Napoli, Poste ripulisce la sede di piazza Matteotti vandalizzata con scritte spray

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Poste italiane ha dato il via ad una grande operazione di ripulitura del grande edificio della Posta centrale di Napoli, in piazza Matteotti, deturpato da «tag» e scritte tracciate con lo spray. L'intervento, affidato ad una impresa specializzata con un costo non ancora definito, si concluderà entro aprile e ha già prodotto la ripulitura della facciata principale dell' edificio e dei vetri.

L'edificio della Posta Centrale di Napoli - un importante esempio di architettura razionalista-funzionalista inaugurato nel 1936 - ospita anche l' Emeroteca Tucci, che custodisce una importante collezione di periodici. Dal 2009 i marmi, le vetrate, e perfino le strutture in acciaio erano state coperte da graffiti, scritte, e da enormi «tag» dei «writers», in una gara di vandalizzazione di tutte le superfici disponibili, nonostante l'edificio si trovi proprio di fronte alla Questura e la presenza di una Guardia giurata notturna, che lavora, però all' interno del grande edificio. «Stiamo valutando - informa Poste italiane - misure deterrenti e l' uso di sostanze anti-spray, che renderanno più facile la pulizia in caso di nuovi vandalismi». Prevista anche l'installazione di dissuasori per evitare che l' ingresso dell' edificio venga utilizzato ancora come campo per giocare a calcio.

Nel maggio 2008 un precedente intervento anti-graffiti sull' edificio di Piazza Matteotti era costato 13 mila euro. La facciata rimase pulita poco meno di un anno, poi si innescò la gara di emulazione tra graffitari a colpi di «tag» sempre più grandi e colorate e scritte di ogni genere. Circa l' 85% dei monumenti e degli edifici di valore storico-artistico di Napoli - secondo stime - è sfregiato da scritte e disegni. Una emergenza per i volontari di «Retake Napoli», che mobilitano decine di cittadini ogni fine settimana per la ripulitura di monumenti e la manutenzione del verde pubblico sostituendosi spesso all' Asia, l' azienda dei rifiuti, ed al Comune, che non dispone di un servizio specifico anti-graffiti.

«Per chi imbratta un monumento o un edificio storico non c' è nessuna giustificazione di tipo artistico - dice Eleonora d'Ermo, presidente di Retake Napolì - si tratta di teppisti ed il Comune dovrebbe costituirsi parte civile nei loro confronti». Per il «Maggio dei Monumenti», che attira centinaia di migliaia di visitatori in chiese, palazzi storici, ed altri luoghi d'arte aperti al pubblico per l' occasione, l' associazione ha presentato al Comune di Napoli un progetto per utilizzare la tecnica di avanguardia del laser di «Light for Art», che scompone in micro-particelle la vernice spray e lo sporco. «Noleggeremo il laser per un mese per una campagna di ripulitura dei Monumenti di Napoli che coinvolgerà i volontari e gli studenti dell' Istituto di Belle Arti, e delle scuole di Restauro delle Università Federico II e Suor Orsola Benincasa, dice la D'Ermo. «Costa duemila euro. Cerchiamo sponsor tra le imprese napoletane, ma ci serve l' ok della Soprintendenza, che non ci risponde mai»
Giovedì 28 Marzo 2019, 15:19 - Ultimo aggiornamento: 28-03-2019 19:59
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2 di 2 commenti presenti
2019-03-29 11:44:12
E' indegno per un popolo il silenzio assordante di fronte ad un fenomeno, apparentemente insignificante, dei graffiti e delle scritte sui muri di stazioni, piazze, serrande, scuole.enti. Coloro che lo praticano sono dei delinquenti che non capiscono l'entità dei danni che procurano all'ambiente, all'arte, al turismo e quindi al loro stesso futuro. Le autorità, poi, che lo permettono senza fare azioni forti, denotano un livello di cultura più basso di chi danneggia ed anche per i loro figli il futuro è assicurato.
2019-03-28 18:36:59
Questa è una bella notiziaa cui dare maggior valor di cronaca...

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