Napoli, Pasqua col pienone ma il 30% dei turisti non paga le tasse

Domenica 21 Aprile 2019 di Valerio Esca
Un boom turistico senza precedenti e sul Lungomare a stento si riesce a passeggiare. Le file davanti agli ingressi dei musei (con la mostra di Caravaggio che ha superato ogni rosea aspettativa), l'occupazione media negli alberghi, in questo periodo pasquale, ha quasi raggiunto il 90%, ma Napoli e la Campania continuano a rimanere fuori dalla top five delle classifiche delle mete turistiche italiane preferite dai vacanzieri. La risposta sta tutta nel sommerso. Basti pensare che quattro strutture ricettive extra-alberghiere su dieci risultano abusive. In pratica il 40% tra b&b, affittacamere, case vacanze del territorio campano non è regolarmente denunciato e soprattutto non versa ai Comuni la tassa di soggiorno. Una cifra stimata, ma molto vicina alla realtà. Stessa tendenza quella registrata a Napoli, dove il sommerso raggiungerebbe oltre 30%. La doppia faccia del turismo in Campania. Perché da un lato c'è il boom di presenze (+8% rispetto al 2017), registrato grazie alle numerose iniziative messe in campo nel 2018 (tra musei, teatri ed eventi), oltre alle bellezze naturali della regione; dall'altro, stando agli ultimi dati Istat 2018, la Campania stenta a sfondare nelle classifiche delle mete più turistica dello stivale e si ferma al 16esimo posto, dopo Torino.
 
Secondo i dati Istat, con il 7,2% dei viaggi e il 7,6% delle vacanze (lunghe), è la Puglia la prima regione del Sud e si colloca subito dopo il Veneto. La Toscana è la meta più scelta per le vacanze brevi nell'anno (16,4%) in tutti i trimestri, specialmente in quello estivo (20,9%). La Campania non rientra tra le cinque regioni più visitate da gennaio a settembre, balza nella top five soltanto nei mesi di ottobre, novembre e soprattutto dicembre (dove si piazza seconda), grazie sicuramente alla tradizione natalizia.

Qualche mese fa l'allarme fu lanciato da Federalberghi Napoli, che a distanza di due mesi registrò come a Napoli, da 8mila 565 alloggi commercializzati sui principali portali web, dei quali circa 1500 dotati di licenza, si passò a 10mila 825. Due mila in più nel giro di 60 giorni. Un Incremento di quasi il 30%. «Un dato insostenibile spiegò Federalberghi - che, peraltro, provoca una sequenza di illegalità». Difatti oggi è quasi impossibile monitorare il numero di turisti effettivo che giunge in città. Se invece si tentasse di analizzare il fenomeno facendo riferimento solo alla piattaforma Airbnb, la crescita da agosto 2016 ad agosto 2018 è stata pari al 124,8%. Si è passati dai 3mila 089 annunci pubblicizzati ai 6mila 944 alloggi.

Per mettere un freno al sommerso la Regione Campania, nelle prossime settimane, adotterà una prima norma per il contrasto alle strutture abusive. Sarà necessario munirsi di un codice identificativo. Le strutture, in particolare quelle extra-alberghiere, per entrare nella piattaforma regionale, accedere ai contributi, pubblicizzare le attività commerciali, necessiteranno del codice, che verrà rilasciato dai Comuni. Una sorta di codice fiscale. «Quando la norma sarà operativa spiega l'assessore regionale al Turismo Corrado Matera, che sta lavorando ad un pacchetto di norme anti-sommerso per renderla efficace, bisognerà collaborare tutti, perché sarà molto importante applicare controlli serrati da parte dei Comuni». Per i furbetti si sta pensando a sanzioni che possano andare dai 500 ai mille euro (anche se sulle cifre si sta ancora ragionando a Palazzo Santa Lucia). Anche il Comune di Napoli si è già mosso lo scorso anno per arginare il problema del sommerso, grazie ad un accordo con la piattaforma Airbnb. In pratica, dal 1 maggio 2018, i prezzi degli alloggi visibili in piattaforma risultano essere già comprensivi dell'imposta di soggiorno, (2 euro a persona a notte, fino ad un massimo di 14 notti). Questa viene poi versata direttamente nelle casse dell'ente con cadenza mensile. Con un incasso previsto di 1 milione e mezzo di euro all'anno.

«Il dato 2018 risulta molto positivo sottolinea l'assessore Matera Il + 8% spiega come mai la Campania sia la regione riferimento del Sud Italia. E dai dati parziali del 2019 dovremmo avere un ulteriore balzo in avanti. Le migliori previsioni arrivano per la città di Napoli, oggi tra le principali mete culturali italiane, grazie anche a tutte le attività messe in campo dalla Regione e alla diversificazione di mostre, cinema, concerti e teatri che ci sono in città». Ultimo aggiornamento: 16:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA