Napoli, il parco della droga resiste alle ruspe: nuove baracche dopo lo sgombero

di Gennaro Di Biase

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Isaac viene dal Ghana, è nato nel 1960 e vive nella baraccopoli della Marinella. Da quando è arrivato in Italia, nel 2005, ha cambiato tre lavori. Ironia della sorte, porta il nome di quel bambino che nella Bibbia doveva essere sacrificato da suo padre Abramo per far cessare fame e carestia e che invece fu salvato per grazia divina. La vita di Isaac della Marinella, al contrario, galleggia nel sacrificio, nella miseria e nell'assenza di salvezza. E senza salvezza è anche la vita di Maria, ucraina, Micheal del Burkina Faso e degli altri trenta e più inquilini della città della morte. Vivono e dormono ancora lì, in barba allo sgombero dell'8 febbraio. Si è avvistata anche una ruspa, sempre ieri, tra la Marinella, via Marina e la Prefettura, ma l'immondizia della baraccopoli tanta, sepolta, e difficile da polverizzare è ancora lì. Dovevano portarla via lunedì scorso.
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Giovedì 14 Febbraio 2019, 07:30
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