Napoli, niente fondi per i palazzi storici: Archivio e Anagrafe a pezzi

Mercoledì 10 Ottobre 2018 di Luigi Roano
Napoli, niente fondi per i palazzi storici: Archivio e Anagrafe a pezzi

Non solo Palazzo San Giacomo cade a pezzi, ma altri siti del Comune - e non solo, come i porticati del San Carlo - sono messi malissimo. Il tema è la mancanza della manutenzione ordinaria che non si fa perché Palazzo San Giacomo è un ente in predissesto. Si arriva al paradosso di avere finanziamenti milionari in conto capitale come quelli del «Patto per Napoli» e dunque spendibili perché non pesano sul bilancio corrente, ma non ci sono fondi cash per aggiustare una scala. A questo si aggiunga che i progetti che si possono avviare come quelli del «Patto» necessitano di un iter per le gare di appalto che dura almeno un anno, si può ben capire da cosa derivi il degrado, al netto delle responsabilità degli enti in questione.

Detto di Palazzo San Giacomo - tre crolli in quattro mesi - in tema di immobili comunali in attesa di restauro per essere messi a reddito o semplicemente renderli sicuri per chi vi lavora, lo stabile di piazza Dante, ex ufficio anagrafe, non scherza. Un sito monumentale il cui valore è stimato superiore ai 15 milioni. Ci sono infiltrazioni, pavimenti scrostati, problemi di staticità, insomma il solito menù. Gli uffici comunali al suo interno - proprio come a Palazzo a San Giacomo - sono attivi anche se i dipendenti sono così pochi che non si riescono a fare più di 10 carte di identità al giorno. Dal «Patto per Napoli» che risale all'epoca di Gentiloni premier, per l'immobile di piazza Dante ci sono ben 5,5 milioni. Anche qui però ci sono i soldi, ma per i lavori passeranno almeno altri 3 anni se non di più. Che uso se ne farà? Si dice che resterà sede del Comune ma, visto il boom turistico, non si può escludere la vendita, del resto l'immobile è di fatto in dismissione da un punto di vista amministrativo.

Restando in ambito Comune c'è l'Archivio storico di via Pontenuovo, siamo nella zona di Cesare Rosaroll, a quattro passi dalla Stazione centrale e da via Foria. Dal 2016 è stato dichiarato pericolante e non vi lavora più nessuno. Ma dentro ci sono degli autentici tesori. Quel palazzo è antico, edificato alla fine del Seicento ed era la sede dell'Archivio storico del Comune. Lì dentro sono custoditi tutti i documenti prodotti a Napoli dal 1300 all'Unità d'Italia. Nell'Archivio storico sono custoditi migliaia di faldoni con atti della Napoli secentesca e settecentesca. In quelle stanze sono conservati pezzi pregiatissimi come le lettere autografe di Giuseppe Verdi che si rammarica di non poter assumere la direzione del conservatorio di Napoli e il progetto originale di Vanvitelli per la realizzazione della Villa Comunale. Ci sono i soldi sempre del «Patto» ma qui manca ancora la delibera e il progetto, nella sostanza se non si trova una sistemazione per i documenti difficile intervenire.
 
IL MASCHIO ANGIOINO
È un sito comunale, non cade a pezzi e nell'insieme è ben manutenuto, tuttavia la bomba d'acqua dei giorni scorso ha danneggiato la merlatura dal lato di via Acton. La conseguenza dei danni del maltempo ha provocato non pochi disagi, ovvero la chiusura della scala di accesso alla loggia scoperta tra Torre dell'Oro e Cappella Palatina. Interdetta non perché pericolante di suo ma perché dà accesso alla loggia scoperta che, alla luce degli accadimenti atmosferici di sabato scorso, è precauzionalmente chiusa.

I PORTICATI DEL SAN CARLO
Qui non c'entra il Comune, che non è direttamente responsabile del degrado, tuttavia proprio vicino all'entrata del Massimo napoletano c'è un ritrovo di povera gente senza un tetto sulla testa e lì sotto fanno tutto quello che si fa in una casa: dal cucinare al dormire al fare i propri bisogni.

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