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Pizza Village Napoli, è aut aut: «Niente Mostra d'Oltremare, il lungomare o andiamo a Milano»

Giovedì 30 Giugno 2022 di Gennaro Di Biase
Pizza Village Napoli, è aut aut: «Niente Mostra d'Oltremare, il lungomare o andiamo a Milano»

Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci, ceo di Oramata Grandi Eventi, sono gli organizzatori del Pizza Village e spiegano la loro posizione rispetto alle polemiche in corso sui troppi eventi a Napoli. Non è escluso che il prossimo Pizza Village si tenga lontano da Napoli. «Problemi nell’organizzazione? - esordisce Sebillo - Nessuno: questa del 2022 è stata un’edizione dei record. È motivo di grande orgoglio per noi aver servito oltre 100mila pizze senza disservizi e incidenti all’interno dell’area del Pizza Village». 

All’esterno i disordini non sono mancati, però. La città era congestionata da concerti, forum politici, turisti e malamovida. Da questi fattori prendono le mosse le polemiche di questi giorni, arrivate da parte dei comitati di residenti. «Constatiamo con amarezza un paradosso tutto napoletano - commenta Marinacci - alcune voci stonate che sollevano polemiche inutili». Eppure, ieri l’amministrazione ha fatto capire che valuta di spostare il prossimo Pizza Village alla Mostra d’Oltremare. «Un grande evento - riprende Sebillo - non è un problema da rimuovere o delocalizzare: quando invito un amico a casa lo ospito nella stanza più bella, e in questo caso è il lungomare. Gli eventi sono una valorizzazione del territorio. E dovrebbero essere ospitati happening anche più grandi, in città, come succede a Milano con l’Expo, o a Salerno con le Luci d’artista. In altri Comuni si è in grado di assorbire disagi di mobilità e parcheggio che si generano durante kermesse simili. Restiamo basiti per il fatto che altre città investano ingenti capitali per ospitare eventi come il Pizza Village, mentre qui vogliono allontanarci dal lungomare. Se Manfredi spostasse, come dice, la kermesse alla Mostra, lasceremmo Napoli. Non avremmo alternative. Prima della pandemia abbiamo avuto un’intensa interlocuzione con il sindaco Sala, che ci ha accolti a braccia aperte. Si era ipotizzato il Pizza Village al Castello Sforzesco. Milano coglie il senso del nostro evento. Se Manfredi non ritiene che il Pizza Village possa restare sul lungomare noi, da privati organizzatori di eventi, approfondiremo la trattativa con Sala e altri sindaci interessati». «Si è parlato di delocalizzazione alla Mostra d’Oltremare - aggiunge Marinacci - ma andrebbe bene al massimo per il Pizza Fest. Ci sono molte differenze nei contenuti con la nostra kermesse: noi regaliamo concerti, spettacoli, la presenza di grandi media. Non è un festival gastronomico, il nostro, ma anche musicale. Ci ispiriamo all’Oktoberfest. Ecco perché per noi la cornice del lungomare è imprescindibile. Da soli abbiamo mosso 500 camere d’albergo, dato lavoro a 1200 persone e portato oltre 900mila visitatori». 

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Il contorno ha funzionato meno. Portare al Pizza Village un giovane trapper come Geolier, che inneggia a valori violenti, ha intensificato l’arrivo sul lungomare di ragazzini non esattamente bene intenzionati. «Non siamo stati impattanti una sola sera, ma 10 sere - dice Sebillo - Abbiamo invitato tanti grandi artisti: Noemi, Sangiovanni, Peppino Di Capri. Quanto al resto ,è mancato tutto quello che c’è intorno all’evento. Condivido la scelta strategica di comprare il Giro e dare spazio ai concerti di D’Alessio. Noi, dalle istituzioni, non abbiamo avuto una lira: non solo regaliamo un grande evento alla città, ma per la prima volta non ci è stata nemmeno concessa la riduzione sull’occupazione di suolo, come previsto da una norma comunale quando si tratta di un evento di interesse pubblico. Pagheremo l’intera Cosap, circa 100mila euro e senza agevolazioni. Poi pagheremo gli straordinari a vigili urbani e Asìa. Resto basito quando, di fronte a questa gratuità e indotto, arrivano le polemiche e si delocalizza il Pizza Village, come sembra orientato a fare Manfredi. Lamentiamo poi la mancanza di pianificazione e programmazione. Facciamo il Pizza Village da 10 anni, e gli ok arrivano sempre una settimana prima dell’inaugurazione. Visto il livello dei nostri stakeholder (multinazionali, compagnie aeree, media) questi ritardi sono un limite oggettivo al lavoro che potremmo fare per la città. Il problema non si risolve spostando un grande evento alla Mostra d’Oltremare. Non siamo ancora andati via da Napoli per Milano, ma serve che l’amministrazione e tutti i soggetti coinvolti si siedano a un tavolo per migliorare il calendario degli eventi o Napoli tornerà indietro, a essere una cittadina piuttosto che una grande capitale del turismo europeo». 

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 19:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA