Napoli, dai bipiani alla green line e nuovi alloggi: rigenerazione urbana a Ponticelli

Lunedì 4 Aprile 2022 di Alessandro Bottone
Napoli, dai bipiani alla green line e nuovi alloggi: rigenerazione urbana a Ponticelli

Un parco al posto degli alloggi in amianto. Si ridisegna l'enorme area di Napoli Est in cui insiste il "campo bipiani" ai confini tra i quartieri Barra e Ponticelli. Gli alloggi da abbattere lasciano spazio a nuove abitazioni collegate da una "green line".

Questo e altri progetti di rigenerazione urbana sono inseriti nel più generale PUA di Ponticelli. Nei giorni scorsi la giunta del Comune di Napoli ha aggiornato le linee di indirizzo per la redazione del programma di recupero urbano del quartiere. Il lavoro ha coinvolto i tecnici del Servizio 'Edilizia residenziale pubblica e nuove centralità' del Comune di Napoli e il gruppo di professionisti del dipartimento di architettura dell'Università di Napoli Federico II.

Il piano, al quale si lavora sin dagli anni Novanta, non è stato ancora attuato a causa di vari impedimenti, quali «gare andate deserte, inottemperanza delle ditte, interferenze con il "collettore di Levante", fallimento delle imprese aggiudicatarie, risoluzioni contrattuali, difficoltà a individuare abitazioni temporanee per il trasferimento dei residenti». Anche l'estensione della "zona rossa" del Vesuvio ha comportato la modifica di quanto inizialmente previsto. Dunque, ad oggi i progetti di riqualificazione sono stati attuati soltanto in minima parte. Il lavoro riprende dall'accordo di programma sottoscritto nell'aprile del 2020 tra Regione Campania e Comune di Napoli con oltre 55 milioni di fondi regionali a disposizione.

Nel “campo bipiani” di Napoli Est, con 104 casette contenenti amianto, «molti alloggi mostrano situazioni critiche, come la presenza di pareti cedevoli». Fili elettrici penzolanti, infiltrazioni e umidità nei container, assenza di igiene ne fanno un luogo fortemente degradato. L'abbattimento degli alloggi e la bonifica sono già finanziati con i fondi del 'Piano Strategico' della Città Metropolitana. Qui si interverrà ulteriormente con il progetto del “nuovo ecoquartiere" finanziato dalla Regione Campania con le risorse del fondo complementare al PNRR. Si immagina di rigenerare questo angolo di città attraverso aree alberate, playground, orti urbani, un sistema per la raccolta e il riciclo delle acque. In particolare, si realizza una strada-parco con la rigenerazione di via Isidoro Fuortes di cui si riduce la carreggiata. Il verde collegherebbe i due lotti da realizzare: uno da 79 alloggi e l'altro da 25. Alloggi nuovi, adeguati alla normativa antisismica e ai principi dell'efficientamento energetico. L'idea è stata presentata dall'assessore all'urbanistica, Laura Lieto, al consiglio della municipalità di Napoli Est che ha istituito una commissione speciale per seguire i progetti.

Il PUA insiste anche su un'altra area particolarmente delicata, quella del rione De Gasperi. Completamente separato e isolato dal contesto urbano, con una assenza di servizi e attività commerciali, è costituito da ventotto edifici per un totale di 656 alloggi. L'accordo di programma del 2020 prevedeva il mantenimento e riqualificazione di tre torri. Per gli altri edifici era prevista la demolizione e il trasferimento degli abitanti in spazi da realizzare in via Fuortes, in via Califano e in via Miranda. La nuova proposta della giunta prevede, invece, di non abbattere, e quindi riqualificare, altre tre torri (T10 e T11 e T14), i due edifici "bassi" (Li4 e Li6) così da mantenere 168 alloggi. Tutti gli altri andrebbero demoliti. Stessa sorte per le casette contenenti amianto del "campo Evangelico" in viale delle Metamorfosi: il villaggio è caratterizzato da «grande disagio abitativo, e da fenomeni di occupazione illecita dei fabbricati». La strategia di Palazzo San Giacomo prevede l'abbattimento di tutti gli edifici e la ricostruzione in altri punti del quartieri, gli stessi specificati in precedenza. Una parte delle famiglie aventi diritto è già stata trasferita nei nuovi trentadue alloggi costruiti in via Odissea.

Altro pezzo fondamentale del PUA Ponticelli è la realizzazione della "spina CIS", una linea costituita da parcheggi a raso alberati, bosco urbano, orti, quinte di mitigazione, aree a bassa manutenzione, aree a verde ornamentale e da parco lineare. Parliamo delle aree incastrate tra via Fausto Coppi e via Napolitano e quelle lungo via Malibran e via Martiri della Libertà. In tali spazi - ad oggi vere e proprie selve abbandonate - si punta su mobilità dolce, suoli permeabili e spazi aperti tematici. La “spina” diventerebbe, il tal modo, una linea di connessione tra i vari rioni e le due parti del quartiere - quella storica e quella di più recente costruzione così da eliminare la frammentazione dovuta anche a grandi arterie viarie «spesso degradate e sottoutilizzate» e alle enormi aree incolte e inutilizzate. Fattori che generano marginalità e degrado sociale ed economico e che «contribuiscono a determinare una mancanza di identità del quartiere».

Ora la parola passa all'opinione pubblica. Difatti, la proposta approvata dalla giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi sarà sottoposta a una fase di ascolto attraverso laboratori e incontri con cittadini, comitati, associazioni, enti e altre realtà attive sul territorio. Tali "voci" dovranno essere prese in considerazione per la scrittura del progetto definitivo che dovrà essere concretizzato nei prossimi anni per migliorare la vivibilità di migliaia di persone e di un quartiere che ancora oggi fa i conti con la mancanza di decoro e servizi.

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