Napoli, i lavoratori del Madre puliscono la zona adiacente al museo:
«Le nostre richieste inascoltate, adottiamo noi le strade»

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di Paola Marano

Un’azione di cittadinanza collettiva per restituire decoro alle strade che circondano il museo Madre e renderle fruibili a cittadini, visitatori, e turisti. È l’inziativa contro il degrado e l’abbandono messa in campo questa mattina dagli stessi lavoratori del museo. Armato di paletta, scopa e mascherina, lo staff del Madre, insieme con la presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Laura Valente, e con il direttore del museo Andrea Viliani, si è letteralmente sporcato le mani per rendere dignitosa la zona adiacente all’ingresso dell’istituzione culturale di Via Settembrini, cuore del centro storico di Napoli, da tempo abbandonata a sé stessa.
 

Ingombranti, carcasse di motorini, arredi e addirittura siringhe: la zona che perimetra il museo stamattina si presentava per l’ennesima volta come una discarica a cielo aperto. Ultimo arrivato un frigorifero segnalato dallo stesso personale del museo all'Asia per avviare la procedura di ritiro. Attraverso un’opera di pulizia le maestranze del museo hanno deciso di adottare via Settembrini e le scalette di via Loffredi, piantando in vasi semi di diverse erbe aromatiche, donate al quartiere in segno di speranza.

«Pensiamo che non si possa fare lo slalom tra i rifiuti ogni giorno per arrivare in un luogo di bellezza e un museo di arte internazionale come il Madre – osserva Laura Valente, presidente della Fondazione - nonostante i nostri continui reclami e solleciti, queste strade continuano troppo spesso ad essere abbandonate. Abbiamo seguito le vie istituzionali, avuto un confronto con le autorità competenti, ma le nostre richieste sono rimaste inascoltate. Oggi puliamo, e se domani sarà sporco puliremo ancora e ancora, fino a che sarà necessario per i cittadini adeguarsi. La bellezza è contagiosa. Vivere nel bello e nella pulizia avrà la sua importanza».
 
 

Un segnale concreto di spirito di comunità che ha visto anche il coinvolgimento dell’associazione Cleanap, impegnata nella promozione di buone pratiche ambientali, di molti passanti e turisti, e con timidezza anche di qualche residente. «Abbiamo già segnalato più volte la situazione ad Asia per la questione degli ingombranti – spiega Emiliana Mellone, presidente di Cleanap – anche sui social riceviamo spesso denunce relative allo stato di incuria della zona. Speriamo si ristabilisca presto una situazione salubre e vivibile, e che soprattutto perduri».
Secondo Vincenzo, che frequenta il quartiere per lavoro, quello lanciato dal personale del museo «è un messaggio  che avvicina naturalmente l'arte alla città e alle persone con scopo di rendere la qualità della vita migliore per tutti». 
Sabato 14 Settembre 2019, 15:29 - Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 15:48
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