Napoli, lavori al palo nel parco della Marinella: solo rifiuti e degrado

Lunedì 30 Agosto 2021 di Paolo Barbuto
Napoli, lavori al palo nel parco della Marinella: solo rifiuti e degrado

Date un’occhiata alla fotografia qui sopra: nel punto esatto in cui vedete il materasso dovrebbe esserci la parte terminale di una vasca di forma geometrica allungata, alimentata da un’avveniristica fontana. Qualche passo più avanti, in direzione della chiesa del Carmine, invece dovrebbe iniziare un percorso fatto di vialetti colorati e piante verdissime. Alle spalle dovrebbe esserci un dedalo di stradette che s’innestano nella natura lungo le quali incontrare, di tanto in tanto, punti ristoro con prodotti tipici napoletani; nei pressi del mercato ittico, che dovrebbe essere trasformato in una accogliente porta d’accesso, campetti di calcio, basket e volley a disposizione dei ragazzi. Bello vero? È il parco della Marinella che (forse mai) verrà realizzato: il primo progetto è stato ufficialmente varato dall’amministrazione comunale napoletana nell’ottobre del 1998, ventitré anni fa: a Napoli sono cambiati quattro sindaci (Bassolino, Marone, Iervolino e de Magistris) si sono alternati decine di assessori, sono state effettuate almeno quattro conferenze di annuncio dell’inizio dei lavori e i risultati sono quelli che vedete nelle immagini di questa pagina e che leggerete nelle prossime parole di questo racconto.

Nell’ultimo week end di agosto il parco della Marinella è drammaticamente vuoto. Dovrebbe essere un cantiere, potrebbe essere presidiato, invece è un deserto di terra spianata mescolata a pattume d’ogni fatta, costeggiato da montagnelle di rifiuti pericolosi, ricoperte dalla vegetazione che non riesce a nascondere lo schifo.

Il cantiere attuale è stato varato con squilli di tromba e dichiarazioni ufficiali lo scorso febbraio, è stato lodato con entusiasmo lo scorso marzo. Poi, però, è rimasto incastrato nel consueto nulla che accompagna la storia sfortunata del parco fantasma della Marinella: «La metà del parco è stata liberata dai rifiuti - spiegò il 17 di marzo l’assessore al verde, Luigi Felaco - tra poco ci sarà un bando per ripulire gli altri 15mila metri quadri. Eliminati i rifiuti, secondo il progetto, occorreranno 150 giorni di lavoro per consegnare il parco della Marinella ai napoletani». Sono passati 166 giorni da quella dichiarazione, i napoletani aspettano. E, a occhio, aspetteranno ancora a lungo.

Il primo annuncio ufficiale sull’imminente apertura del parco, l’avete letto, risale al 1998, raccontato con entusiasmo dalla Giunta dell’allora sindaco Antonio Bassolino. Il secondo exploit porta la data del 30 maggio 2000, il neosindaco (facente funzioni) Riccardo Marone spiegò che un incontro con l’allora assessore al verde Dino Di Palma sul tema del Parco della Marinella era stato il suo primo impegno da primo cittadino di Napoli. Il 19 dicembre del 2002 il sindaco Rosa Iervolino spiegò che erano pronti «3 milioni di euro per il parco della Marinella, 30mila metri quadri presto a disposizione dei napoletani»; otto anni dopo, nell’ottobre del 2010, lo stesso sindaco Iervolino annunciò che l’area del mercato del pesce sarebbe stata inserita nel progetto del parco pronto ad essere varato. Poi, e veniamo ai giorni d’oggi, nel 2013 la Giunta de Magistris ha annunciato un nuovo progetto che ha avuto una gestazione talmente lunga da arrivare al febbraio del 2021 per essere trasformato in realtà: cantiere avviato e promessa di lavori immediati. 

Invece i lavori praticamente non sono nemmeno partiti. È stata ripulita dalla monnezza solo una porzione dell’area, sono state incastrate al suolo tre o quattro strutture che, prevedibilmente, accoglieranno le condotte idriche, è stato realizzato un pezzettino piccolo-piccolo del muro di recinzione sul quale è stato montato un minuscolo pezzetto dell’ardimentosa cancellata prevista dal progetto. Poi il nulla.

Video

Percorrere la zona è devastante. Da un cumulo di macerie spunta l’angolo di un frigorifero da bar, da quello vicino fa capolino una montagna di “lana roccia” estirpata durante lavori edili. Alle spalle delle collinette di pattume nuovi giacigli di disperati: materassi sporchi e coperte raccattate nell’immondizia perché anche ad agosto dormire all’aperto fa venire freddo. La zona che sarebbe già stata sottoposta alla bonifica è preoccupante: la terra smossa dalle ruspe è ancora colma di oggetti. Ne muovi un po’ col piede e viene fuori un vecchio walkman originale della Sony, ne sposti un altro pezzetto e scopri un vestitino da carnevale di Superman, fai due passi e inciampi in un sacchetto di indifferenziata mescolato alla terra che dovrebbe essere stata ripulita.

Tutt’intorno nel deserto del cantiere fermo ci sono solo un po’ di sacchi di cemento che la pioggia di qualche notte fa ha aggredito e indurito fino a renderlo inservibili, una manciata di pietre di porfido utilizzate per una prova di sistemazione dei viali, poi più nulla.

Quando s’accorgono che c’è qualcuno dentro al cantiere, i disperati accampati sotto all’ex mercato del pesce iniziano a farsi nervosi. Guardano, si agitano, indicano. Qualcuno più vivace fa anche qualche passo per andare incontro agli intrusi (giornalista e fotografo) e convincerli ad andare via, ché quella è terra loro di conquista e nessuno deve invaderla. Invito accolto con rapidità: via dal cantiere fantasma, via dal parco della Marinella che doveva nascere 23 anni fa e forse non nascerà mai. 

Ultimo aggiornamento: 18:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA