Napoli, Palazzo Penne rinasce: sarà «Casa dell'Architettura»

Mercoledì 15 Dicembre 2021 di Giovanni Chianelli
Napoli, Palazzo Penne rinasce: sarà «Casa dell'Architettura»

Dal recupero al rilancio. Palazzo Penne, l'edificio costruito nel 1406 da Antonio di Penne, segretario di re Ladislao di Durazzo, dopo anni di abbandono e di occupazioni abusive può diventare il simbolo della nuova vita del centro storico di Napoli. «Un cambiamento per l'intero quartiere che parte da un suo luogo cruciale, che racconta efficacemente la vicenda urbanistica della città», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi ieri mattina, durante la presentazione del progetto di riqualificazione che porterà, dopo un anno e mezzo di lavori che iniziano nella prossima primavera, al restauro dell'edificio e alla sua trasformazione in centro culturale. Si chiamerà Casa dell'architettura, comprenderà anche la chiesa accanto (seicentesca, Ss. Demetrio e Bonifacio, quasi completamente ristrutturata), e sarà un luogo di studio e di ricerca sui temi dell'architettura, naturalmente, ma anche della fotografia e del design, «e inoltre costituirà uno spazio espositivo aperto ai cittadini, costruito intorno alle tematiche dell'accessibilità e della riqualificazione del territorio», come ha detto il rettore della Federico II Matteo Lorito.

Il progetto è realizzato dalla Regione Campania, attraverso l'assessorato al Governo del territorio e la sua direzione generale, con la collaborazione del dipartimento della facoltà di Architettura dell'ateneo (Diarc) diretto da Michelangelo Russo; è finanziato con i 15 milioni di euro del contratto istituzionale di sviluppo per il centro storico siglato lo scorso anno dal ministero della Cultura, Regione e Comune. Per la Regione c'era il presidente Vincenzo De Luca. «Parliamo di uno dei palazzi più importanti della città, la sua conservazione e la sua apertura al territorio sono il simbolo di un rapporto rinnovato tra cittadini e patrimonio», il suo commento sull'operazione. Poi ha annunciato una prossima, ambiziosa opera urbana: «Una nuova sede della Regione che riunisca tutti gli uffici, da realizzare nei pressi di piazza Garibaldi: un progetto anche di grande architettura contemporanea». L'idea progettuale che governerà la rinascita di palazzo Penne mira a recuperare l'unicità dell'edificio, uno dei rari esempi di architettura rinascimentale ancora esistente a Napoli, e il complesso dei padri Somaschi per creare un polo culturale dedicato all'architettura e al design urbano. 

 

Al centro dell'incontro i progetti di restyling del palazzo, illustrati da 3 mostre allestite nella chiesa. Organizzate da Scabec, hanno tutte un nome in latino per aderire alla suggestione del luogo: Omnia sunt communia (Tutto è di tutti), a cura di Paola Scala e Maria Pia Amore, che offre una visione completa dell'intervento di riqualificazione, analizzando lo sviluppo del percorso che attraversa il palazzo e si connette con il complesso di piazzetta Teodoro Monticelli e piazza Giovanni Bovio. Poi In sacris (Nello spazio sacro), coordinata da Giovanni Francesco Frascino, sulla valorizzazione della chiesa stessa che, nei piani del Diarc, diventerà un ambiente per eventi culturali. A questa sezione si aggiunge una parte video, Oltre lo sguardo, a cura di Paolo De Nigris e Vincenzo Barbarino, e il percorso virtuale curato da Orazio Nicodemo, una ricostruzione digitale dell'edificio con approfondimenti sull'area dell'antica fabbrica, sede delle attività dei padri Somaschi dai tempi della fondazione; e Invideas nemo tibi (Nessuno invidia te), una mostra fotografica di Sara Smarrazzo sulla particolare architettura della costruzione. Le mostre sono aperte ai visitatori gratuitamente dal 16 al 30 dicembre. Assunta Tartaglione, nuova presidentessa della Scabec, a margine della conferenza stampa dice: «Siamo orgogliosi di partecipare con le nostre competenze a questo primo importante progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione del centro storico di Napoli». 

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Infine, per presentare al pubblico il rilancio del palazzo, sulla facciata esterna dal 16 al 18 viene proiettata l'opera di videomapping Lumina di Franz Cerami: un'animazione che prende spunto dalle classiche luminarie delle feste popolari e crea giochi di luce al ritmo di brani musicali. La Regione ha promosso e sosterrà la creazione di progetti simili in altri territori, con l'intento di creare luoghi dedicati alla promozione della conoscenza dell'architettura e dell'urbanistica e alla partecipazione attiva dei cittadini. «Il progetto di Palazzo Penne - ha dichiarato l'assessore regionale Bruno Discepolo, presente alla conferenza - costituisce un risarcimento atteso da anni per uno degli edifici più rappresentativi della storia di Napoli e una prospettiva concreta di rivitalizzazione di un'area strategica del centro storico».

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