Napoli-Portici, la Bayard dimenticata: così muore la prima stazione d'Italia

Venerdì 20 Luglio 2018 di Paolo Barbuto
Guardate nel tondo il dipinto di Salvatore Fergola che mostra quant'era bella la stazione Bayard, capolinea della ferrovia che avrebbe unito Napoli e Nocera, il cui tratto iniziale Napoli-Portici, inaugurato nel 1839, rappresenta il tronco ferroviario più antico d'Italia. Poi guardate la foto al centro di questa pagina e scoprite com'è ridotta adesso quella stazione. Un mucchio di pietre in bilico, pronte a crollare senza che nessuno muova un dito.

Arrivare lì dentro oggi, provoca un misto di rabbia, indignazione, impotenza. La domanda che ti poni più volte, e che presenti a qualunque interlocutore ti si avvicini è: «perché?». Perché Napoli, che si fa vanto d'essere stata la città più importante e moderna dell'Italia ottocentesca, ha permesso che un simbolo di quella modernità andasse in rovina? Perché un luogo che poteva essere trasformato in un santuario del mondo delle rotaie, è stato dimenticato per decenni ed è tutt'ora dimenticato? Ma, soprattutto, perché nessuno si indigna di fronte a questo scempio?
 
Il rudere appartiene alle Ferrovie dello Stato che, però, attualmente, non hanno nessun progetto di recupero alle viste. Un anno fa venne piazzata, davanti alla facciata pericolante, una selva di tubi innocenti, poi più nulla. In quella stessa occasione scoppiò anche una diatriba con il Comune di Napoli che ha in affidamento una parte collegata a quella struttura, nella quale sono insediati alcuni uffici della seconda municipalità: venne minacciata la chiusura degli uffici, poi rientrata. Però tutti i possibili accessi alla stazione vennero serrati con pesanti lucchetti. Vietato a chiunque entrare nel rudere che potrebbe crollare in qualsiasi momento.

Di recente è stato organizzato un importante convegno con una mostra di tutte le memorie fotografiche della prima stazione d'Italia. L'evento è stato celebrato con entusiasmo dalle autorità e accolto con passione dai visitatori di Pietrarsa. Sono stati realizzati video della stazione attuale, c'è stato qualche timido segnale che parlava di possibile recupero dell'immobile. Ma a quei segnali non ha fatto seguito nessun atto ufficiale. Così, ancora ieri l'ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato ha chiarito che non c'è nulla di certo, anche se ha lasciato accesa una fiammella di speranza: «In vista della progettazione dello spostamento della stazione della Circumvesuviana, e d'intesa con il Comune di Napoli, potrebbe essere studiata una soluzione che preveda anche la riqualificazione dell'antica stazione Bayard», una speranzella, appunto, nient'altro che questo.

In occasione del viaggio inaugurale della strada ferrata, il re andò a prendere il treno a Portici, perché la stazione Bayard non era ancora terminata: complessa la struttura che prevedeva degli avveniristici (per l'epoca) binari rotanti per consentire alle locomotive di arrivare al capolinea e poi poter ripartire in direzione opposta senza complicate manovre.

Una trentina di anni dopo l'inaugurazione, nel 1866, però la stazione della Napoli-Nocera già iniziò a perdere centralità. Era stata realizzata anche la stazione centrale e la maggior parte dei convogli venne deviata in quella nuova stazione, anche se la «Bayard» restò in attività per oltre un secolo. Nel corso della seconda Guerra Mondiale, però, l'edificio iniziò a subire danni: venne coinvolto nell'esplosione della nave Caterina Costa piena di munizioni nel porto di Napoli. Quell'evento segnò l'inizio del declino. Però i sessantenni di oggi ricordano ancora che da bambini andavano lì dentro a giocare e a trascorrere le giornate.

Insomma, il degrado appartiene tutto ai giorni nostri. La prima stazione ferroviaria d'Italia è ridotta a un rudere, nessuno si indigna. Perché? Ultimo aggiornamento: 18:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA