Il movimento dei senzatetto «sfratta» il titolare dell'hotel Neapolis

di Gigi Di Fiore

Nella città che sbandiera voglia di legalità, la violazione delle norme è sotto gli occhi di tutti in pieno centro storico. Napoli, piazza Miraglia, il portoncino piccolo d'ingresso porta un foglietto attaccato con su scritto a pennarello un numero civico: 391-bis. Dinanzi, a mo' di barriera, un paio di bancarelle dove si vendono oggetti di bijoutteria artigianale. Al primo e secondo piano, dove una volta c'erano uffici amministrativi dell'Università, vivono cinque famiglie. Tutte occupanti abusivi di quei locali dal marzo del 2016.

«Da Napoli a Barcellona i beni comuni sono di tutti» dice la scritta, dipinta in nero sotto una delle 14 finestre dell'immobile che dà sulla piazza dove si affaccia l'ingresso principale del Primo Policlinico. Quei locali sono di proprietà di una congregazione religiosa, «Serve di Maria», e le suore vivono in altri locali dello stesso palazzo. Ai loro alloggi, però, si entra pochi metri più avanti, al numero ufficiale 393.
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Venerdì 18 Maggio 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 18-05-2018 12:09
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