico fiume che torna alla luce».

A un chilometro in linea d'aria, a via Galeoncello - nell'estrema periferia orientale di Napoli - scorre quello che, secondo una diffusissima leggenda metropolitana, è l'ultimo tratto visibile del Sebeto. Si tratta di un torrentello che arriva direttamente dalle pianure di Volla e costeggia le enormi fabbriche della zona industriale della città per poi tuffarsi nelle viscere della terra: curiosamente lo stesso identico percorso identificato con quello del ramo principale del Sebeto. Il secondo ramo del fiume arrivava a mare nell'attuale zona di piazza Municipio. 

«Si dovrebbero compiere studi approfonditi su questo fiume, sulla sua origine e sulla purezza della sua acqua - prosegue Meloro - Se si riuscisse a identificare finalmente il Sebeto dopo tanti secoli si potrebbe creare un volano di sviluppo incredibile per questa zona della città così bistrattata». 
 

Secondo le tante leggende che si rincorrono, il Sebeto sarebbe evaso da secoli dalla sua prigione sotterranea e scorrerebbe impetuoso proprio sotto la città. Ne sanno qualcosa le stazioni della Circumvesuviana che si affacciano nella zona orientale di Napoli, in particolare la stazione di Poggioreale, dove un fiumiciattolo scorre parallelo ai binari. Secondo le più scientifiche teorie dei geologi, invece, si tratta molto più verosimilmente di acqua che proviene dalle falde acquifere intaccate dalle costruzioni degli ultimi decenni e sulle quali si è imprudentemente continuato a costruire. 
Domenica 25 Agosto 2019, 16:30 - Ultimo aggiornamento: 25-08-2019 16:54
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP