Napoli, ecco i progetti di Renzo Piano per rilanciare Fontanelle e rione Sanità

Il restyling è stato affidato ai giovani architetti del gruppo di lavoro G124

Il rendering del progetto di Renzo Piano
Il rendering del progetto di Renzo Piano
di Valerio Esca
Martedì 22 Novembre 2022, 00:00 - Ultimo agg. 08:35
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Un progetto di Renzo Piano per il Rione Sanità. A realizzarlo giovani architetti under 35 del gruppo di lavoro G124 - retribuiti con lo stipendio del senatore a vita - che hanno deciso di concentrare i propri sforzi sul recupero di alcuni spazi: il Cimitero delle fontanelle e il sagrato della chiesa di Maria Santissima del Carmine.

L’obiettivo del gruppo dell’archistar genovese è «creare uno spazio continuo, pubblico, una piazza disponibile ai residenti come ai turisti, illuminata e dotata di spazi in cui sostare e intrattenersi». I rendering sono stati illustrati ieri al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, a palazzo Giustiniani a Roma, dove il primo cittadino ha incontrato il gruppo di giovani.

«Un dono alla città - ha sottolineato l’ex rettore - Anche questo è un passaggio importante per una parte del quartiere Sanità che con il boom turistico che stiamo vivendo è uno dei centri di attrazione maggiore della città».

Il tema del G124 di quest’anno, assegnato da Renzo Piano al suo gruppo di lavoro, è «la piazza». L’area di progetto individuata dagli under 35 napoletani è situata nella parte più interna del Rione Sanità, nello spazio antistante la chiesa di Maria Santissima del Carmine, in via Fontanelle. 

Oltre allo spazio prospiciente il cimitero delle Fontanelle il progetto prevede la risistemazione del sagrato della Parrocchia della chiesa e dell’adiacente giardino “gradonato”, attualmente di proprietà privata e destinato anch’esso dal progetto ad un uso pubblico. L’opera si articola su tre aree di differente proprietà: ingresso del cimitero delle Fontanelle (patrimonio del Comune di Napoli), il sagrato della chiesa di Maria del Carmine (Curia di Napoli), Cordonata (proprietà privata).

Nonostante la triplice natura l’intervento è concepito come unitario e continuo con l’obbiettivo di consentire la completa accessibilità degli spazi, di garantirne la sicurezza e di permettere al territorio di accogliere i flussi turistici derivanti dalla riapertura del monumento. I giovani architetti del gruppo di Piano cercano di guardare la luna e non il dito, ponendosi traguardi ambiziosi, come creare un legame fisico tra l’attuale stazione metropolitana linea 1 di Materdei, la futura uscita al Rione Sanità e la nuova piazza. Sono state progettate non a caso quattro piccole aree pubbliche (ad oggi in fase di approvazione da parte dell’amministrazione comunale), arredate con sedute, alberi e siepi in continuità con le strategie di rigenerazione urbana del quartiere, già realizzate dal 2016 dal Diarc insieme con la Fondazione di Comunità San Gennaro, in altre aree del rione Sanità. 

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L’attenzione sulla Sanità resta massima. Basti pensare alla vista di inizio settembre dell’ex ministro della Cultura Dario Franceschini alle Catacombe di San Gennaro. L’idea di uno dei più celebrati architetti del mondo, Renzo Piano, è agire sulle periferie, per la città che sarà. Un’opera che si basa su sei punti, che sono quelli che possono trasformare un quartiere, anche il più degradato, in un lembo vivibile di città.

«Nelle periferie è importante - si legge nel progetto - che ci sia un mix generazionale, economico, etnico e di conseguenza anche funzionale. Bisogna fecondarle disseminandole di edifici pubblici, servizi, scuole, università, biblioteche, centri civici, attività culturali. I quartieri devono poi essere collegati al centro senza l’obbligo di utilizzare l’auto, potenziando i trasporti pubblici. Il verde come tessuto connettivo, un filtro tra città e campagna che ponga limite al consumo del suolo. Per quanto riguarda le opere di rammendo sugli edifici è fondamentale la via che permette d’intervenire chirurgicamente, con cantieri leggeri che non allontanino gli abitanti, con i quali l’architetto deve dialogare». Nasce così il progetto che punta su Napoli, coordinato dai tutor Nicola Fiora (professore associato Diarc) e Daniela Buonanno (ricercatrice Diarc), e realizzato grazie al lavoro degli architetti Marino Amodio, Giuseppe De Pascale, Orazio Nicodemo e Davide Savoia.
 

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