Napoli, funicolari impazzite tra guasti, chiusure e ritardi

Giovedì 23 Settembre 2021 di Paolo Barbuto
Napoli, funicolari impazzite tra guasti, chiusure e ritardi

Si sono sfogati davanti ai cancelli chiusi e sui social, i napoletani che ieri mattina avrebbero voluto prendere la funicolare di Montesanto per andare al lavoro o a scuola. L’impianto è stato improvvisamente chiuso poco dopo le sette del mattino ed ha ripreso le corse dopo più di un’ora: chi aveva bisogno di arrivare per tempo dall’altra parte della città è rimasto beffato e senza possibilità alternative. Ognuno s’è arrangiato come ha potuto, ciascuno ha manifestato la propria disapprovazione. Andrea e Daniela che avrebbero dovuto raggiungere il loro liceo al Vomero sono attaccati agli smartphone «mamma, prendi la macchina e accompagnaci tu», poi si guardano e spiegano che arriveranno certamente in ritardo beccandosi una nota sul registro «tutto per colpa di questa città dove non funziona niente».

C’è stato un problema alla rete elettrica, ecco perché la funicolare di Montesanto s’è fermata nel momento in cui sarebbe stata più necessaria alla città. Tutti gli addetti spiegano che certe cose possono succedere, fa parte delle possibilità di guasto di qualunque impianto. Il fatto è che qui a Napoli le difficoltà impreviste e improvvise sono quasi all’ordine del giorno. 

Nel corso dell’estate s’è verificata un’altra (piccola) crisi dovuta alla mancanza di personale. Alla fine di agosto s’è rivisto un film già andato in onda: malattie in sequenza del personale e chiusure in sequenza degli impianti a fune napoletani. In quest’ultima occasione c’è stata la consueta battaglia fra azienda e sindacati con questi ultimi che sostengono che il personale è poco e può capitare che si ammalino più addetti contemporaneamente e l’Anm che ha inviato visite fiscali per avere certezza delle malattie. Tutta roba già vista in passato, anche se ciò che oggi preoccupa maggiormente è il futuro. Soprattutto quello della funicolare di Chiaia.

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Domani i vagoni che uniscono il Vomero con il Parco Margherita resteranno fermi praticamente per tutto il giorno: chiusura alle dieci del mattino e riapertura prevista alle 18.

Si tratta della prosecuzione delle verifiche tecniche collegate alla richiesta di proroga per la manutenzione ventennale dell’impianto. Il tempo massimo per la manutenzione è scaduto nel 2017 e l’Anm fino ad ora è andata avanti a colpi di proroghe che sono state concesse senza sussulti. Anche se quella funicolare mostra tutti i segni dell’età che avanza e fa i conti con problemi piccoli e grandi che si manifestano di giorno in giorno e rendono difficile il lavoro degli addetti e meno sicuri i viaggi per gli utenti: si va dagli interruttori spaccati che vengono risistemati inserendo uno spessore di carta, alle porte che talvolta non vogliono saperne di chiudersi e (per fortuna più raramente) certe volte si aprono quando non dovrebbero. Il culmine s’è raggiunto a fine estate con un incendio che s’è sviluppato nei sottoservizi della stazione Parco Margherita. Adesso a controllare l’impianto arrivano (è già la seconda volta) gli esperti del Ministero che devono decidere se concedere o meno un’ulteriore proroga alla manutenzione ventennale: sarebbe la quinta, un record.

Il fatto è che all’abituale metodica precisione nelle verifiche, stavolta si aggiunge l’ombra della tragedia del Mottarone che non permette nemmeno una piccola sbavatura sul fronte della sicurezza, sicché questi controlli sono ancora più meticolosi anche se in Anm si dicono tranquilli sulla possibilità di andare avanti senza lavori. Una decisione sull’impianto di Chiaia dovrà necessariamente arrivare nel giro di una settimana. Il 30 di settembre scade il termine dell’ultima proroga. Se non dovesse esserne concessa un’altra, la funicolare dovrebbe restare chiusa fino all’avvenuta manutenzione che richiede tempi estremamente lunghi. I lavori durano, in media, sei mesi, ma prima di eseguire quegli interventi bisogna trovare una ditta tramite un bando pubblico. Il primo è andato deserto, il secondo è in corso ma la burocrazia è lenta e farraginosa mentre la scadenza della proroga arriverà in un batter d’occhio. 

Non c’è solo il caos funicolari a tormentare i napoletani che sono costretti a lottare anche con autobus senza orari e senza speranze e una metropolitana che ha le stazioni più belle del mondo e i treni più vecchi e sgangherati del pianeta. È accaduto ancora una volta ieri che i viaggi del mattino, quelli abitualmente più affollati, sono stati offerti con cadenze eterne che hanno prodotto attese fra i venti e i quaranta minuti. Quelle attese hanno generato affollamenti imbarazzanti, soprattutto in tempi di pandemia: la gente ha viaggiato stipata, stringendosi nei vagoni, e le norme di sicurezza sanitaria sono andate a farsi benedire.

Ultimo aggiornamento: 12:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA