Quasi 4 anni di lavoro politico, tecnico e amministrativo tra più enti, e molti di più di dibattiti su come utilizzare Piazza del Plebiscito, ma domani, finalmente, ci sarà una firma storica con la quale ciascuno degli attori istituzionali saprà cosa fare e come farlo per un sito secondo solo al Vesuvio come immagine della città: Piazza del Plebiscito. Prefettura, Comune, Demanio e Fec (Fondo edifici di culto) a Palazzo di governo firmeranno un accordo con il quale la Prefettura metterà a bando i locali sotto i porticati della Basilica di San Francesco di Paola un passaggio fondamentale per dare vita a una piazza oggi solo di mero transito e che al calar del sole diventa terra di nessuno.
E il Demanio trasferirà al Comune la parte ipogea della stessa piazza, un percorso archeologico di grande fascino dentro i segreti e misteri delle viscere della città e di quel sito ancora tutto da scoprire e raccontare. La firma è dei quattro soggetti, ma al tavolo hanno partecipato e dato il loro determinante contributo la Curia, il Provvedidorato alle opere pubbliche, la Soprintendenza, il ministero dell’Interno e quello dei Beni culturali. Toccherà al prefetto Gerarda Pantalone assegnare quei locali - troppo spesso sfregiati dai vandali e abbandonati all’incuria - attraverso un bando che sarà - sostanzialmente - scritto sulla scorta delle indicazioni e dei «consigli» del soprintendente Luciano Garella che ha dato già semaforo verde da tempo. Descrivendo nel dettaglio come operare e cosa chiedere agli investitori.
Poi l’idea è installare botteghe con le eccellenze napoletane dal punto di vista dell’artigianato e dell’imprenditorialità. Una piazza viva che deve essere un salotto molto molto lontano dal modello di movida che è in voga a Napoli e in altre città. Insomma, no ai baretti, sì a spazi pubblici e a tavolini però con moderazione e stile. Sì a esibizioni come quella che vide decine di pianoforti sotto i porticati, sì ancora a mostre di antiquariato e di qualità. Sì a molto altro come le installazione di arte senza castigare nulla ma tutto dovrà essere fatto all’insegna della qualità.
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