Napoli, è invasione di meduse: «Ma è un fenomeno naturale»

Sabato 8 Giugno 2019 di Gennaro Di Biase

Il Golfo delle meduse, vere protagoniste delle ultime settimane. Meduse dappertutto: avvistate alla Gaiola, a Marechiaro, alle Rocce Verdi, qualcuna anche a Riva Fiorita. Sia il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, sia il professore di zoologia della Federico II, e presidente della fondazione Anton Dohrn, Ferdinando Boero, escludono però che il fenomeno sia legato all'inquinamento marino. Nessun allarme ambientale, dunque. Allora di che cosa si tratta? Come mai tante meduse? Il mistero è svelato in un libro scritto nel 1909 dal grande studioso di zoologia Salvatore Lo Bianco che si intitola: «Notizie biologiche riguardanti specialmente il periodo di maturità sessuale degli animali del Golfo di Napoli»: «Grazie alla presenza della Stazione Zoologica Anton Dohrn spiega Boero abbiamo a disposizione una preziosa memoria storica su ciò che succedeva alla fauna del Golfo due secoli fa. Anche questo fenomeno di invasione delle meduse è descritto nel libro di Lo Bianco. È un fenomeno naturale intermittente, ma qui è già successo». Un fenomeno «intermittente»: cioè un avvenimento non costante, che può sparire anche per un ventennio e poi ripresentarsi di punto in bianco e in dimensioni copiose.
 
Le meduse che hanno invaso Rocce Verdi, Gaiola e Marechiaro sono in diminuzione. Rossicce, incastrate una sull'altra, urticantissime, come successo negli ultimi giorni sulle sabbie posillipine, protette e non, e anche in acqua a pochi passi dai bagnasciuga. «Le acque del Parco hanno spiegato in settimana gli esperti del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus - sono colme di meduse della specie Pelagia noctiluca, la cosiddetta vespa di mare, fortemente urticante. Nel ribadire che le meduse sono animali planctonici che non decidono loro dove andare e vengono trasportati passivamente dalle correnti, evitiamo le solite scene di mattanze di meduse per ripulire il mare: sono organismi marini come tutti gli altri e come tutti gli altri hanno diritto di vivere in santa pace nel mare. Attendiamo con un po' di pazienza che la corrente se le porti via». La corrente sta facendo il suo, infatti, ma è ancora il caso di fare attenzione, almeno per i prossimi giorni.

Bisogna stare ancora in campana. La conferma arriva dal professor Boero: «Si tratta di una specie che viene a morire in superficie. Sono meduse anziane, per così dire, e hanno generato piccole meduse, non ancora visibili, che si stanno disperdendo in mare. Le pelagia noctiluca passano una parte del loro ciclo biologico nel mare profondo». E da dove arrivano a riva? «Ci sono vari canyon sottomarini nel Golfo: come quello a Cuma e quelli di Pozzuoli. Questi canyon sono le montature da cui risale l'acqua profonda in primavera, quando la temperatura lo consente. Le correnti d'acqua, risalendo, possono portare in superficie le popolazioni di meduse». Boero precisa però che non si può parlare di un sos: «Le meduse ci saranno, certo, ma gli organismi neonati cresceranno. Se ci sono ora non è detto che ci siano anche nei prossimi mesi. Molte delle giovani meduse verranno trascinate lontano dalla corrente e alcune di esse, per esempio, andranno a Nord verso l'isola d'Elba. Non si può dire con esattezza se tornerà l'emergenza. C'è una piccola probabilità che altre meduse tornino in estate. È la natura».

Meduse a parte, passando all'inquinamento, molti pescatori denunciano non solo la solita presenza di rottami, ma anche il cattivo stato di salute dei molluschi. Oltre ai copertoni, alle batterie d'auto, ai rifiuti vari sui fondali, parlano anche della morte di cozze e lupini. «La pinna nobilis, le cozze-pinne, stanno morendo in tutto il Mediterraneo spiega ancora Boero I ricercatori del dipartimento di Biologia della Federico II sono riusciti a isolare i batteri che stanno provocando questo fenomeno. Abbiamo a che fare con una malattia, una sorta di peste dei molluschi. Quanto all'inquinamento delle acque napoletane, serve la bonifica dei fondali per rimuovere la spazzatura. Ognuno deve fare la sua parte. Sarebbe meglio evitare di sporcare piuttosto che pulire. Perciò, accanto alla bonifica, la sensibilizzazione dei cittadini risulterebbe un'arma importante».

Ultimo aggiornamento: 17:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA