Napoli, la frutta resta sugli alberi: «È troppa, non vale nulla»

di Cristina Liguori

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Troppa frutta, prezzi bassi, scarsa richiesta, raccolta ferma. Un mix quasi letale per gli agricoltori della provincia di Napoli e Caserta che sono in piena crisi. I frutti di stagione come pesche, albicocche, prugne e ciliegie restano infatti attaccati agli alberi, i braccianti non lavorano, le industrie non comprano più nulla e i commercianti e in generale la grandi catene di distribuzione approfittano per pagare il meno possibile. Così le aziende e i piccoli agricoltori sono praticamente in ginocchio.
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Sabato 29 Giugno 2019, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 29-06-2019 11:30
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