Napoli, l'odissea infinita di via Marina: la consegna dei lavori slitta a fine settembre

Giovedì 12 Settembre 2019 di Valerio Esca
Ritardi sui lavori di via Vespucci-via Ponte dei Francesi e intanto resta incerta la destinazione d'uso per il fungo di via Marina. Vicende che viaggiano su due rette parallele, ma che in verità ad un certo punto si incrociano. La prima questione riguarda il cantiere per le opere di riqualificazione urbanistica e ambientale della tratta via Vespucci-via Ponte dei Francesi, che avrebbe dovuto chiudere i battenti il 31 luglio, come riportato anche nell'ordinanza dirigenziale dell'11 giugno.
 
I lavori interessano i marciapiedi sia lato monte, che lato mare di via Reggia di Portici e via Ponte dei Granili, nel tratto compreso tra la rotatoria di Largo Sant'Erasmo e l'incrocio via Ponte dei Granili-via Marina dei Gigli. Si era deciso di intervenire nel periodo di chiusura delle scuole e di traffico meno intenso, proprio per evitare disagi. La ditta esecutrice dei lavori ha però chiesto ed ottenuto dal Comune una proroga al 30 settembre, per poter terminare le opere. Con un ritardo di due mesi rispetto alla tabella di marcia individuata inizialmente. Il cantiere sta creando non poche difficoltà al traffico veicolare, come era prevedibile, con lunghe file che si inerpicano fino alla rampa di uscita dell'autostrada. Da Palazzo San Giacomo però assicurano: «Stiamo parlando di una proroga di due mesi, è assolutamente fisiologico che dei lavori possano slittare di qualche settimana. Nulla di eclatante o di clamoroso». Mentre da piazza Municipio gettano acqua sul fuoco, dalle stanze del Consiglio comunale qualcuno scalpita: «Per consentire lo svolgimento dei lavori era stato anche predisposto un particolare dispositivo di circolazione, che ha causato non pochi danni al traffico cittadino, con ripercussioni fino alla rampa di uscita dell'autostrada e un conseguente aumento dell'inquinamento atmosferico derivante dai gas di scarico delle auto. Ad oggi, il cantiere risulta ancora aperto» sottolinea il capogruppo dei Verdi Stefano Buono. «Già a inizio luglio - spiega - ho telefonato all'assessore ai Trasporti Mario Calabrese per chiedergli conto della durata dei lavori, trasmettendogli grande preoccupazione per i flussi di traffico e gli ingorghi creati in prossimità dell'uscita dello svincolo di Napoli Centro. In quella occasione mi fu garantito che a settembre i lavori sarebbero terminati; invece, con mio grande rammarico, devo constatare che il cantiere in oggetto procede ancora a rilento, con ripercussioni sul traffico e sull'inquinamento». Per verificare lo stato di avanzamento, il consigliere Buono ha presentato formale richiesta al presidente della commissione Mobilità Nino Simeone di indire un incontro e un sopralluogo urgente per accelerare la conclusione dei lavori.

E mentre da una parte i lavori vanno a rilento, dall'altra il fungo delle polemiche è stato terminato in una settimana. Adesso però si dovrà decidere cosa farne. Probabilmente diventerà uno strumento per vendere spazi pubblicitari, ma al momento in commissione Mobilità non è arrivato alcun atto che specifichi la destinazione d'uso. Mancano inoltre ancora i pannelli led, che andranno montati nelle prossime settimane. Qualora si decidesse di utilizzarlo per la vendita di spazi pubblicitari si rischia di dilatare i tempi (tra bandi e affidamenti) per vedere compiuta un'opera tanto voluta quanto contestata. «Questa è una contraddizione assoluta - osserva il presidente della commissione Mobilità Simeone - Vorrei capire quali sono le priorità di questa amministrazione. Abbiamo un fungo di quella grandezza tirato su in meno di una settimana e lavori a via Marina che vanno avanti da 4 anni. E allora mi chiedo: ma tutti questi soldi spesi per il fungo non potevano essere utilizzati per garantire gli abbonamenti alle fasce deboli? O per completare l'ultimo tratto di filobus ai Colli Aminei? O anche per completare più velocemente via Marina? Insomma pensare di avere un fungo per marketing territoriale ci può stare, ma in una città dove la viabilità e la mobilità funzionano al meglio. Non in una città come Napoli dove funzionano poco e male». Intanto sono pronti a tornare sulle rotaie i primi tram. Da ottobre potrebbero essere riattivati quelli della tratta San Giovanni-piazza Municipio, cantieri permettendo. © RIPRODUZIONE RISERVATA