Napoli, musica per le vittime innocenti: la piazza di Ponticelli rivive grazie all'arte

Presenti dopo le polemiche gli assessori Lieto e De Iesu: "Alla marcia siamo arrivati in ritardo, c'è stato un disguido"

Un appuntamento musicale ha chiuso le giornate in memoria delle vittime del bar Sayonara
Un appuntamento musicale ha chiuso le giornate in memoria delle vittime del bar Sayonara
di Alessandro Bottone
Domenica 13 Novembre 2022, 17:40
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Musica e performance artistiche hanno chiuso le giornate dedicate alla memoria delle vittime innocenti della strage di camorra dell'11 novembre 1989. Piazza Sandomenico a Ponticelli, nel cuore del quartiere nella zona orientale di Napoli, per una sera si è animata con la voce e con gli strumenti di diversi artisti e con l'entusiasmo di tanti cittadini arrivati ad ascoltarli.

Ad aprire il concerto - organizzato dal Presidio Libera Ponticelli, dalla Fondazione Polis, dal Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e dalle realtà della rete di Libera - è stata la banda Basaglia, appassionati di musica, artisti e musicisti che si incontrano settimanalmente negli spazi dello Scugnizzo Liberato.

Gli ottoni, gli strumenti a fiato e a percussione hanno attirato l'attenzione dei partecipanti arrivati nella piazzetta che da anni ospita le iniziative in memoria di Gaetano De Cicco, Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino e Gaetano Di Nocera, morti da innocenti nell'agguato di trentatré anni fa in un bar in corso Ponticelli. Un coloratissimo murales, un monumento, i fiori appena piantati ricordano l’impegno di attivisti e associazioni per ricordare le loro storie e quelle di altre vittime innocenti che il quartiere ha, purtroppo, conosciuto come Felice De Martino e Ciro Colonna.

 

La serata - presentata dall'attore Eduardo Di Pietro - è proseguita con i saluti dei rappresentanti del Comune di Napoli che ha patrocinato le diverse iniziative. Sul palco sono stati invitati Laura Lieto, vicesindaco e assessore all'urbanistica, e Antonio De Iesu, assessore alla legalità. «Ieri siamo arrivati ma, purtroppo, siamo arrivati in ritardo», ha detto la Lieto in riferimento alla marcia di venerdì alla quale non c'era alcun rappresentante di Palazzo San Giacomo né di altre istituzioni locali, se non quelli della Municipalità di Napoli Est guidata da Sandro Fucito. «C'è stato un disguido - ha precisato la Lieto - ma ci abbiamo tenuto a tornare e, soprattutto, è bello tornare in un momento in cui c'è la musica, ci sono le persone, la piazza è piena», ha evidenziato la vicesindaco della giunta guidata da Gaetano Manfredi che, come professore universitario, ha operato spesso a Ponticelli. «Questo è un posto per me molto importante perché mi ha insegnato molte cose. Sono anni che ho lavorato qui, nei quartieri che sono stati costruiti dopo il terremoto», ha affermato Lieto ricordando gli importanti progetti previsti a Ponticelli con le risorse del PNRR su cui lavora in questi mesi.

Diversi fatti criminali sono stati registrati nel quartiere di Napoli Est nel corso delle ultime settimane. L’ultimo, avvenuto giovedì, è l'agguato nella centralissima piazza Aprea davanti a bambini, genitori e docenti e ai piedi della basilica dove un uomo è stato gambizzato. A fare riferimento alla recrudescenza criminale emersa a Ponticelli è stato l’assessore De Iesu. «Abbiate fiducia perché il lavoro investigativo è forte da parte delle forze di polizia e della magistratura», evidenzia l'ex questore di Napoli che, come esponente della giunta comunale, rivendica il progetto per le nuove videocamere di sorveglianza evidenziando le difficoltà dell'amministrazione nella manutenzione ordinaria del territorio per mancanza di risorse. Intanto promette di impegnarsi per rispondere alla richiesta di don Marco, il parroco della basilica di piazza Aprea, per la possibilità di far aprire il campetto della scuola ai bambini dell’oratorio.

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La serata è proseguita con grande entusiasmo con le seguitissime performance di Donix, Andrea Tartaglia, Valerio Jovine, Maurizio Capone e Dario Sansone. Nei loro bravi l'impegno per il territorio e le sofferenze delle periferie ma anche l'orgoglio e l'amore per la città di Napoli e le sue potenzialità. In più occasioni gli artisti hanno ringraziato Libera e le realtà impegnate contro la violenza di clan e dei camorristi e per celebrare la memoria delle vittime innocenti.

«A pochi metri da dove la camorra spara, dove la sera c'è il coprifuoco, abbiamo voluto portare la buona musica. Ci siamo riusciti e ringraziamo, non solo grandi artisti, ma donne e uomini dal cuore grande», dice Pasquale Leone, presidente dell’associazione TerradiConfine ed esponente di Libera Campania, che aggiunge: «Meno spari, più teatro, concerti e mostre. Metro a metro ci riprendiamo il quartiere, partendo sempre dalla memoria  come "acerrimi raccontari" come ci ha insegnato Valerio Taglione, quello che abbiamo fatto ieri deve diventare non la straordinarietà ma quotidianità».

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