Napoli in festa per la coppa Italia, il virologo Perrella: «Qui il contagio è basso, ma è stata una follia»

Venerdì 19 Giugno 2020 di Ettore Mautone

«Ha vinto l'emozione che in questo caso non fa certo rima con ragione bensì con irresponsabilità - avverte Alessandro Perrella infettivologo al Cardarelli e componente dell'Unità di crisi della Protezione civile della Regione Campania.
 


Quale rischio si corre dopo un assembramento come quello dell'altra sera?
«Il rischio è basso ma è una follia comportamentale perché stiamo uscendo solo adesso da un'emergenza grave di cui ancora si vedono le code in Lombardia, superata bene in Campania ma con misure drastiche che non dobbiamo rischiare di vanificare».

Quando e come sapremo se ci sono stati contagi?
«Dovremo aspettare tre o quattro settimane».

Come si fa a individuare eventuali positivi, non si confonderanno con altre cause come l'apertura dei confini regionali?
«Con gli attuali sistemi di tracciamento e di verifica possiamo risalire all'albero dei contagi proprio perché sono pochi e circoscritti».

I tifosi lo considerano un peccato veniale...
«Sono anch'io un tifoso ma non mi faccio contagiare dalla follia di feste che non rispettano le regole. Per fortuna il contagio a Napoli e in Campania è molto basso, con un indice di infettività vicino allo zero ma non bisogna credere che il virus sia scomparso. Ciò avverrà solo col vaccino o l'immunità di gregge e siamo ancora lontani da entrambi».

Si riferisce al problema degli asintomatici?
«L'Oms ha correttamente definito e circoscritto questo problema. Voglio chiarire che l'Oms è un organismo molto qualificato formato da scienziati e studiosi che non possono essere messi in discussione come si fa sui social. Questi colleghi hanno semplicemente osservato che allo stato non ci sono prove scientifiche di contagi sostenuti dalla platea degli sintomatici ma non significa che pazienti in fase prodromica non siano infettanti».

Appunto, chi sono questi ultimi?
«Sono persone contagiate che svilupperanno la malattia ma sono in una fase di incubazione del virus in cui i sintomi non si sono manifestati. È del resto intuitivo che chi tossisce e starnutisce produce milioni di droplets diffondendo un'alta carica virale a differenza di chi ha qualche particella virale non replicata nel suo cavo orale diffusa a bassissima carica durante una conversazione. Bisognerebbe essere in questo caso molto vicini e per lungo tempo per contagiarsi ed è un'ipotesi non provata».

Il Covid si sta attenuando?
«In quasi tutta Italia circola poco ma c'è ancora. Il problema esiste. Basta pensare che in Brasile in un solo giorno si contano 35mila casi e a Pechino in queste ore ci sono 10 mila voli cancellati in una fase peraltro di ritorno alla normalità. Per fortuna questo evento si inserisce in uno scenario campani a contagi molto bassi che ci auguriamo potrebbe non avere conseguenze. Nessuno deve pensare che tutto sia alle spalle». 

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