Napoli, le modelle tra i vicoli di Forcella: «Così vince la bellezza»

di Chiara Di Martino

Restituire alla città luoghi troppo a lungo marginalizzati perché scenario di gravi episodi di violenza e criminalità attraverso la rinascita culturale: è questa la principale spinta che ieri sera ha riportato sotto i riflettori lo storico quartiere di Forcella. Questa volta, però, per una sfilata di moda all'aperto, un'iniziativa nata per combattere gli stereotipi e consentire al dedalo di strade a ridosso di via Duomo di aprirsi a tutta la città. A tessere le trame dell'evento, la Nartè Academy, prima accademia per lo spettacolo del Sud Italia inaugurata lo scorso ottobre, che offre corsi professionali di recitazione, dizione, moda, portamento e conduzione che, con il sostegno del Comune di Napoli (che ha voluto dedicare la serata alle donne napoletane, alla loro forza e alla loro determinazione), ha reso Forcella scenario di bellezza e contemporaneità. Venti giovani modelle professioniste - molte delle quali nate e cresciute in questo pezzo di città incuneato nel centro antico - hanno solcato la passerella allestita da piazzetta Crocelle ai Mannesi fino al termine di via Vicaria Vecchia, dove il 27 marzo 2004 la 14enne Annalisa Durante fu uccisa per errore durante uno scontro a fuoco tra clan. L'accademia, diretta dal giovane regista e attore napoletano Adriano Pantaleo - volto noto del piccolo schermo e del teatro - ha scelto per la sua «prima» estate di valorizzare le eccellenze femminili del rione, protagoniste grazie a moda, bellezza e imprenditoria.
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Martedì 24 Luglio 2018, 11:00
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2 di 2 commenti presenti
2018-07-24 13:12:27
E anche qui si confonde l'estetica con l'estetismo.Il gusto con la bellezza. IN questo caso in realtà si sta esaltando e continuando a proporre il tema della bellezza riferito espressamente a un corpo, un sopracciglio o il colore di capelli, e non e sulla dalla Bellezza intesa come capacità di aiutarci a distinguere il bene così come è nata nella cognizione Greca e originale. MMolto più utile sarebbe stato coinvolgere gli abitanti che meglio di chiunque conoscono il loro quartiere per farlo conscere in termini di bellezza vera e senso storico di appartenenza. Lì per esmepio si trova, Santa Maria Egiziaca , detta anche Santa Maria Egiziaca all’Olmo, che è considerata uno dei gioielli dell’architettura barocca napoletana, per omogeneità di stile ed esuberante ricchezza degli interni. Con i grandi lavori del Risanamento, si è arricchita di elementi eclettici che ne hanno rafforzato la caratterizzazione. L’edificio religioso con annesso monastero era stato fondato nel 1342 per accogliere le prostitute pentite grazie al volere della regina Sancha d’Aragona, moglie di Roberto d’Angiò. Tutto questo come vedete rende nota una storia nella storia, fatta di povertà ma anche di redenzione artistica non a caso il barocco napoletano quasi unico nel mondo è nero, come nera la storia che ci ha attraversati ma che è pur sempre la nostra storia degna di sedere alla cattedra dell'estetica senza dover necessariamente passare messaggi del tipo:se sie bella sei anche buona cosa. E continuare ad alimentare il falso mito del: farai la velina se sculetti bene!Non intendeva certo questo il buon dostoijevski quando diceva la bellezza ci salverà! Antonio Asmodeo
2018-07-24 12:26:05
Ci volevano le riprese della serie Gomorra a far rinascere una strada e un quartiere al limite del degrado che ogni mattina è invasa da turisti forse è il primo passo per altre mete.

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