Miasmi dall'ex Icm di Napoli Est, si mobilitano cittadini e associazioni: sopralluogo tra i cumuli di monnezza

di Alessandro Bottone

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Cittadini, associazioni e municipalità di Napoli Est in mobilitazione per la problematica dell'ex Icm di via Nuova delle Brecce, il sito di stoccaggio di rifiuti nel quale Asìa Napoli conferisce i rifiuti prima di poterli trasferire negli appositi impianti. Da diverse settimane, complice il caldo, pesanti miasmi si sollevano dall'area, percepiti anche a grande distanza.

Il Comune di Napoli, con l’ordinanza dello scorso luglio, ha autorizzato l'Asìa all'utilizzo del sito fino al 13 gennaio 2020 per far fronte alle situazioni di criticità - in parte dovute anche al fermo del termovalorizzatore di Acerra che chiuderà per interventi di manutenzione ordinaria - principalmente causate dalla «carente funzionalità degli impianti esistenti». Dunque, per evitare l'accumulo di rifiuti sulle strade, e i conseguenti rischi igienico-sanitari, l'amministrazione comunale ha disposto questa misura straordinaria. In realtà, sono anni che il sito di via Nuova delle Brecce riceve rifiuti da tutta la città, specie la frazione umida dalla quale si sprigionano le fastidiose esalazioni. É notizia recente il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale che, di fatto, trasformerà l'attuale struttura in un vero e proprio sito industriale con la costruzione di capannoni nei quali verranno stoccati i rifiuti organici al momento accumulati all'aria aperta. La zona in cui è ubicato l'impianto rientra nel piano urbanistico attuativo "Ambito 13 ex raffinerie", ovvero un complesso progetto di recupero e riqualificazione di una parte della periferia orientale di Napoli.

In merito ai miasmi sprigionati dall'ex Icm, ieri associazioni e attivisti politici si sono riuniti a San Giovanni a Teduccio. L'assemblea, alla quale hanno partecipato anche consiglieri municipali e comunali, ha raccolto le proteste dei residenti che rivendicano il diritto di respirare. «Chiederemo formalmente un incontro al prefetto, al sindaco e al presidente della regione per capire le responsabilità ai vari livelli» dice Enzo Morreale, presidente del comitato civico di San Giovanni a Teduccio, che sottolinea la mancanza di informazione e trasparenza adeguate in merito al futuro dell'impianto. «Le determinazioni adottate assegnano all’area una funzione permanente nella filiera dello smaltimento dei rifiuti del tutto incompatibile con un centro densamente abitato. Le vicende di queste ore, con la esalazione incontrollata di sostanze odorigene, dimostrano la fragilità e la pericolosità di tali scelte. La zona orientale è sottoposta da decenni a decisioni penalizzanti da tutti i punti di vista ed è per noi giunto il momento di voltare pagina» si legge nella nota del comitato civico di San Giovanni.

Critico il comitato “ex Taverna del Ferro” che sottolinea: «lo scaricabarile del sindaco De Magistris rispetto a questa nuova emergenza non fa certo bene alla cittadinanza: avremmo voluto da parte del primo cittadino, che pure abbiamo sollecitato ed incalzato in questi ultimi due anni, il rispetto dello sversamento dei soli ingombranti nel sito ex icm. Invece in quel sito è stato sempre stoccato di tutto senza nessuna norma di sicurezza né di predisposizione tecnica del sito a tale sversamento, come numerosi video e foto sono a testimonianza». Giudizio critico anche verso la municipalità di Barra, Ponticelli e San Giovanni.

Questa mattina i consiglieri della VI municipalità hanno svolto un sopralluogo nella struttura incontrando l'amministratore unico di Asìa Napoli, Francesco Iacotucci, e altri dirigenti dell'azienda municipalizzata del Comune di Napoli. Rispetto alla problematica dei miasmi i consiglieri hanno chiesto l'attivazione costante degli abbattitori che resteranno sempre accesi. «Iacotucci ha dichiarato che la fase emergenziale, dovuta a tonnellate di umido non conforme, è stata superata: ad oggi ci sono solo i materiali prelevati giornalmente che vengono stoccati e trasferiti nei siti autorizzati» fanno sapere dalla giunta di Napoli Est, rassicurata anche dal fatto che le aree di lavorazione saranno pulite costantemente per evitare sgradevoli odori.

Il consigliere Massimo Morga, presente all'incontro, ha precisato che come municipalità si chiederà all'amministrazione centrale di individuare altri siti per lo stoccaggio dell'umido di tutta la città e, conseguentemente, di diminuire il carico di rifiuti organici depositati nell'ex Icm. La municipalità è pronta a chiedere, se il problema non si risolvesse, la revoca dell'ordinanza che autorizza lo stoccaggio dell'umido che rende l’aria irrespirabile. L'ulteriore dubbio riguarda, inoltre, il materiale indifferenziato recuperato dai cassonetti in strada: considerate le problematiche degli stir e la chiusura del termovalorizzatore, si teme che anche quest'altra parte della spazzatura possa essere stoccata nell'impianto che sorge alle spalle di via Argine, a poca distanza da industrie, centri commerciali e abitazioni.
Martedì 3 Settembre 2019, 13:26
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