Napoli, le notti spericolate della discoteca Floridiana tra deejay, musica e alcol

Martedì 10 Settembre 2019 di Paolo Barbuto
La Floridiana è un tormento di viali chiusi e zone proibite: mancano soldi per la gestione del parco così bisogna arrangiarsi, chiedere aiuto alle associazioni di volontariato, sperare di cedere in fitto qualche sala del museo o una porzione dei giardini per raggranellare qualche euro e abbattere un po' di alberi pericolanti.
La Floridiana, però, l'altra sera è diventata una discoteca con casse a sparare musica, bar per bere qualcosa, spazio per ballare e tanta gente a divertirsi.
 
Assieme alle prime note sparate fuori dagli altoparlanti, sono esplose nuovamente le polemiche, lanciate dai residenti e rimbalzate immediatamente sui social: che succede? È possibile che la Floridiana venga vilipesa da feste e alcol? Per evitare equivoci chiariamo subito che ogni permesso per quella serata è stato chiesto e ottenuto per tempo, che le emissioni sonore sono rimaste sempre entro i limiti consentiti dalla legge, che la musica è stata spenta esattamente a mezzanotte, così come previsto dagli accordi con il Ministero. Insomma, per la serata di domenica scorsa, gemella di quella già realizzata il 25 aprile, non è stata violata nessuna norma: «Siamo rigorosi su questo punto - spiega Augusto Penna della Woo, la società che ha realizzato la serata - rispettiamo ogni singola norma in ogni singolo momento. Prima dell'avvio della manifestazione abbiamo ricevuto, con piacere, le visite di tutte le autorità che hanno il compito di controllare, e ciascuna delle persone che ha studiato la nostra documentazione, si è complimentata per la precisione».

Chi ha protestato s'è lamentato del fatto che gli storici cancelli della Floridiana sono stati coperti da poster di promozione della serata, s'è detto pure che c'era un biglietto d'ingresso per partecipare alla serata, voce smentita dagli organizzatori «c'era un bar con quota fissa da dieci euro. Chi ha voluto bere qualcosa ha pagato, gli altri hanno ballato e si sono divertiti senza dover versare nulla».

La verità è che questa vicenda affonda le radici nei mesi passati. Era novembre dello scorso anno quando i rappresentanti della Woo si sono presentati alla Floridiana: «Abbiamo proposto di dare una mano per cancellare il degrado, in cambio abbiamo firmato un accordo per tre serate da svolgere in Floridiana tra aprile 2019 e aprile 2020 - spiega Penna della Woo - Abbiamo contribuito a ripulire la zona del Belvedere pagando di tasca nostra una ditta di giardinaggio».

«Non parlo, che c'è da dire sulla festa di domenica sera? Rispondo solo se mi manda le domande per iscritto», la direttrice della Floridiana, Luisa Ambrosio, non accetta di buon grado di affrontare l'argomento della polemica: «Non c'è nulla di irregolare, potete starne certi. Se qualcuno pensa che ci siano irregolarità può rivolgersi al Ministero che mi chiederà conto e riceverà tutta la documentazione correttamente realizzata».

Quando il discorso scivola sullo stato del parco della Floridiana si ammorbidisce leggermente, ammette che ci sono difficoltà, non si sbottona sulla mancanza di fondi, nemmeno di fronte alla domanda diretta: è il ministero che dovrebbe darvi i fondi che non avete in cassa? Silenzio.

Sorride quando parla delle associazioni di volontariato che si stanno mettendo in fila per dare una mano, spiega che pure la Municipalità si sta mettendo all'opera per dare il suo contributo. Eppure la Floridiana continua ad essere il regno del degrado e delle chiusure, acceso solo di notte dalle luci di un palco, dalla musica dei dj e dall'alcol servito al bar.

A proposito, l'orario estivo, che per tutti i parchi del mondo prevede un allungamento verso le ore serali, alla Floridiana si riduce. Chiusura alle 16.30: «Manca il personale», si difende la direttrice.

Di personale, pagato in straordinario dagli organizzatori, ce n'era, fortunatamente, a sufficienza domenica sera durante la festa. © RIPRODUZIONE RISERVATA