Napoli, a San Giovanni a Teduccio mare «fortemente inquinato»: è allarme da Legambiente

Lunedì 19 Luglio 2021 di Alessandro Bottone
Napoli, a San Giovanni a Teduccio mare «fortemente inquinato»: è allarme da Legambiente

Lo specchio d'acqua davanti la “spiaggia del municipio” a San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli, è «fortemente inquinato». Lo dicono i risultati delle analisi di Goletta Verde, il monitoraggio di Legambiente che ha analizzato lo “stato di salute” del mare lungo lo Stivale.

In particolare, parliamo del tratto di mare già da tempo negato ai cittadini: quasi due chilometri di «acque non adibite alla balneazione e permanentemente vietate», come specificato nei documenti della Regione Campania e del Comune di Napoli. Qui sfocia il “collettore Volla” interessato, proprio in questi mesi, da importanti interventi di riqualificazione. Oltre alle acque piovane nel Volla confluiscono anche i liquami: «Le condizioni attuali del collettore Volla determinano la commistione delle portate con conseguente scarico nel mare di acque fortemente inquinate». Di qui la necessità di riqualificare l'intera "rete" e interrompere lo scarico di materiale inquinante nello specchio di mare accessibile da vicoletto Municipio.



Lo scopo, dunque, è dismettere il Volla quale collettore di acque nere per restituire allo stesso la funzione originaria di collettore esclusivamente pluviale, ovvero quale alveo che raccoglie acqua piovana. Nonostante il divieto di balneazione sono tanti i cittadini che non rinunciano al tuffo nel mare di San Giovanni a Teduccio. C'è anche chi si ferma a pescare. Proprio sulla “spiaggia del Municipio” sono stati realizzati, da parte del Comune di Napoli, i servizi igienici e le docce nei locali dell'ex depuratore di via Boccaperti, struttura da tempo dismessa e che accoglie l’impianto di sollevamento dell’Abc Napoli.

Non va meglio a Pietrarsa: difatti, il divieto di balneazione è formalmente attivo anche nel tratto di mare davanti la passeggiata che ha accesso da vico Primo Marina e limita al museo ferroviario. Questo tratto è “sorvegliato” dall’agenzia regionale Arpac: nei tre prelievi di aprile, maggio e giugno i valori di enterococchi intestinali e di escherichia coli risultano nella norma. Resta da monitorare lo scarico in corrispondenza di vico Secondo Marina, ovvero il cunicolo dei sottoservizi che l’Arpac identifica come causa di inquinamento.

Ultimo aggiornamento: 20 Luglio, 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA