Napoli-Portici, la Bayard dimenticata: così muore la prima stazione d'Italia

di Paolo Barbuto

Guardate nel tondo il dipinto di Salvatore Fergola che mostra quant'era bella la stazione Bayard, capolinea della ferrovia che avrebbe unito Napoli e Nocera, il cui tratto iniziale Napoli-Portici, inaugurato nel 1839, rappresenta il tronco ferroviario più antico d'Italia. Poi guardate la foto al centro di questa pagina e scoprite com'è ridotta adesso quella stazione. Un mucchio di pietre in bilico, pronte a crollare senza che nessuno muova un dito.

Arrivare lì dentro oggi, provoca un misto di rabbia, indignazione, impotenza. La domanda che ti poni più volte, e che presenti a qualunque interlocutore ti si avvicini è: «perché?». Perché Napoli, che si fa vanto d'essere stata la città più importante e moderna dell'Italia ottocentesca, ha permesso che un simbolo di quella modernità andasse in rovina? Perché un luogo che poteva essere trasformato in un santuario del mondo delle rotaie, è stato dimenticato per decenni ed è tutt'ora dimenticato? Ma, soprattutto, perché nessuno si indigna di fronte a questo scempio?
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Venerdì 20 Luglio 2018, 10:17 - Ultimo aggiornamento: 20-07-2018 18:50
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